SALUTE

Genitori che non vaccinano i bambini: che fare?

SALUTE – Non vuoi vaccinare tuo figlio? Allora cercati un altro medico. Sembra che negli Stati Uniti siano sempre di più i pediatri che mettono alla porta quei genitori che non vogliono sentire ragioni e che “il vaccino a mio figlio proprio no”. Un’indagine condotta in Connecticut, per esempio, ha rivelato che su 133 pediatri interpellati, 40 avevano allontanato dal loro studio genitori refrattari all’immunizzazione e un’inchiesta analoga su 909 pediatri del Midwest americano ha trovato, in media, il 21% di intransigenti. Della faccenda si è occupato un paio di settimane fa il Wall Street Journal, accendendo – com’era prevedibile – la discussione oltreoceano. Due le ragioni principali che spingerebbero alcuni medici a questo atteggiamento di chiusura: il timore che i bambini non vaccinati possano costituire un pericolo per gli altri piccoli pazienti in sala d’attesa (ricordiamo che negli Usa non c’è l’abitudine delle visite a casa e anche i bimbi malati vanno dal dottore) e la convinzione che una relazione medico-paziente che esclude uno dei principi fondamentali in cui il medico crede sia troppo difficile da gestire e per di più infruttosa .

La questione è di quelle effettivamente spinose, perché la vaccinazione (o non vaccinazione) dei bambini non è soltanto un fatto di diritti individuali, ma ha pesanti ripercussioni sulla società. La vaccinazione come strumento di prevenzione funziona infatti se ha una certa diffusione: “Come regola di massima diciamo che dovrebbe essere vaccinato almeno il 95% della popolazione”, spiega Alberto Tozzi, dell’Unità operativa di epidemiologia e biostatistica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Al di sotto di questa soglia, scattano le condizioni perché si scateni un’epidemia e a farne le spese sarebbero naturalmente tutti quelli che non si sono vaccinati: alcuni perché i loro genitori non volevano, altri perché non potevano (per esempio bambini allergici ai vaccini o con particolari patologie) o perché erano troppo piccoli per farlo.

Ma perché alcune famiglie rifiutano il vaccino? “Ci sono due posizioni principali”, afferma Massimo Valsecchi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 20 di Verona. “In alcuni casi – in Veneto sono l’1,5-2% del totale – i genitori hanno paure o dubbi reali. Magari sono poco informati o hanno avuto informazioni scorrette da fonti inaffidabili, ma vengono in ambulatorio ponendo domande e sono disposti ad ascoltare le risposte prima di decidere. In altri casi – l’1-1,5% – la chiusura è totale e fa parte di convinzioni religiose o di una sorta di ‘filosofia di vita’ generale. Spesso queste persone si affidano alle medicine alternative e rifiutano categorie di farmaci come gli antibiotici, seguono diete particolari (macrobiotica, vegetariana, vegana), hanno una fiducia eccessiva negli effetti protettivi che potrebbero derivare da uno stile di vita sano. E tipicamente non accettano il dialogo”.

Per il pediatra – ma a ben vedere per la società tutta – il problema diventa quindi come interagire con gli incerti e gli irriducibili. Quella proposta dai medici americani intransigenti è una via possibile, che suscita però parecchie perplessità. “Oltre a essere un segnale un po’ antipatico di intolleranza, chiudere la porta significa gettare la spugna, abdicando proprio a quello che dovrebbe essere il compito di un buon medico: ascoltare e gestire anche situazioni difficili”, commenta Tozzi. E c’è anche il rischio che la mossa diventi controproducente, finendo con l’irrigidire posizioni che potevano invece essere recuperate. “Del resto, viviamo in una società complessa e dobbiamo lavorare non per escludere le minoranze ma per integrarle, anche con tutta la fatica che questo ci può costare”, prosegue l’epidemiologo.

