CRONACA

Niente Jurassic Park

CRONACA – Una conferma al forte sospetto che il DNA non possa conservarsi così a lungo da poter addirittura maneggiare quello dei dinosauri (magari allo scopo di riportarli in vita, così come vorrebbe Jack Horner) arriva da uno studio sui Proceeding of the Royal Society B, fresco fresco di pubblicazione.

Lo studio dimostra che l’emivita del DNA sarebbe di 521 anni (per un frammento di 242 coppie di basi). Questo significa che in questo periodo si dimezza il numero di legami fra nucleotidi originali (significa che nei primi 521 anni si resta con la metà, nei secondi 521 anni con la metà della metà rimanente e via dicendo, fino a  che dopo circa 6,8 milioni di anni non rimane nessun legame, ma il DNA risulterebbe illeggibile ben prima, probabilmente già dopo un milione e mezzo di anni). Tutto questo se il reperto fosse conservato in condizioni ideali (a -5°C) e per il DNA mitocondriale esaminato da Morten Allentoft dell’Università di Copenhagen e Michael Bunce della Murdoch University di Perth. Probabilmente per il DNA nucleare il tempo di decadimento è ancora più rapido.

Il team di ricercatori ha preso in esame 158 campioni di DNA mitocondriale provenienti da tre esemplari fossili di Moa, un uccello estinto. I fossili provengono da tre siti molto vicini fra loro con condizioni di preservazione molto simili (temperatura del suolo intorno ai 13°c). L’età dei tre animali varia fra 600 e 8.000 anni.

L’osservazione è in netto contrasto con alcuni lavori in cui si suggeriva la presenza di DNA conservato in campioni fossili contenuti in ambra, e in generale allontana ulteriormente l’ipotesi fantascientifica di riportare in vita di dinosauri utilizzando DNA fossile. Jack Horner comunque (celebre paleontologo che è stato il consulente scientifico di Steven Spielberg per il film Jurassic Park, tratto dall’omonimo libro di Michael Crichton) non perde le speranze: lui vorrebbe resuscitare i dinosauri cercandone le tracce fossili nel DNA degli uccelli viventi.

Crediti immagine:  PG Palmer (AU)

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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