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Climate reality

ECONOMIA – “You are invited to change the world” si legge dal sito di The Climate Reality Project, evento voluto e ideato da Al Gore che si svolgerà il 14 e il 15 novembre. Si tratta di una ventiquattr’ore di video, interviste e collegamenti in diretta da varie parti del mondo, con un coordinamento centrale da uno studio televisivo di New York, il tutto trasmesso in diretta su piattaforma web. Obiettivo: creare rete e consapevolezza sugli effetti dei cambiamenti climatici.

Per Climate Reality sono stati selezionati, attraverso concorso online (ne avevamo parlato l’anno scorso, ve lo ricordate?), video della durata massima di cinque minuti realizzati con videotelefonini, smartphone, telecamere e macchine fotografiche che raccontano, con assoluta libertà di stile comunicativo, quali sono le conseguenze dei cambiamenti climatici nella vita di ogni giorno e quali sono le possibili soluzioni.

“Dobbiamo dire la verità sui cambiamenti climatici e comunicarlo in un modo nuovo – ha dichiarato Al Gore – con questa ventiquattr’ore online dobbiamo generare una nuova energia che smuova le coscienze perché solo assieme possiamo fermare il climate change”.

Al Gore, impegnato da tempo sul tema dei cambiamenti climatici, dopo il successo di Una scomoda verità del 2007, resta così legato alla scelta del audiovisivo come linguaggio comunicativo ma questa volta è un format diverso fatto di video di pochi minuti per il web, prodotti attraverso concorso da diverse parti del mondo, con libertà di scelta comunicativa, target e modalità realizzativa. Il tutto con l’obiettivo di un grande summit al quale tutti possono partecipare. In poche parole le componenti esatte per costruire una community online. Gli 8 millioni di persone che hanno seguito il reality nel 2011 confermano che l’esperimento funziona. Ma in realtà Al Gore non è il primo ad aver integrato web e audiovisivo sui temi ambientali. Prima di lui si è mosso Colin Beaven protagonista del docureality No Impact man del 2010, la storia di una famiglia che in un appartamento di Manhattan cerca di abbattere il più possibile il proprio impatto ambientale. Beaven ha creato attraverso il sito NoImpactmanproject, una community online dove chi vuole può caricare un video e raccontare in che modo sta cercando di ridurre la propria impronta ecologica, acquistando a esempio prodotti a kmzero o con etichettatura ecologica, scegliendo la bici o i trasporti pubblici, spiegando come costruire una compostiera da appartamento e tante altre buone pratiche.

In ogni caso Al Gore sembra andare nella direzione di una nuova comunicazione scientifica sui cambiamenti climatici in grado, almeno in parte, di rinunciare al taglio catastrofico che secondo Nick Pidgeon, esperto di percezione del rischio della Cardiff University, ormai ha un effetto addirittura controproducente.

L’esperimento Climate Reality mira invece a stimolare ragionamenti, soluzioni e azioni in rete.

Al Gore punta così al popolo del web per una nuova rivoluzione che contamini la rete community by community.

Nel frattempo Obama è stato rieletto e oggi (dopo il discorso del 2008 sull’urgenza di affrontare il climate change, dal quale poco è stato fatto) molti si aspettano delle azioni concrete per contrastare i cambiamenti climatici, vista anche l’esperienza drammatica dell’uragano Sandy.

A questo punto, chi lo sa se tra il 14 e il 15 novembre qualche computer della Casa Bianca  sarà connesso al Climate Reality. Perchè no? potrebbe essere una buona idea.

Crediti immagine: World Economic Forum

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