E c’è anche un altro aspetto di cui tenere conto: da molto tempo la medicina occidentale punta (o almeno ci prova) alla condivisione delle scelte terapeutiche, che non sono (o non dovrebbero essere) più imposte al paziente, ma discusse con lui. “In questo le vaccinazioni non sono diverse da altre pratiche mediche”, afferma Valsecchi, che proprio per questo motivo è stato tra i promotori, in Veneto, di una linea che ha portato alla sospensione dell’obbligo vaccinale. Rapido ripasso: per molti anni le vaccinazioni in Italia si sono distinte in obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite, epatite virale B) e raccomandate (morbillo, parotite, rosolia, pertosse e infezioni da Haemophilus influenzae b). Questo a lungo andare ha suscitato la convinzione che ci fossero vaccinazioni di serie A e di serie B (magari non utili o più rischiose), facendo perdere un po’ di fiducia nei vaccini. In realtà le ragioni che stavano alla base di questa suddivisione non avevano niente a che vedere con questioni di sicurezza o utilità, ma piuttosto con ragionamenti di politica sanitaria, spesa pubblica e così via. Quindi oggi la tendenza generale – almeno a livello teorico – è insistere sul fatto che tutte le vaccinazioni proposte dal piano vaccinale sono allo stesso modo raccomandabili. Una tendenza che da quattro anni in Veneto ha trovato applicazione pratica nella sospensione dell’obbligo.

Ovviamente il passaggio non è stato indolore: “Occorre molto lavoro in più, bisogna investire tantissimo nell’informazione con le famiglie e nella formazione degli operatori, ma le cose stanno andando bene”, specifica Valsecchi. È chiaro però che un atteggiamento di questo tipo è esattamente l’opposto di quello dei medici che chiudono la porta a chi dissente dalle loro proposte. “Capisco la frustrazione di chi vede rifiutato tutto l’investimento fatto nel proprio lavoro, ma ritengo che occorra puntare sul dialogo, non escluderlo. Discriminare non mi pare una scelta condivisibile”, conclude Tozzi e gli fa eco Valsecchi: “Bisogna interagire, informare, ascoltare, dialogare. Rispondere – dati alla mano – a quei genitori che hanno paura degli effetti avversi e cercare di andare incontro alle loro esigenze. Alcuni, per esempio, chiedono di ‘spacchettare’ le vaccinazioni che di norma vengono fatte insieme, con un’unica iniezione, perché temono che questa ‘somma’ sia pericolosa. Non è vero ma li accontentiamo, perché quello che conta è portare a casa alla fine un bambino vaccinato”.

Crediti immagini: hyperion327 / Flickr

Valentina Murelli
Giornalista scientifica, science writer, editor freelance

35 Commenti

  1. …hanno avuto informazioni scorrette da fonti inaffidabili… ma davvero? Magari quelle fonti che denunciano l’impiego del thimerosal nei vaccini! Certo, per il bravo dottorino sono disinformatori. Perchè il bravo dottorino dell’intervista non dice che MOLTI dottori non vaccinano i propri figli?
    Dimenticavo: nei vaccini viene impiegato anche lo squalene. Che cosa è? Ricercate su Google.
    Buona giornata

  2. Ci sono prove di ignoranza anche in questi commenti. Non vaccinate i vostri figli, tanto non sono i miei. Però non chiedetemi di pagare la vostra assistenza sanitaria quando si ammaleranno per colpa vostra!

  3. Vaccini, medici pagati a cottimo

    «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo».
    Dice il documento appena arrivato sulle scrivanie dei dottori: «Ciascuna vaccinazione effettuata dal medico di famiglia nel proprio studio sarà retribuita, come previsto dall’ accordo aziendale, 6,16 euro, fino al raggiungimento (…) del 45% dei propri assistiti ultra 65enni; quelle effettuate oltre il 45% verranno pagate 9 euro (come quelle effettuate a domicilio); oltre il 60% di vaccinati il rimborso sale a 10 euro». L’ obiettivo dell’ Asl è migliorare la copertura vaccinale degli over 65enni che – con neppure un pensionato su due vaccinato negli anni scorsi – è tra le più basse della Lombardia: «È il motivo per cui viene incentivato l’ impegno dei medici di famiglia a superare la soglia raggiunta nel 2009-2010», viene spiegato nel piano dell’ Asl. Diffondere la profilassi antinfluenzale è importante per questioni di salute pubblica, ma il metodo non è condiviso da tutti. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’ associazione di categoria Snami per la Lombardia, non ci sta: «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo».

    http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/06/Vaccini_medici_pagati_cottimo_co_7_101006021.shtml

  4. Strumenti per incentivare economicamente la vaccinazione

    “COME si può notare gli strumenti per incentivare economicamente la vaccinazione ci sono a tutti i livelli. Pediatra di famiglia, medico vaccinatore, personale sanitario e direttori generali asl.”

