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Centro galattico al gusto lampone

Crediti immagine: chotdaCRONACA – Le nubi di gas al centro della nostra Galassia, la Via Lattea, avrebbero un vago sapore di lamponi, ciò è quanto emerge da un recente studio presentato da alcuni radioastronomi del Max Planck Institute for Radio Astronomy di Bonn in Germania.

Un po’ provocatorio e irreale, vero? Questi sono i fatti…

Una delle ultime frontiere dell’astrobiologia, ovvero la ricerca della vita al di fuori della Terra, è lo studio del cosmo alla ricerca delle molecole che sono alla base della vita come la conosciamo. Numerosi astronomi e chimici di tutto il mondo stanno scandagliando il cielo, nelle frequenze radio, alla ricerca di molecole come gli amminoacidi ovvero le molecole della vita, ma finora sono state scoperte solo piccoli precursori. Trovare molecole complesse al di fuori della Terra non è semplice, grandi passi avanti sono stati fatti, ma la ricerca è tutt’altro che conclusa.

Alcuni ricercatori del Max Planck Institute for Radio Astronomy stanno svolgendo una simile ricerca analizzando migliaia di segnali emessi delle nubi interstellari che permeano la nostra Galassia, in particolare una zona chiamata Sagittarius B2, un’enorme nube di polveri e gas a poche centinaia di anni luce dal centro galattico. Ciascuno di questi segnali rappresenta l’emissione di una specifica classe di molecole che è presente all’interno della nube.

Trovare tracce di molecole specifiche nelle nubi di gas a migliaia di anni luce di distanza dalla Terra è molto complesso, infatti “le migliori sorgenti astronomiche contengono molteplici e differenti molecole e le loro ‘impronte digitali’ si sovrappongono e sono difficili da districare” ha dichiarato l’autore della scoperta Arnaud Belloche, astronomo al Max Planck Institute.

I risultati preliminari di questo studio sono tutt’altro che previsti, infatti i ricercatori hanno osservato per la prima volta la traccia chimica emessa da una molecola complessa, l’etile formiato, che sulla Terra è responsabile del caratteristico gusto dei lamponi, e profuma di rum.

La scoperta dell’etile formiato è di estrema importanza, non per l’associazione ai lamponi o al rum, ma perché è una molecola molto grande paragonabile alle dimensioni del più semplice degli amminoacidi, la glicina. “Non sarei sorpreso di trovare un amminoacido là fuori nei prossimi anni”, ha confessato Belloche.

Grazie ai dati che emergono da questi studi “non ci sono limiti alle dimensioni che possono avere le molecole in queste nubi, quindi ci si può aspettare di trovare molecole organiche sempre più complesse”, ha detto Robin Garrod della Cornell University di New York, coautore della scoperta.

Crediti immagine: chotda, Flickr

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