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Brian Greene sullo stato della Teoria delle Stringhe

FUTURO – Brian Greene è “il miglior divulgatore al mondo di concetti astrusi,” secondo il Washington Post. È il co-direttore del Centro per le Stringhe, la Cosmologia e la Fisica Astroparticellare della Columbia University. Reso celebre dal suo best-seller L’universo elegante, Greene nel suo ultimo libro La realtà nascosta accompagna il lettore in un viaggio attraverso gli universi paralleli del “landscape” della teoria delle stringhe. Nessuno meglio di Greene può fare un bilancio complessivo dello stato attuale della ricerca in questo campo, a volte controverso.

La teoria delle stringhe è stata inventata quarant’anni fa, nel tentativo di descrivere le interazioni nucleari forti. Anche se quel primo tentativo fu un insuccesso, negli ultimi anni abbiamo scoperto che può funzionare, ma in un modo completamente diverso. Che cosa è cambiato nel frattempo?

Molte cose sono cambiate. Negli anni Ottanta, la teoria delle stringhe ha virato da una teoria delle interazioni forti a una teoria di tutte le interazioni, compresa la gravità. Dagli anni Novanta e fino ad oggi, abbiamo capito che alcune versioni della teoria delle stringhe sono in realtà teorie di gauge (la stessa teoria che usiamo per descrivere le interazioni forti) ma sotto mentite spoglie. E il travestimento è sorprendente, nel senso che la teoria delle stringhe definita su un certo spazio-tempo è equivalente a teorie di gauge definite su spazi-tempo diversi – un concetto non banale e anzi rivoluzionario.

Lungo la strada, la teoria delle stringhe gradualmente ha acquisito lo status di “Teoria del Tutto.” Qual è il significato di questo slogan? È plausibile questa nuova interpretazione della teoria?

“Tutto” sta a significare tutte le forze della natura e tutta la materia. Sulla carta, la teoria delle stringhe ha dimostrato di avere la capacità di descrivere le forze conosciute (elettromagnetica, nucleare forte e debole, gravitazionale) e le particelle di materia. Ma ad oggi la teoria non ha fatto previsioni che ne consentano una verifica sperimentale. La giuria non ha ancora emesso un verdetto definitivo.

Il Large Hadron Collider di Ginevra è partito e sta già erogando una quantità enorme di nuovi dati. Il suo compito è quello di scoprire il meccanismo alla base rottura della simmetria elettrodebole. La spiegazione preferita dai teorici delle stringhe è la supersimmetria. Ma cosa succederebbe se LHC non trovasse traccia della supersimmetria a bassa energia, come sembrano suggerire i primi dati?

Per alcuni decenni, molti teorici – me compreso – hanno anticipato che l’LHC avrebbe trovato la supersimmetria a bassa energia. Se questa speranza è confermata, sarebbe un’ulteriore conferma della meravigliosa guida della matematica per condurci alla verità fondamentali. Se la supersimmetria a bassa energia non verrà scoperta, questo comunque non falsificherebbe la teoria delle stringhe e non invaliderebbe tutte le ricerche che hanno fatto uso della supersimmetria. Potrebbe semplicemente trattarsi del fatto che la supersimmetria compare a scale di energia molto più alte di quelle che LHC può raggiungere, come ipotizzato da molti modelli. Certamente, però, saremmo tutti molto più felici se la supersimmetria a bassa energia venisse osservata.

Negli ultimi anni, è sbocciata una storia d’amore tra i matematici e la teoria delle stringhe (il Simons Center per la Geometria e la Fisica di Stony Brook ne è una testimonianza diretta), mentre la stessa teoria è diventata sempre più controversa tra i fisici delle particelle. Si tratta di un voltagabbana definitivo delle stringhe in favore della matematica?

La teoria delle stringhe ha lunghi tentacoli che si estendono in molte aree – la fisica delle particelle e la matematica sono le principali. I contributi matematici della teoria delle stringhe sono particolarmente impressionanti e inattaccabili, in quanto indipendenti dalla verifica sperimentale della teoria. Il miglior punto di vista è che la teoria delle stringhe è una disciplina ricca, la cui piena portata può essere valutata solo considerando la vasta gamma di settori a cui ha contribuito.

Parliamo della tua attività di divulgazione. Il contatto con il pubblico ha influenzato la tua attività di ricerca?

In una certa misura. Negli ultimi anni mi sono spostato sempre più verso la cosmologia, anche in seguito a domande che mi sono posto mentre scrivevo il mio secondo libro, Il tessuto del cosmo.

L’universo elegante, fu un successo immediato di pubblico e di critica, seguito da molti altri. Grazie anche a queste opere, la teoria delle stringhe è diventata parte della cultura pop. Parallelamente a questa ondata di riconoscimento pubblico, però, il mercato del lavoro per i teorici delle stringhe è precipitato a tal punto che non ci sono più posti permanenti per professore negli Stati Uniti in quest’ultimo anno. Come interpreti questi due fenomeni?

Nei miei libri e nelle dichiarazioni pubbliche presto sempre attenzione a mettere in chiaro che la teoria delle stringhe è un work in progress, una proposta interessante la cui rilevanza per la fisica deve ancora essere stabilita. Sono contento che il pubblico abbia trovato le idee e i concetti della teoria delle stringhe accattivanti – io stesso ne subisco il fascino ogni giorno. C’è qualcosa di intrinsecamente interessante nelle potenti idee teoriche che ci spingono oltre i confini della nostra conoscenza e attaccano domande fondamentali sulla natura del nostro universo.

Allo stesso tempo, l’ascesa spettacolare di LHC ha giustamente spinto molti dipartimenti di fisica a focalizzare l’attenzione e i posti di lavoro su aree più legate all’espertimento stesso. Una scelta di buon senso, almeno per ora. Nel lungo periodo, la salute della teoria delle stringhe dipenderà dalla sua capacità di entrare in contatto con la fisica osservabile. Per esempio, la linea di ricerca che sta cercando di stabilire connessioni tra la teoria delle stringhe e il plasma di quark e gluoni al Relativistic Heavy Ion Collider di Brookhaven è emozionante, e credo che nel futuro scopriremo molti nuovi punti di contatto con il mondo reale.

15 Commenti

  1. Io, personalmente, ho solo visto il dvd “L’universo elegante”, non ho letto il libro.
    E Brian Green, devo ammetterlo, è una sorta di Piero Angela americano, ovvero una persona in grado di rendere l’inaccessibile (ai più), comprensibile (a chi ha tali passioni).
    Il punto, però, è che secondo me, la teoria delle stringhe non è nè fisica nè matematica, ma è metafisica…
    Lo stesso Green dice: “Se la supersimmetria a bassa energia non verrà scoperta, questo comunque non falsificherebbe la teoria delle stringhe e non invaliderebbe tutte le ricerche che hanno fatto uso della supersimmetria”.
    E, poi: “Potrebbe semplicemente trattarsi del fatto che la supersimmetria compare a scale di energia molto più alte di quelle che LHC può raggiungere, come ipotizzato da molti modelli”.
    Insomma, non possiamo dire che non si sia creato delle scappatoie concettuali!
    Però…
    Godel mi ha sempre affascinato moltissimo.
    A parte il colpo di genio circa l’indedicibilità, per quanto possa sembrare arrogante, senza che sapessi nulla di lui, una decina di anni fa, molto più banalmente e con i limiti che mi imponeva – e ancora mi impone – la mia ignoranza, anch’io arrivai alla conclusione che la logica matematica, basata sulla deduzione e su procedure di dimostrazione che giungono a certe tesi solo in relazione alle ipotesi da cui nascono, fosse invalidata (o magari, meno peggio, “invalidabile”) alla base.
    In particolare, l’espressione “assioma” mi è sempre stata antipatica…
    E la teoria delle stringhe è matematica.
    Pertanto, non priva di assiomi.
    Come posso ritenere vere delle conclusioni cui giungo partendo dall’artificio concettuale che l’ipotesi-assioma sia vera/o?
    Peggio ancora, come faccio a non pormi il problema della (in)dimostrabilità degli assiomi che stanno alla base delle mie ipotesi?
    Per quanto mi riuarda, con tutto il rispetto che posso avere in quanto emerito Signor Nessuno per un grande quale è Brian Green, mi pare abbastanza evidente che la logica moderna sia paragonabile ad un gigante di roccia con piedi di cristallo… E se la teoria delle stringhe è matematica in essere, non è anche essa fragile? O, meglio, non è pura metafisica?
    In altri termini, non è pura realtà indimostrabile, in quanto indedicibile?