    La domanda fondamentale da porsi è sempre:

    Cui Prodest? A chi giova?

    Gli anglosassoni risponderebbero:

    Follow the money… Segui il denaro…

    “L’industria farmaceutica è grande e potente come l’industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c’è qualcuno che la tiene in vita”
    Hans Ruesch

    “Mostruosità tipo la vaccinazione non sono fondate sulla scienza, ma sul denaro”
    George Bernard Shaw

    “E’ difficile far capire qualcosa a un uomo il cui stipendio dipende dal fatto che non la capisca”
    Lo disse Upton Sinclair a proposito dei medici che prescrivevano chemio(cit. in Devra Davis, “La storia segreta della guerra al cancro”, 2007, pag. 273)

    “Chi non s’intende di economia non capisce affatto la storia.”
    [Ezra Pound]

    Per quali motivi occorre “incentivare economicamente” la vaccinazione se, come aggressivamente e “ferocemente” la propagandano, è “innocua” e “protettiva”? Se fosse realmente così benefica perché “stimolare” economicamente tutti gli “operatori” del settore a tutti i livelli?

    Come si vede anche dal documento della commissione della camera http://www.camera.it/_bicamerali/leg14/infanzia/DocumentiApprovati/Vaccini/DocumentoConclusivoVaccini.htm

  5. Lo squalene è un idrocarburo e un triterpene presente nell’olio di fegato degli squali (elasmobranchi) ma anche nei vegetali come i semi di amaranto, crusca di riso, germe di grano e olive. Tutti gli organismi superiori producono squalene, inclusi gli esseri umani.
    Grazie alla sua natura chimica lo squalene è meno denso dell’acqua, e contribuisce pertanto a sostenere la notevole massa degli squali, contribuendo all’ottima spinta idrostatica di questa specie animale.
    Lo squalene è il precursore biochimico degli steroidi[1] e viene generalmente utilizzato come adiuvante nei vaccini.

    E ALLORA?

  6. Le chiacchiere stanno a zero… studi o non studi. La prova sono i tantissimi bambini autistici con livelli altissimi di alluminio o mercuro o iperimmunizzati verso uno specifico virus (l’autismo e altre malattie possono avere tante cause e non solo il mercurio).

    1. Mi scusi, ci può indicare gli studi in cui è contenuta questa prova? Saremmo lieti di leggerli. Grazie

  7. Trovo inconcepibile, pur in un contesto differente, il comportamento dei medici americani che mettono alla porta i pazienti non intenzionati a far vaccinare i figli.
    D’altra parte, le convinzioni errate in proposito sono tante, ma non sempre la scelta di non vaccinare nasce da disinformazione. Sarebbe il minimo avere una maggiore comprensione per le persone (verso cui abbiamo un ruolo di servizio!).

    La sospensione dell’obbligo, valida anche in Lombardia, è dettata fondamentalmente dal venir meno della stretta necessità di vaccinare per determinate patologie, dunque da una considerazione di merito su una situazione differente da quella di decenni fa.
    Se oggi non ci potessimo permettere di non vaccinare, non vi sarebbe linea teorica o strategia comunicativa che possa prevalere sulle ragioni di protezione della comunità.
    E’ giusto a mio parere anche prendere atto di una mutata esigenza della società, e favorire di conseguenza chi già era orientato alla non vaccinazione.

