mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAULISSE

Nouvelle cuisine

CULTURA – Un milione di anni fa, in una grotta del Sudafrica, già abitata da un milione di anni, un’antenata dell’Homo sapiens ha inventato la fiorentina con contorno di verdure.  Lo si deduce dall’articolo sui Proceedings of the National Academy of Sciences del fiorentino Francesco Berna dell’università di Boston e colleghi sudafricani, canadesi, israeliani e tedeschi i quali non si sbilanciano né sul sesso del cuoco né sul taglio della carne.

Sotto un titolo blando – Evidenza microstratigrafica di fuoco in situ negli strati Acheuleani di Wonderwerk Cave, nella provincia del Southern Cape – si nasconde una rivoluzione gastronomica: come accendere un fuoco e regolarne la fiamma. Gli autori usano un linguaggio meno entusiasta, comunque l’analisi dell’osso bruciacchiato e delle ceneri, filtrata da probabilità statistiche, non lascia dubbi sulla composizione del pranzo. Scrivono

a quanto sappiamo, si tratta della prima evidenza certa di bruciato in un contesto archeologico.

Paola Villa, dell’università del Colorado, arriccia il naso e sostiene che servono ulteriori ricerche e analizzare

i sedimenti stratificati di molti siti diversi dello stesso periodo

per sapere se quegli ominidi usavano regolarmente il fuoco oppure se un cosciotto era finito per caso sulla brace insieme a vegetali commestibili.

Il lavoro di  Francesco Berna et al. sposta all’indietro di 600 mila anni la padronanza del fuoco che, stando a una ricerca pubblicata l’anno scorso da Paola Villa e da Wil Roebroeks, risaliva a 300-400 mila anni fa. Datazione controversa, per altri risaliva a 1,6 milioni di anni fa, ma l’evidenza era poca. Prevale invece l’idea che questa tecnologia fosse stata necessaria dopo l’uscita dall’Africa per sopravvivere in Europa ai vari periodi di glaciazione, come erano riusciti a fare i Neanderthal di cui Paola Villa ha scoperto tracce “spettacolari di conoscenza pirotecnica nella produzione di materiali usati per l’impugnatura” di vari strumenti, nella seconda metà del Pleistocene.

Esistono molte storie mitiche, romanzesche e scientifiche su dove quando e come alcuni ominidi si sono procurati per la prima volta il fuoco. La nuova ricerca aggiunge un capitolo a un succulento saggio di divulgazione, Il pranzo della festa. Una storia dell’alimentazione in undici banchetti di Martin K. Jones, dell’università di Oxford. E per fortuna, Francesco Berna non falsifica del tutto l’ipotesi avanzata da Roy Lewis nel romanzo Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, durante il quale il geniale zio Edward inventa la nouvelle cuisine grazie a un cosciotto finito per caso sulla brace e alla zia Mildred, però tre milioni di anni fa.

Dopo torniamo a seri, nel frattempo buon appetito e buona Pasqua.

Crediti immagine: Jeremy Vandel

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