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Spending review, enti a rischio: per l’Indam la soppressione è assurda

CRONACA – È convocato per le 17 di oggi il Consiglio dei ministri in cui si discuterà del provvedimento sulla spending review. Secondo alcune indiscrezioni, tra le previste misure di risparmio ci sarebbe anche la soppressione di alcuni enti di ricerca (in realtà ciclicamente oggetto di progetti di riorganizzazione o eliminazione). Tra questi, anche l’Istituto nazionale di alta matematica, che ora risponde all’ipotesi di soppressione con un comunicato che la definisce seccamente un’assurdità. Un modo miope per risparmiare (pochi) fondi, mettendo in crisi l’eccellenza della ricerca matematica italiana. Ecco il comunicato pervenuto in redazione.

Oggi, 5 luglio 2012, il consiglio scientifico dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica (INdAM), unico ente Nazionale di Ricerca della Matematica Italiana, si era convocato per programmare l’attività scientifica dell’istituto nella prospettiva di un cospicuo finanziamento appena assegnatogli dalla comunità europea. La notizia della soppressione dell’ente ha creato sconcerto tra tutti i componenti del consiglio, non ultimo, per il palese contrasto tra le motivazioni che si usano per giustificare tale operazione e l’insensatezza della stessa, anche dal punto di vista del risparmio .

I dati economici parlano da soli. Sopprimendo l’INdAM e trasferendone il finanziamento pubblico per le attività di ricerca  al CNR si risparmierebbero circa 20 mila euro all’anno: si tratterebbe infatti del solo rientro delle spese per gli organi direttivi dell’istituto incluso il compenso del Presidente dell’Ente (il consiglio Scientifico ed i direttori dei Gruppi operano gratuitamente). Di contro, la perdita dei finanziamenti non ministeriali che provengono da altri soggetti pubblici e privati, in Italia e all’estero, aventi come unico referente l’INdAM, ammonterebbe ad alcuni milioni di euro, in gran parte utilizzati per l’alta formazione e l’avviamento alla ricerca dei giovani.

Per non parlare dei danni culturali e d’immagine! Ecco alcuni aspetti da tenere presente quando si parla di eliminazione degli sprechi e della promozione dell’eccellenza:
1) Con la collaborazione volontaria di più di 2500 ricercatori italiani, strutturati nei gruppi nazionali di ricerca, e di numerosi ricercatori europei ed extra-europei, l’INdAM ha instaurato una fitta rete di collaborazioni scientifiche molte delle quali difficilmente sopravvivrebbero alla chiusura dell’istituto nel quale sono nate.
2) Nella valutazione della ricerca italiana effettuata nel 2006 (CIVR), l’INdAM ha avuto il rating massimo tra tutti gli enti pubblici di ricerca.

Buon senso e semplice aritmetica sono sufficienti per dedurre l’assurdità di una tale operazione.

Il CS dell’INdAM: Proff. Tommaso Ruggeri (Bologna, Presidente del CS),  Piermarco Cannarsa (Roma 2), Claudio Canuto (Torino), Giulianella Coletti (Perugia), Paolo Marcellini (Firenze), Giorgio Patrizio (Firenze), Alessandro Verra (Roma 3).

Immagine: trindade.joao/Flickr

Valentina Murelli
Giornalista scientifica, science writer, editor freelance

5 Commenti

  1. This is COMPLETELY absurd: The economical developments in this highly praised united Europe put so much pressure on member nations that Italian politicians close down – their most effectful institute for international exchange in an absolutely indispensable discipline : mathematics.

    It simply can’t be true. Where do they have their brain?

    It is really like selling the air one needs for breathing.

  2. Una vera “spending review”, ovvero uno studio di almeno un paio di anni che permetta di capire quali settori della PA siano improduttivi, inutili e assorbitori di finanziamenti, sarebbe esattamente quello di cui abbiamo bisogno. Il problema è che la gente la quale dovrebbe fare ciò ritiene la ricerca scientifica una cosa inutile e dispendiosa, quando invece è un investimento che potrebbe creare utili immensi (per esempio l’accelerometro attualmente usato negli smartphone e nei videogiochi che è stato inventato da un trevigiano e che produce enormi ricavi economici).

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