  8. trovo giusto che venga estesa la richesta di certificato di avvenuta vaccinazione o di accertata immunità all’atto di iscrizione a scuole, asili, università, assunzione nella pubblica amministrazione, ecc. Come negli USA

  9. Perche i signorotti non informano i genitori della correlazione tra vaccino e autismo !!!! Chissà come mai ci sono migliaia di bambinoi danneggiati . Guarda caso tutti verso i due anni!!!! informatevi bene e se volete rovinare per sempre i vostri figli allora vaccinateli pure!!

  10. Dottorino…magari! Non è facilissimo navigare tra le mille informazioni che circolano sui vaccini e sugli eccipienti. Per spiegare bene di che si tratta ci vuole tempo. Magari AltraNews non ha mai trovato nessuno che gliene dedicasse abbastanza. I dottori sono liberi come chiunque altro di fare le proprie scelte, ma gli incerti, purtroppo, sono probabilmente che non hanno avuto accesso a tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione razionale. I miei figli sono vaccinati bene. E lo squalene, pensi, viene perfino prodotto dal nostro organismo come substrato per altre importanti sostanze. Saluti

  11. Le ragioni alla base della sospensione dell’obbligo sono varie, ma sicuramente non si tratta di un modo per andare incontro a chi decide di non vaccinare. La sospensione è stata proposta laddove la copertura vaccinale era già abbastanza alta, ma non perché oggi ci si possa permettere di vaccinare meno: piuttosto perché si è ritenuto che la popolazione fosse già consapevole dell’opportunità delle vaccinazioni senza obbligo (tanto che pure con la sospensione la copertura non si è abbassata). E poi per cercare di ridare valore – tramite il dialogo con il paziente – a quelle vaccinazione che, non rientrando nell’obbligo, erano considerate di serie B, mentre oggi vengono tutte considerate raccomandabili.
    Resta il fatto che di sospensione e non di abolizione si tratta: proprio perché, se si ravvisassero rischi per la collettività, si tornerebbe immediatamente all’obbligo.

  12. “Se non mettiamo la libertà di cura nella costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà in una dittatura segreta per limitare l’arte della guarigione solo ad una classe di persone e per negare pari privilegi agli altri; la costituzione della repubblica dovrebbe sancire un diritto specifico per la liberta di cura così come per la libertà di religione”
    Benjamin Rush, medico (“padre” della psichiatria USA), 1776 firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza USA e medico personale di George Washington

    https://www.facebook.com/note.php?note_id=245916805423045

  13. Conflitti di interesse comitato bioetica

    CONFLITTI D’INTERESSI NELLA RICERCABIOMEDICA E NELLA PRATICA CLINICA Approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006

    Presidenza del Consiglio dei Ministri COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA

    http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf

    Considerazioni finali
    Recentemente sono state descritte alcune delle situazioni che si vengono frequentemente a
    creare, nelle quali l’obiettività della ricerca e quella dell’informazione scientifica che viene data ai
    medici, può venir messa in pericolo:
    1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma
    un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici;
    2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti (i cosiddetti farmaci metoo) che non presentano vantaggi rispetto a questi ultimi e che vengono venduti a un prezzo
    superiore. L’industria promuove solitamente i medicamenti più recenti e costosi e a tal fine a
    volte elargisce ai medici vari tipi di “doni” che inducono nei sanitari un atteggiamento incline
    all’iperprescrizione o alla prescrizione dei farmaci più costosi;
    3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce
    all’Università;
    4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri
    casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi
    surrogati;
    5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani
    dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A
    questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici
    delle aziende;
    6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi;
    7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse
    scientifico o commerciale;
    8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees
    spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende;
    9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti.
    dalle industrie.
    10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie.
    Questi comportamenti scorretti -peraltro non estensibili a tutte le industrie- non escludono che
    un regime di libero mercato correttamente inteso e regolato abbia avuto e possa avere un ruolo
    centrale nel progresso della ricerca biomedica e nello sviluppo delle tecnologie ad essa relative. Essi
    però possono creare condizioni di conflitto d’interesse nell’ambito dei ricercatori biomedici e dei
    clinici nei confronti delle aziende con le quali vengono in contatto.

  14. documento del prof. Giulio Tarro:

    http://www.giuliotarro.it/bioetica/bioetica%20e%20vaccinazioni.htm

    Trovo interessante la sua affermazione:
    [Com’è noto, la vaccinazione si è imposta in Occidente grazie ai successi ottenuti da questa contro il vaiolo. In realtà non è affatto sicuro che sia stata la vaccinazione a debellare questa temibile infezione o se, invece, abbiano contribuito una serie di concause. Più in generale, ancora oggi, non esiste tra gli epidemiologi e gli infettivologi unanimità sui motivi che hanno portato alla scomparsa delle epidemie.] Molti sostenitori dei vaccini lo sono nonostante la loro erudizione, evidentemente fanno prevalere la fede sulla ragione. Trovo notevole l’illogicità con cui riporta gli eventi che hanno portato alla legalizzazione dell’obiezione, in UK, nel 1898 con ben “203.414 certificati per obiezione di coscienza, su un totale di 230.147 nascite” appena 3 anni dopo l’assalto delle sedi degli obbiettori e la richiesta, a furor di popolo” della vaccinazione di massa. Forse l’epidemia di Gloucester era avvenuta dopo l’inizio di una campagna di vaccinazione e per questo il popolo si opponeva, memore anche della prematura morte (ventenne) del piccolo James Phipps il primo vaccinato da Jenner ( suo figlio, multivaccinato, ebbe pure lui breve e travagliata vita).

    Può essere interessante pure questa pagina:
    http://www.giuliotarro.it/bioetica/L'emergere%20delle%20nuove%20malattie%20infettive.htm

    Chiarisce il cenno ai pellerossa di Bertucci, popolo vittima di genocidio, attuato privandolo dei territori e dei mezzi di sostentamento, quindi facile preda di epidemie.

    http://www.doctor33.it/forum/default.aspx?g=posts&m=25722

  15. “… Un abile e fantasioso dottore, di nome Jenner, dal punto di vista professionale istruito dal famoso John Hunter, credeva in maniera così entusiastica nell’inoculazione del vaiolo, che scrisse un opuscolo in cui dichiarava che tutte le facce butterate, che egli prima incontrava, erano ora quasi scomparse. Uno dei miei nonni si vantava che, per quanto fosse stato inoculato e vaccinato, aveva dopo tutto preso il vaiolo. Un giorno Jenner ricevette la visita di una donna che accudiva al bestiame. Nel corso della conversazione essa disse: «Io non posso prendere il vaiolo, perché ho già avuto il vaiolo bovino». Jenner, afferrando la nuova idea vide nella sua immaginazione tutto il mondo redento dal vaiolo con una inoculazione di vaiolo bovino. La sua visione si diffuse come un incendio. Il Parlamento votò 30.000 sterline per Jenner e nulla per la donna. …”
    G. B. Shaw – “Il credo politico di chiunque”

    http://www.comilva.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=251

    http://www.marxists.org/italiano/reference/shaw/credo/2.htm#p24

  16. Io non sono contrario ai vaccini, ma non mi dispiacerebbe se qualcuno più competente potesse darmi informazioni meno approssimative di quelle che danno i pediatri.
    Ad esempio per lo pneumococco in Italia si sono seguite indicazioni basate su dati provenienti dagli USA. E’ noto invece che c’é una forte variabilità geografica per questo batterio, per cui i dati americani sono pressoché inutili in Italia dove invece non esistono studi che diano informazioni statisticamente rilevanti su quali sottotipi sono più diffusi (il vaccino immunizza solo per alcuni sottotipi). Insomma i vaccini saranno necessari ma da noi c’é molto pressapochismo e sufficienza, soprattutto da parte di chi ti dovrebbe dare una risposta argomentata. Quella che in generale dovrebbe essere una politica vaccinale seria(pianificazione, risorse, coerenza tra le varie regioni) da noi è quasi sconosciuta; per cui non stupisce che qualcuno si faccia qualche domanda e a volte sia costretto a trovare risposte anche nel posto sbagliato.
    mapuche