    D’altra parte, per quanto Godel fosse a suo modo un genio, io stesso ammetto che, con il “teorema di dimostrazione dell’esistenza di Dio” si fregò con le sue stesse mani…
    Ma tanto a posto di testa, porello, non doveva più essere (ricordo di avere letto che morì di inedia, perché temeva che lo avvelenassero… Ma divago!).
    La sua idea di Universo ciclico mi sembra nascere, in sostanza, dalla paura.
    Godel aveva paura della morte, e, con la sua teoria pareva che volesse dimostrare, soprattutto a sé stesso, la “necessità” di un Eterno Ritorno.

    Quanto alla “teoria delle superstringhe”, le cd “stringhe” sarebbero la dimensione ultima della materia.
    Al di sotto degli atomi ci sono neutroni, protoni ed elettroni; al di sotto dei protoni e dei neutroni ci sarebbero i quark; al di sotto dei quark ci sarebbero le stringhe.
    Le stringhe sono poi, a loro volta, una sorta di “vibrazione energetica”, e il modo in cui la sinfonia cosmica suona dà evidenza dell’universo come lo conosciamo.
    Tale teoria spiegherebbe il comportamento della materia, delle forze che tengono insieme gli oggetti materiali, e, forse, anche dello spazio e del tempo nella loro unitarietà di dimensione unica.
    (Correggetemi se sbaglio!)

    Però: c’è un grosso però.

    Come accade per la teoria del Big Bang, i teorici, posti di fronte a quello che ci sarebbe oltre un tempo inferiore a 10 elevato alla -43 secondi e ad una dimensione più piccola della lunghezza di Planck (e cioè 10 elevato a -33 cm), glissano, o, semplicemente, demandano alla filosofia, alla religione od alla metafisica.
    Per quanto concerne la teoria delle stringhe, siamo a livelli tali di astrazione che più una concezione mentale elegante, a mia opinione, non si possa pensare.
    E’ una teoria assolutamente indimostrabile, poichè le stringhe sono _tutte_ strutture le cui dimensioni sono vicine alla cosiddetta lunghezza di Planck (10 elevato a -33 cm), appunto, la più piccola concepibile in fisica.
    Inoltre sarebbero sottoposte ad una forza di torsione incredibilmente grande: fino a 10 alla 39 tonnellate! Ovvero, appunto, un livello energetico irraggiungibile.
    Se livelli energetici tali sono irragiungibili, la teoria delle strinche è pura speculazione matematica (imho, dire che la teoria delle stringhe è un “perfetto mostro godeliano” non è un’esagerazione).
    Quindi, come e forse peggio della teoria del Big Bang, secondo me, non dà risposta alcuna (semmai – e con questa ho finito di straparlare – aggiunge altre domande)…
    E’ unutile?
    Non lo so, certo mi sa di colossale pippone mentale…
    Bye,
    Dave.

  2. Uhm,
    “Tale teoria spiegherebbe il comportamento della materia, delle forze che tengono insieme gli oggetti materiali, e, forse, anche dello spazio e del tempo nella loro unitarietà di dimensione unica”,
    mi suona male…
    Direi che che meglio sarebbe dire “e, forse, anche dello spazio e del tempo nella loro unitarietà dimensionale”…
    Giusto per evitare pleonasmi!
    Bye,
    Dave.

  3. Tutte le teorie che si spingono a questo livello sono “pippe mentali”, alla fine… ma nonostante tutto trovano delle applicazioni pratiche utilissime. La relatività con la “pippa mentale” del viaggio a velocità prossime a quelle della luce ha permesso di inventare il GPS, la “pippa mentale” della decoerenza del pacchetto d’onda (alla base della meccanica quantistica) ha permesso di inventare i transistor, i led, i laser a pozzo quantico… etc etc

    LHC non raggiunge i livelli delle energie di Planck, ma non necessariamente bisogna “vedere” una cosa per crederci… non ci sarà mai la fotografia a colori (o in b/n) di una stringa, ma così come di un protone o di un elettrone… al massimo gli effetti collaterali nelle camere a bolle, ad esempio.
    Che intendi per dimostrare ?

    E ovviamente si tratta di modelli che vanno adattati alla realtà delle cose… avere oggi una teoria come quella del modello standard che si basa su almeno 13 costanti (se vuoi assiomi) predefiniti è un pò critica a mio avviso: una teoria che ne ha solo un paio è certamente più “stabile” e “bella”.

    Per quanto riguarda Goedel, le soluzioni alle equazioni di Einstein sono legittime e lo stesso Einstein ne rimase affascinato 🙂 Almeno lo sono nell’ambito di questa impostazione della teoria della relatività generale, se poi questa dovesse essere “ampliata” allora dovremmo rivedere un pò di cose.

    Per quanto riguarda il teorema di incompletezza: affligge tutte le teorie assiomatiche, quindi il sogno matematico di avere una teoria “assolutamente” vera cade miseramente, ma tutto sommato non lo trovo nemmeno poi tanto strano. Sarebbe anomalo, a mio avviso, se esistesse una teoria “assolutamente” vera, o un sistema logico egualmente tale.
    Ad esempio, prima si diceva che una cosa o era onda oppure era particella, in pratica il principio del tertium non datur in logica, beh Von Neumann dimostrò che si poteva riformulare tutta la meccanica quantistica supponendo una logica (alla base) non standard, in cui appunto il principio/assioma del “tertium non datur” non valeva.

    La stessa cosa è capitata con la geometria euclidea…

  4. So bene che la relatività fa funzionare i GPS, così come so bene che la relatività spiega le distorsioni indotte da corpi particolarmente massivi (dal nostro Sole alle galassie che producono le cd “lenti gravitazionali”).
    So anche bene che la fisica quantistica ha avuto delle conferme sperimentali (http://asmodeo.typepad.com/correnti_alternative/2007/01/quanti_strani_f.html).
    Cmnq, forse, mi sono espresso male, e soprattutto, non vorrei avere dato l’idea di non stimare, come ho detto, in quanto emerito Sig. Nessuno, Mr. Brian Greene…
    Che è indubitabilmente una delle grandi menti del nostro periodo storico.
    Ho detto solo che, a mia modestissima opinione, la sua non mi pare fisica, ma metafisica (che è poi lo stesso tipo di problematica in cui ci si imbatte quando si cerca di discutere di ciò che “era” – se così si può dire, visto che il tempo fu definito dal Big Bang – prima dell’origine del cosmo
    ( http://asmodeo.typepad.com/correnti_alternative/cosmologia/ ).
    E per “dimostrare”, intendo quanto di più semplice possa intendersi relativamente a tale termine, e in tale contesto: se, in apparenza, la supersimmetria a bassa energia pare non essere osservabile, figuriamoci come sarà possibile dimostrare che ciò che è teorizzato dalla teoria delle stringhe delle alte energie (ancora non si è capito se sia dimostrabile limitatamente alle basse energie, giusto? E, su tutto, mi pare che lo stesso Greene non ci creda nè speri molto)…
    Insomma: non c’è microscopio elettronico né acceleratore di particelle che tenga; siamo in un ambito di matematica così spinta, che, per credere alle implicazioni della teoria delle stringhe (al semplice fatto che sia “vera” intendo, se preferisci), imho, è necessario l’equivalente di un “Salto di Fede”.
    Ecco, cosa intendevo…
    Ma, l’ho detto più di una volta su “Oggi Scienza” e lo ripeto: non sono un accademico (figurarsi, ho fatto economia, nemmeno matematica o fisica!), ma un semplice appassionato di Scienza (se la merita questa “S” maiuscola? Massì!).
    Dunque, domando: esiste la possibilità di osservare la materia agli ordini di grandezza connessi alla teoria delle stringhe?
    Se no, esiste un qualche esperimento, che, per via indiretta, possa determinarne la verità?
    E le mie non sono domande né retoriche né provocatorie…
    Sto solo ponendo dei quesiti cui non so se si possa dare risposta.
    Grazie, cmnq, per la garbatezza della replica!
    Ciao,
    a presto,
    Davide.
    p.s.: quanto a Godel, all’indedicibiltà, alle teorie assiomatiche e alla logica moderna… Wow, entreremmo in un ambito davvero concettualmente difficile! So che la materia è sia onda sia particella, ma questo non so se basti a non rendere, come ho detto, un “gigante dai piedi di cristallo” l’emanazione della matematica assiomatica forse intrinsecamente più fragile: la logica moderna stessa…

  5. Il tema accennato qua da Greene è molto complesso e riassume quasi tutta la fisica studiata dalla metà del ‘900 ad oggi. Forse qua doveva spiegarsi in modo un pò più chiaro e definito. Il succo della teoria delle stringhe è che le particelle non sono più che altro fattori dinamici, non sono pezzetti di materia sub-atomica. Sono una quantità d’energia emessa da entità, le stringhe, relativamente a noi più astratte che reali. Forse potremmo considerarle per qualità quasi affini alle particelle virtuali: il cui effetto è misurabile ma che non possono essere rilevate direttamente…e però non sono pure costruzioni matematiche ma solo realtà concrete evanescenti rispetto ai nostri sensi e strumenti relativi. Le stringhe dovrebbero essere il principio unico da cui parte tutta la costruzione del mondo fisico che conosciamo. Per questo Greene è così convinto della loro fondatezza. Altrimenti il mondo rischia di risultare quasi una congerie d’elementi senza una vera logica che connette le sue parti. Le stringhe dovrebbero essere l’elemento più semplice che progressivamente produce la complessità, un pò come la teoria evoluzionista darwiniana: dai protozoi si arriva ai primati. L’altra teoria principale invece, quella supersimmetrica standard, a me fa in effetti un’impressione negativa: troppe particelle, troppe interazioni che manifestano un sacco d’altri aspetti e fattori che alla fin fine configurano un’idea che mi pare un pò nebulosa della base dell’universo, le quantità particellari andrebbero a raddoppiarsi anziché ridursi. Le stringhe sintetizzano e unificano anche relatività e quantistica. Per chi ha la voluttà di comprendere tutto e subito…gli indizi della loro esistenza sarebbero una vera manna… Ma si sa che i desideri umani più intensi alla fin fine risultano sempre frustrati dalla Natura oscura e matrigna.

  6. Errata corrige al 3°rigo del mio precedente commento: le particelle sono più che altro fattori dinamici…

  7. ” Nessuno meglio di Greene può fare un bilancio complessivo dello stato attuale della ricerca in questo campo, a volte controverso. ” Ma scherziamo? E’ come dire che nessuno meglio di Berlusconi può fare un bilancio dei meriti del governo. Il bilancio sulla teoria delle stringhe fatto dagli stringhisti stessi non ha senso. Lasciamo fare il bilancio al resto dei fisici teorici: e vedremo che ci sono più spine che rose …

  8. Ma è davvero Carlo Rovelli quello che ha lasciato il commento?
    Sembrerebbe un paradosso…:il professor Rovelli che lascia un commento ad un articolo non degno della sua attenzione…
    In ogni caso concordo con lui, ma mi prendo la briga di difendere Greene: non merita assolutamente nemmeno un paragone remoto con Berlusconi!

  9. La critica di Carlo Rovelli e’ fondata: lo stato di una teoria quale le stringhe dovrebbe essere fatto da tutta la comunita’ scientifica. Mi permetto alcuni commenti, in quanto addetto ai lavori.

    L’interpretazione, popolare negli anni Ottanta e Novanta, delle stringhe come una “teoria di grande unificazione” che, a partire da principi primi, derivi il modello standard e la sua unificazione con la gravita’, si e’ rivelata molto piu’ ardua del previsto. Il punto di vista attuale sulla teoria delle stringhe, portato avanti dalla nuova generazione di fisici teorici, e’ che questa interpretazione di “teoria di grande unificazione” sia per il momento al di la’ della nostra capacita’ di calcolo. Al contrario, la teoria e’ intesa come uno strumento utile per risolvere problemi che prima si pensavano inattaccabili, in svariati settori della fisica e della matematica. Il contetto piu’ rivoluzionario derivato dalla teoria delle stringhe e’ senz’altro l’olografia: i metodi olografici vengono attualmente applicati alla fisica dei materiali, al plasma di quark e gluoni e alla gravita’ quantistica. L’altra faccia della teoria delle stringhe e’ la sua incredibile influenza su innumerevoli campi della matematica. Oggigiorno, molti matematici si rivolgono agli stringhisti per formulare e risolvere problemi che si ritenevano impossibili. Da questo punto di vista, dire che la teoria delle stringhe e’ “giusta” o “sbagliata” e’ un po’ come chiedere se la teoria di campo o la meccanica statistica sia “giusta” o “sbagliata.” Semplicemente, e’ un linguaggio per descrivere fenomeni fisici fortemente accoppiati oppure certi problemi di geometria algebrica ed e’ perfettamente valida in questi campi di applicazione.

    Carlo Rovelli ha recentemente pubblicato un bilancio della teoria delle stringhe “da outsider,” chi e’ interessato puo’ trovarlo qui: http://arxiv.org/pdf/1108.0868.

    L’altra teoria candidata a descrivere la gravita’ quantistica e’ la “loop quantum gravity.” Uno status report su questa teoria, fatto da “outsider” stringhisti nel 2005, si puo’ leggere qui: http://arxiv.org/pdf/hep-th/0501114.

  10. Di solito quando una teoria matematica risolve molti problemi di computazione collegati a fenomeni fisici o a elaborazioni atte a descriverli…alla fine si rivela quella giusta… O perlomeno la migliore fra quelle presenti. Ricordate anche la costante di Plank sembrava…e a Plank stesso…solo un semplice espediente matematico da associare al calcolo dell’emissioni da corpo nero. Forse l’impostazione migliore è quella M, che integra le parti migliori o più funzionali di più d’una teoria. Forse i problemi a livello fondamentale vanno visti con un ampliamento delle prospettive. Bisogna vedere il problema da più punti di vista e trovare il modo d’armonizzarli.

  11. Errata corrige: Planck… Solo adesso mi son accorto ch’avevo storpiato il cognome del famoso nobel. Ora mi sovvengono pure le 2 storiche tesi riguardanti l’origine degli atomi (con relativa abbondanza degli elementi pesanti), quella di Fred Hoyle & collaboratori e quella di George Gamow, che parevano in antagonismo e invece (a prescindere dall’impostazioni e intenzioni dei 2 scienziati) si son poi comunque rivelate brillantemente compatibili ed integrabili nonché empiricamente convalidate. L’evoluzione della scienza si nutre anche di simili contraddittorietà teoriche.

  12. Proposta di ricerca:
    Il mondo visibile ha ragioni matematiche invisibili.
    In pratica come ritenevano gli antichi filosofi italici, Parmenide, Zenone, Melisso e Pitagora, il mondo è una apparenza virtuale.
    Detto in termini moderni è un modello cibernetico.
    Questa fu la via della verità, poi soppiantata dalla via dell’opinione a motivo dei filosofi sofisti ed altri.
    La teoria unificata dell’universo fisico e mentale da un valore non fisico ma astratto, sia alle stringhe che ai loop gravitali.
    Giunge quindi all’unificazione della relatività e della fisica quantistica, della teoria standard, della TOE e della gravità quantistica a Loop.
    Si trova sulla rete digitando http://www.webalice.it/iltachione.

  13. Come possono interagire due punti? Il punto come ente geometrico non ha dimensioni, e secondo me fino a quando non si abbandonerà un modello in cui tutte le particelle vengono viste come “puntiformi”, non si caverà il classico ragno dal buco. Quindi ben vengano stringhe, loop, o altro.. 🙂

    Si potranno fare pure i conti… ma per l’appunto rimarranno sempre conti… buoni per fare un transistor, ma non per spiegare la realtà fisica in termini concettuali.

    Purtroppo la ricerca epistemologica si è fermata con Mach (La meccanica nel suo sviluppo storico-critico) e, ad oggi, non esiste un testo degno che faccia un’analisi epistemologicamente corretta della nuova fisica, per quanto ne sappia (Selleri forse???).

    Forse l’unico, timido tentativo fu fatto da Von Neumann, ai tempi della scrittura del suo splendido libro Mathematical Foundation of Quantum Mechanics, in cui si rifiuta di utilizzare un oggetto (per lui assurdo, e tutti i torti non ha) come la funzione (che funzione non è) delta di Dirac, delineando così un approccio/metodo che però non è stato seguito da nessun altro.

  14. @Vincenzo Russo: Sì, forse il mondo ha ragioni matematiche invisibili… Il punto però sta nel l’impossibilità di osservare e descriverle. Mi viene in mente il “demone di Laplace”: forse esiste la possibilità che la realtà tutta (dall’infinitesimale al tendente all’infinito) possa essere raccolta, descritta e riassunta in un’unica e splendida formula (nella fattispecie, teoria), ma il problema sta nei limiti intrinseci della mente umana e degli strumenti che può produrre (siano essi crivelli teorici o fisici). Diversamente, potessimo cogliere l’ineffabile saremmo dei, e non uomini. In somma, forse esistono molte piu realtà che per l’essere umano sono destinate a rimanere irraggiungibili di quanto la filosofia di Orazio ne possa immaginare.

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