Dance your Ph.D., ecco i vincitori

Ricordate il famoso Large Hadron Rap? Era il 2008, e in piena frenesia per l’imminente “accensione” di LHC, un video di quattro minuti diventò rapidamente virale (al momento su youtube conta quasi sette milioni di visualizzazioni). Nel videoclip Kate Mc Alpine, fisica e comunicatrice scientifica al CERN, canta e balla, rigorosamente in camice bianco, cercando di spiegare a cosa serva il Large Hadron Collider (a parte, ovviamente, a distruggere il mondo). Con pochi mezzi e tanta passione Kate e compari hanno confezionato un prodotto di tutto rispetto, e che non richiede, necessariamente, di essere nerd o geek per essere apprezzato. A quasi quattro anni di distanza, in Rete è sempre più facile imbattersi in questi “esperimenti” artistici, che da una parte sembrano rivendicare, sempre con autoironia, l’orgoglio di essere scienziati (nonché del proprio campo di specializzazione) dall’altra esprimono (spesso) una genuina sensibilità artistica e talento per la comunicazione: la magia della scienza non deve essere tenuta nascosta ai babbani.

Tra i videoclip più notevoli, Who’s a climate scientist (dove però c’è lo zampino dei professionisti) e il divertente Bad Project, parodia di Bad Romance di Lady Gaga.

Dalle colonne di The Gonzo Scientist su Science, dove il giornalista scientifico John Bohannon esplora le incursioni dell’arte nella scienza e viceversa in stile gonzo, ovvero raccontando di queste scorribande prendendovi parte e mettendo sé stesso nella storia, quattro anni fa è partito anche un concorso, Dance your Ph.D., diventato sempre più organizzato e pubblicizzato, e di cui si è appena conclusa l’ultima edizione

Dance your Ph.D. (letteralmente: “balla il tuo dottorato”), è meno anarchico degli esempi riportati in precedenza: per partecipare non basta infatti mandare un videoclip che mette in musica un certo tipo di ricerca scientifica, ma un suo piccolo e molto specifico segmento, ovvero quello attorno al quale per anni un giovane scienziato costruisce la propria tesi di dottorato, la cui discussione gli conferirà appunto il titolo di Ph.D. nonché un primo, fondamentale, tassello per costruirsi la carriera.

Sono previste quattro categorie, fisica, chimica, biologia e scienze sociali e quest’anno ben 55 video da tutto il pianeta sono stati inviati al sito di Bohannon, Gonzolabs.

Per ogni categoria, sono stati selezionati quattro finalisti, e finalmente da questi sedici il 20 ottobre sono stati annunciati i vincitori: eccoli.

Per la biologia, Smell mediated response to relatedness of potential mates di Cedric Kai Wei Tan (University of Oxford in the United Kingdom). Il video illustra come la scelta del partner tra le Drosophila melanogaster è guidata dall’olfatto e come questo sia da mettere in relazione con la parentela. Due maschi fratelli, ad esempio, tendono a competere meno per la stessa femmina.

Per la chimica, The Holy Grail to X-ray crystal structure of human protein phosphatase di FoSheng Hsu (Cornell University). Nel video, il dramma scientifico-esistenziale di ca(r)pire la struttura tridimensionale delle proteine.

Per le scienze sociali, A study of social interactivity using pigeon courtship di Emma Ware (Queen’s University, Canada). Nel video, l’importanza della reciprocità e del contesto nella comunicazione è evidenziata osservando il corteggiamento dei piccioni Columba livia.

Il gran premio della giuria è stato però riservato al video di fisica, Microstructure-Property relationships in Ti2448 components produced by Selective Laser Melting: A Love Story di Joel Miller (University of Western Australia in Perth). Nel video, la ricerca di una forma di titanio che abbia le caratteristiche ideali per funzionare come protesi ossea.

Joel Miller riceverà un premio di 1000 dollari (500 invece a ognuno degli altri tre vincitori) e, inoltre, volerà gratis in Belgio per incontrare i fan al TEDxBrussels del 22 novembre.

Informazioni su Stefano Dalla Casa (147 Articles)
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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