  17. @Mapuche Non è vero che non esistono dati italiani sulla circolazione dei sierotipi di pneumococco. Anzi, esiste un sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità oltre a vari studi effettuati sul campo. La variabilità geografica è contenuta e, come negli USA, i sierotipi che causano più frequentemente meningite e polmonite sono molto vicini ai nostri. Può trovare qualche informazione in più qui: http://www.simi.iss.it/files/Report_MBI.pdf

  18. Dato che lo studio di Wakefield è stato citato più volte, ecco un aggiornamento fresco fresco di stampa:

    MMR medico vince la battaglia contro l’essere stato radiato.
    Il professor John Walker-Smith, che ha svolto attività di ricerca del vaccino MMR con il dottor Andrew Wakefield, ha vinto una battaglia legale contro l’essere stato radiato dal registro medico.

    http://www.telegraph.co.uk/health/children_shealth/9128147/MMR-doctor-wins-battle-against-being-struck-off.html

  19. Per completezza di informazione molti genitori che non vaccinano, o antivaccinisti, come si suol dire, non lo fanno solo per ideologie o religione, ma perchè hanno verificato sui primogeniti le reazioni avverse da vaccino o purtroppo anche il danno.Il medico vaccinatore perchè non sottoscrive un’assunzione di responsabilità, al contrario deve farlo il genitore.
    Riporto recenti notizie che confermano ai genitori che non vaccinano le proprie scelte

    – ‎01.04.2012 FDA Ammette in tutti i vaccini c’è mercurio. http://www.naturalnews.com/035432_vaccines_mercury_court_case.html

    – Falsificati i dati sull’efficacia del vaccino della parotite: Secondo il virologi due Stephen Krahling e Joan Wlochowski la società farmaceutica Merck hanno falsificato i dati della ricerca sul vaccino della parotite. I ricercatori che sono… entrambi ex dipendenti della Merck accusa la compagnia di un certo numero di fattori legati alla false affermazioni circa l’efficacia del vaccino – che è stimato al 95% secondo i dati fabbricati. http://hyperrealisme.wordpress.com/2012/06/30/mumps-vaccine-may-predispose-to-testicular-inflammation/

    – 29 Giugno 2012 Si conferma ancora la presenza di mercurio nei vaccini
    http://www.bolenreport.com/Mark%20Geier/unep%204.htm

    – ‎09 Luglio 2012 http://www.naturalnews.com/036417_Glaxo_Merck_fraud.html#ixzz2062Yd712
    Big Pharma criminalità non è più una teoria cospirativa: corruzione, frode, prezzo di fissaggio ora una questione di pubblico record 9 luglio 2012 da Mike Adams, l’Editor di Ranger di salute di NaturalNews.com http://www.naturalnews.com/036417_Glaxo_Merck_fraud.html#ixzz2062Yd712 (Tradotto da Bing)

    – 2 Luglio 2012 I sospetti di coloro restii a vaccinare i loro figli sono confermate. Un ampio studio recentemente confermato da un altro un’analisi indipendente delle indagini che confrontano i bambini non vaccinati ai bambini vaccinati.

    Ciò dimostra che tutti i bambini vaccinati prendere due a cinque volte di malattie infantili, allergie e disturbi, che i bambini non vaccinati.

    http://www.sanfinna.com/?p=155888

    E questa dimostrazione la abbiamo tutti i giorni mettendo a confronto bambini vaccinati con bambini non vaccinati, aggiungerei anche l’intelligenza dei non vaccinati che è al di sopra dei coetanei vaccinati.

    Per quanto riguarda l’attuale normativa per l’iscrizione a scuola, non capisco il motivo per cui si dovrebbe tornare indietro imitando la normativa vigente negli U.S.A..

  20. Come al solito oggi(non)scienza continua a manifestare tecniche di disinformazione del CICAP.
    Sappiate che in Italia un medico non può rifiutare l’assistenza ad un malato.
    Belli “scienziati”!
    Si chiama interruzione di servizio pubblico ed è REATO.
    E questo articolo è incitazione a delinquere.
    Saluti.

