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Quando si dice stare nella…

RICERCA – Gli scarabei stercorari sono noti per la loro singolare abitudine di trasportare con zelo e solerzia enormi, se paragonate alle loro dimensioni corporee, sfere di escrementi. Perchè? La risposta è facile: rappresentano la loro preziosa fonte di cibo che, in questo modo, è sempre a portata di mano e sotto il loro vigile controllo.

Ma un curioso ed interessante studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Current Biology ha mostrato anche un’altra, importantissima funzione di queste sfere: negli assolati e roventi habitat sudafricani, dove vivono numerose specie che attuano questo comportamento (e in particolare Scarabaeus – Kheper – lamarcki, la specie oggetto di studio), esse permettono ai possessori di mantenere la temperatura corporea più fresca, fungendo da rifugio termico che li isola dal substrato rovente.

La temperatura della sfera, come emerge da immagini termiche (vedi immagine), risulta infatti non superiore ai 30°C, anche quando la temperatura del suolo supera i 60°C. All’aumentare della temperatura del terreno, infatti, aumenta progressivamente anche il tempo che gli scarabei trascorrono sulla sommità della loro sfera, comportamento che li mantiene sospesi dal terreno, isolandoli dal calore del substrato (qui un video esplicativo). Inoltre, il tempo trascorso a spingere le sfere, piuttosto che quello speso sulla loro sommità, aumenta considerevolmente al ridursi della temperatura delle loro zampe anteriori, quelle che rimangono a contatto con il terreno durante il trasporto del prezioso carico: in particolare, gli scarabei trascorrono circa il 70% del loro tempo sulle sfere quando la temperatura del suolo supera i 60°C.

Questi risultati correlativi vengono confermati da alcuni brillanti esperimenti: se dotati di calzari isolanti di silicone (immagine), che riducono quindi l’accumulo di calore sulle zampe, gli scarabei riducono la percentuale del tempo dedicato all’isolamento termico, allo stesso modo di quando vengono loro fornite delle sfere sperimentalmente riscaldate sulle quali montano con minor frequenza.

Crediti immagine: Jason Wharam

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

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