AMBIENTE

Mal di pancino

AMBIENTE – In primavera, le api soffrono spesso di una diarrea provocata dalla muffa  Nosema apis. Di solito l’infezione è lieve, ma “esplode” se in precedenza hanno ingerito dosi non tossiche di un insetticida neonicotinoideo il cui uso è sospeso in Italia e vietato in altri paesi europei.

Al Bee Research Lab del Dipartimento statunitense dell’agricoltura, Jeff  Pettis e Dennis van Engelsdorp coordinano dalla fine del 2006 le ricerche sulla sindrome dello spopolamento degli alveari. Su Naturwissenschaften esce una loro ricerca che dovrebbe interessare gli apicoltori italiani, poiché la messa al bando dei pesticidi neonicotinoidei scade il 30 giugno prossimo. Durante l’inverno, i ricercatori hanno dato a 10 arnie del cibo con 20 parti per miliardo di imidacloprid (marchio Confidor), ad altre dieci con 2 pp-miliardo, dosi che precedenti ricerche hanno dimostrato prive di effetti sulle api adulte. Alle ultime dieci arnie, il gruppo di controllo, hanno dato cibo normale.

Poche settimane dopo, le giovani appena uscite dalle celle hanno ricevuto cibo addizionato con spore di Nosema, come accade loro anche fuori dagli apiari sperimentali. Nelle colonie alle quali era stato somministrato l’imidacloprid, nel giro di 12 giorni le giovani ospitavano circa 700 mila spore a testa; nelle dieci colonie di controllo la media era sotto i 200 mila, inferiore a quella delle diarree dalle quali si riprendono rapidamente.

Come faccia l’imidacloprid a favorire l’infezione ancora non è chiaro, ma dove è diffuso nell’ambiente sembra favorire anche il declino delle api che continua… E non soltanto negli Stati Uniti.

Crediti immagine; cortesia di Luca Mazzocchi (Mondo Api)

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