    1. Infatti, considerato che nell’attuale quadro legislativo e normativo italiano consigliare terapie in assenza di abilitazione è un reato, chi lo fa si assume pesanti responsabilità fa d’uopo informarsi sulle responsabilità cui sono soggetti gli operatori abilitati a formulare diagnosi ed attuare terapie e atti medici e sanitari.

      Responsabilità civile e penale del medico

      https://www.facebook.com/notes/domenico-dambrosio/responsabilit%C3%A0-civile-e-penale-del-medico/440900192591371

      Aggiungo quanto sostenuto dal Dr. Thomas Jefferson, Responsabile degli studi sui vaccini della COCHRANE ( la maggiore Agenzia di Revisione degli Studi Scientifici al mondo ):

      “Prima di iniziare qualsiasi intervento ( TV o giornalistico o in qualsiasi riunione divulgativa ) ciascuno dovrebbe dichiarare la propria posizione riguardo a possibili CONFLITTI di INTERESSI, ed eventualmente dire se lavora o meno per AZIENDE FARMACEUTICHE: altro è il parere LIBERO, OGGETTIVO e SPASSIONATO di chi NON riceve fondi, finanziamenti, rimborsi o donazioni da esse.”

      Conflitti di interesse comitato bioetica

      CONFLITTI D’INTERESSI NELLA RICERCA BIOMEDICA E NELLA PRATICA CLINICA
      Approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006
      Presidenza del Consiglio dei Ministri

      https://www.facebook.com/note.php?note_id=428586557156068

      http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf

      Considerazioni finali
      Recentemente sono state descritte alcune delle situazioni che si vengono frequentemente a
      creare, nelle quali l’obiettività della ricerca e quella dell’informazione scientifica che viene data ai
      medici, può venir messa in pericolo:
      1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma
      un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici;
      2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti (i cosiddetti farmaci metoo) che non presentano vantaggi rispetto a questi ultimi e che vengono venduti a un prezzo
      superiore. L’industria promuove solitamente i medicamenti più recenti e costosi e a tal fine a
      volte elargisce ai medici vari tipi di “doni” che inducono nei sanitari un atteggiamento incline
      all’iperprescrizione o alla prescrizione dei farmaci più costosi;
      3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce
      all’Università;
      4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri
      casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi
      surrogati;
      5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani
      dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A
      questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici
      delle aziende;
      6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi;
      7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse
      scientifico o commerciale;
      8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees
      spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende;
      9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti.
      dalle industrie.
      10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie.
      Questi comportamenti scorretti -peraltro non estensibili a tutte le industrie- non escludono che
      un regime di libero mercato correttamente inteso e regolato abbia avuto e possa avere un ruolo
      centrale nel progresso della ricerca biomedica e nello sviluppo delle tecnologie ad essa relative. Essi
      però possono creare condizioni di conflitto d’interesse nell’ambito dei ricercatori biomedici e dei
      clinici nei confronti delle aziende con le quali vengono in contatto.

      https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache%3AZuoJiMR_MzoJ%3Awww.governo.it%2Fbioetica%2Ftesti%2FConflitti_interessi.pdf+comitato+bioetica+8+giugno+2006&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESiF61P7DpzVKURhIfHnHBnPJ4lO9WQY7l2-OEXrTPEdPJXg5ZdRKlUfmHzpGqfOqXDn-FtsbdDv1XhFjcP-G0mrTvYfBpAvQfE3DKUy_Fd5M-i9mlRlcHk6e0ooKXHmiB9d2ITi&sig=AHIEtbRk5nmy3joUdiZft0JTS5lSdrjEgg

      farmaci me-too
      http://uninsubria-pharmacology-filesharing.googlecode.com/files/091107%20-%20AIFA_me%20too.pdf

  21. La medicina non è verità assoluta, ma ricerca di essa – Parte 1 di 2 (Guardate prima di giudicare la fonte. Ci sono i testi usati nelle università italiane e le statistiche complete di mortalità per malattia). L’immunità di gregge esisteva anche prima dei vaccini???

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: