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AllTrials: Big Pharma deve registrare tutti i test clinici

Crediti immagine: AllTrialsPOLITICA – In scienza, politica ed economia, i dati poco lusinghieri sono spesso ignorati.

Quando un ricercatore testa un’ipotesi, conduce degli esperimenti che gli portano dei risultati precisi. Se un esperimento non supporta l’ipotesi iniziale, il ricercatore ha la possibilità di fare due cose:

  1. ripetere l’esperimento fino a quando non mostra quello che si voleva dimostrare (continuando a tirare due dadi, arriverà il momento un cui si vedrà apparire un doppio uno)
  2. abbandonare l’ipotesi e riformularne un’altra basandosi sulle nuove prove raccolte.

I bravi ricercatori seguono la seconda strada, ma è bene ricordare al pubblico pagante che in alcuni casi, questa seconda possibilità è un lusso, non è applicabile o è volutamente ignorata. Sorvolare su dati non accondiscendenti è un problema ben documentato nel mondo scientifico, e si manifesta in modo rimarcato nel mondo dell’industria farmaceutica.

Le aziende farmaceutiche spendono un’impressionante quantità di denaro per lo sviluppo di nuovi farmaci e per testare la loro sicurezza ed efficacia su volontari (i così detti test clinici o clinical trials). È ben documentato che i colossi farmaceutici abbiano l’abitudine di condurre un numero di test clinici, per poi presentare agli organi regolatori (come la Food and Drug Administration -FDA- Americana) solo quei test che, per diverse ragioni, sovrastimano l’efficacia di un farmaco o ne sottostimano gli effetti collaterali.

Le migliori stime indicano che circa la metà di tutti gli studi clinici non siano mai stati pubblicati. È grave? Se rivelassi solo la metà dei risultati che ottengono dal lancio di una moneta, potrei facilmente convincere chiunque che essa abbia ‘testa’ su entrambi i lati, anche se questo non è vero.

Medici e pazienti hanno il diritto a un quadro completo sugli egli effetti di un farmaco, al fine di prendere decisioni informate. Nascondere o ritardare la pubblicazione di test clinici causa sofferenze non necessarie. Un esempio per tutti risponde al nome di ‘TGN1412‘, un farmaco immunomodulatore sviluppato da TeGenero. Lo sviluppo del farmaco è stato sospeso dopo che sei volontari sono stati ricoverati con severi ed imprevisti effetti collaterali durante test clinici preliminari. Si è scoperto in seguito che un trattamento del tutto simile era già stato provato, con risultati simili, su altri volontari, ma siccome nessuno si era preso la briga di pubblicarne i risultati, questo fatto è rimasto nascosto e abbiamo dovuto commettere l’errore due volte per imparare la lezione.

NB: È importante ricordare a questo punto della conversazione, che inaspettati effetti collaterali durante test clinici fanno parte del gioco per lo sviluppo di nuovi farmaci. Ssuccedono, e sono un prezzo inevitabile da pagare per il progresso della medicina. Ma in questo caso ed in altri, il danno era evitabile.

Studi clinici non pubblicati sono un problema riconosciuto e documentato. Trascinata dalla popolarità dei movimenti #OpenData, la petizione AllTrials chiede a governi, regolatori e ricercatori di costringere Università ed Industria farmaceutica a registrare in un database di pubblico dominio ogni singolo test clinico prima ancora di iniziarlo, e di pubblicarne i risultati per intero. In questo modo chiunque non sarà più in grado di nascondere l’esistenza di certi test.

Sottoscrivi la petizione e convinci amici, parenti e colleghi a fare altrettanto se pensi che medici e pazienti abbiano il diritto di scegliere il proprio trattamento farmacologico basandosi su tutte le evidenze scientifiche e non solo quelle che piaciono all’industria.

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AllTrials è un’iniziativa organizzata e promossa da Bad Science, Sense About Science, British Medical Journal, James Lind Initiative ed il Centre for Evidence-based Medicine.

Riccardo Guidi
Science blogging, PhD student in medical science

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