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Aragoste giovani, aragostelle vecchie

800px-Blue_Chionoecetes_opilioRICERCA – Per la comprensione delle dinamiche di popolazione e la previsione degli andamenti demografici futuri, oltre alla dimensione di una popolazione in un dato momento, è fondamentale conoscerne la distribuzione delle età degli individui che la compongono. È infatti noto che sia l’aspettativa di vita che la fecondità (per esempio, il numero medio di figli generati) variano considerevolmente al variare dell’età.

Per diversi gruppi di organismi la determinazione dell’età è relativamente semplice grazie alla comparsa e all’identificazione di alcuni tratti età-specifici, mentre in altri ne è possibile una stima attendibile sulla base dell’esistenza di strutture che riflettono la crescita annuale, quali gli anelli di crescita del fusto delle piante legnose o quelli del tutto simili presenti nelle scaglie epidermiche dei pesci. In molti altri taxa, in particolare se non particolarmente longevi, di piccole dimensioni e non in possesso di strutture simili agli anelli di crescita, la determinazione dell’età è molto più difficoltosa. E il problema è ancora più accentuato per le specie che compiono una muta periodica dell’esoscheletro, come i crostacei.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista Canadian Journal of Fisheries and Aquatic Sciences, ha invece descritto alcune strutture che mostrano un pattern di crescita che riflette fedelmente l’età dell’individuo in alcune specie di crostacei. Fino ad oggi,  era possibile determinare l’età di questi organismi solo macroscopicamente sulla base della taglia corporea, carattere però strettamente dipendente dalle condizioni ambientali: infatti, individui coetanei della stessa specie che vivono in ambienti diversi possono avere taglia corporea diversa.

Un gruppo di ricercatori canadesi ha identificato delle strutture simili agli anelli di crescita degli alberi e delle scaglie dei pesci in diverse strutture calcificate localizzate sia nelle antenne e che in alcuni tessuti gastrici di diverse specie (Homarus americanus, Chionoecetes opilio, Sclerocrangon boreas, Pandalus borealis) rappresentanti i principali gruppi di crostacei decapodi. Anche in questo caso, i tessuti vengono depositati sotto forma di coppia di bande concentriche, una più chiara e una più scura, che sembrerebbero riflettere fedelmente la crescita annuale di ciascun individuo. In alcune delle specie analizzate, inoltre, si notano curve di crescita sesso-specifiche.

Da oggi è dunque finalmente possibile determinare con precisione anche l’età dei crostacei, con possibili importanti ripercussioni sulle stime dell’impatto ambientale delle attività antropiche (ad esempio sarà possibile determinare gli effetti della pesca illegale) su questa componente fondamentale delle comunità marine.

Riferimenti:
Raouf Kilada, Bernard Sainte-Marie, Rémy Rochette, Neill Davis, Caroline Vanier, Steven Campana. Direct determination of age in shrimps, crabs, and lobsters. Canadian Journal of Fisheries and Aquatic Sciences, 2012, 69(11): 1728-1733, 10.1139/cjfas-2012-0254

Crediti immagine: Blue Rose Man, Wikimedia Commons

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

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