AMBIENTE

Bel lavoro, lontra marina!

AMBIENTE – No, le lontre marine non possono dare un contributo significativo a livello globale per la riduzione della CO2 atmosferica, ma lo studio del loro effetto locale sottolinea l’importanza di tutti i tasselli dell’ecosistema, incluso il contributo dei predatori, nel bilancio del carbonio.

Tutto parte dalla golosità di questi deliziosi animali, che non di rado si possono vedere mentre galleggiano a pancia in su, intenti a fracassare gusci di ricci marini (e non solo) sbattendoci sopra delle pietre per mangiarsi il contenuto. Ebbene a quanto pare i ricci marini tendono a divorarsi le praterie di kelp, che a loro volta sono un importante fonte di assorbimento di anidride carbonica. L’azione predatoria delle lontre sui ricci dunque protegge il kelp che può continuare ad assorbire la CO2, e Christopher Wilmers dell’Università della California di Santa Cruz e colleghi hanno calcolato quanto.

Lo studio pubblicato su Frontiers of Ecology and the Environment ha preso in esame gli ultimi 40 anni di dati disponibilii sia sui comportamenti predatori delle lontre che sulle foreste di kelp sulle coste dell’Alaska e del Canada. La conclusione è che l’azione delle lontre può moltiplicare per dodici l’efficacia delle foreste di kelp nell’assorbire la CO2 rispetto a dove i ricci possono brucare indisturbati. In numeri: l’effetto calcolato delle lontre è fra 4,4 e 8,7 teragrammi di CO2 trattenuta in più (un valore che si aggira fra i 205 e i 408 milioni di dollari sul mercato delle quote di emissione del carbonio stabilite dall’Unione Europea)

Detto così sembra molto, ma naturalmente a livello globale l’azione dellae lontre è impercettibile.

Quello che però è importante continuare a studiare, e questo lavoro ne è un esempio, è l’importanza di ciascun elemento dell’ecosistema nel determinare il bilancio finale del carbonio.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: