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Download the Universe compie un anno

4230925173_836aa5edd0_bCULTURA – Arrendetevi. Se vi piace leggere e non avete ancora un dispositivo per la lettura degli ebook, molto presto probabilmente dovrete cedere e rassegnarvi a comprarlo. Arricciare il naso di fronte a questa tecnologia, magari portando argomenti come il piacere del “profumo della carta” ormai è ai limiti del luddismo.

Gli ebook, oltre a facilitare l’accesso ai testi ha reso anche più facile la loro pubblicazione e diffusione: cosa ci potrebbe essere di meglio per l’editoria scientifica?

Secondo un gruppo di divulgatori scientifici l’ebook ha raggiunto una individualità tale da giustificare un sito interamente dedicato alle loro recensioni: Download the Universe, che ha da poco soffiato sulla prima candelina, nell’anno passato ha recensito decine di libri di scienza, solo ed esclusivamente in edizione digitale.

Il progetto nasce a margine del meeting Science Online del 2012 e vede coinvolti professionisti di prim’ordine, tra i quali spiccano le “star” Carl Zimmer, che ha celebrato ufficialmente il compleanno del sito, Ed Yong, John Hawks e Sean Carroll. Download the Universe è “solo” un blog, ma è il primo del suo genere. Non recensisce riedizioni digitali, ma solo quei libri nati e pensati per il digitale.

A molti lettori e, purtroppo, editori, italiani questo concetto potrebbe risultare ostico e vale la pena fare una piccola digressione: un ebook non è semplicemente  un libro di carta pressato dentro uno standard digitale, ad esempio in un file .epub, per non parlare di quegli editori che pubblicano direttamente un pdf dimostrando di non aver capito nulla dell’editoria digitale dal momento che non si tratta di un formato non pensato per gli ebook (anche se alcuni ebook reader lo supportano). Un ebook, come detto è qualcosa di autonomo con potenzialità sconosciute alla carta. Se è vero che qualsiasi contenuto su carta è traducibile in ebook non è vero il contrario: in alcuni casi gli ebook sono veri e propri programmi che si possono scaricare dai principali store per contenuti mobile. Una possibilità questa che dovrebbe quantomeno far riflettere quegli editori che, con la stessa miopia delle major discografiche e cinematografiche,  paventano il “flagello” della pirateria e danno a essa la colpa del decollo “al rallentatore” (meglio forse dire planate a raso terra) dell’editoria digitale.

Messa da parte la saggistica, anche la scolastica arranca. Per farsene un’idea basta leggere questo divertente aneddoto di Mariangela Vaglio (aka Galatea): “Il venditore di ebook“. Per fortuna c’è chi, anche in questo senso, si sta rimboccando le maniche: l’ebookcamp di quest’anno è stato dedicato appunto alla scuola.

Intanto il resto del mondo va avanti e non ha paura di sperimentare anche nel mercato notoriamente difficile (ma mai come in Italia) della divulgazione, da cui appunto Download the Universe.

Vediamo allora qualche esempio di “veri” libri digitali recensiti.

Per l’ambito biologico (i generi e sottogeneri sono facilmente isolabili con le categorie) Tom Levenson recensisce Electric Shock: How Electricity Could Be The Key To Human Regeneration, di Cynthia Graber: come possiamo spingere ai limiti le capacità rigenerative del corpo umano? L’autrice ci guida in un viaggio alla scoperta della “salamandra che è in noi” raccontando il lavoro del biologo Michael Levin.

Per la fisica Sean Carroll invece fa diverse criticheJourney to the Exoplanets, di Edward Bell and Ron Miller. La pubblicazione, disponibile solo per iPad, usa ad arte tutte le sue potenzialità offrendo tour interattivi fra le galassie, peccato che scada nell’autoreferenzialità rimandando continuamente a materiale on line della popolare rivista Scientific American, che appunto è tra gli editori. Se la parte di “videogioco” è accattivante, lo stesso non si può dire di quella scritta, e la mancanza di una funzione di ricerca appesantisce notevolmente l’opera.

È improbabile che l’ebook “ucciderà” il cartaceo (così come la televisione non ha ucciso la radio e la fotografia non ha ucciso la pittura ecc…), ma non dovrebbe essere questo a convincere gli editori (e a volte anche gli intellettuali, pure pubblicati in ebook) a mettere da parte il malcelato disprezzo per il digitale e convertirsi, né le geniali pubblicità (vedi sotto). Il problema è che, nelle parole dei Vogon di Douglas Adams, la cui “guida galattica per autostoppisti” descritta nell’omonimo libro sembrerebbe proprio pensata per un moderno ebook reader (e ce lo ricorda persino il doodle di pochi giorni fa): “resistere è inutile!”.

Per tutti gli altri quindi “Don’t panic!”: prima o poi persino nelle nostre librerie digitale arriverà la divulgazione scientifica in ebook, è inevitabile. E per i nostalgici del profumo della carta, se proprio non potete farne a meno, potete provare dei profumi appositamente studiati per venire incontro al vostro feticismo.

Crediti immagine: ho visto nina volare, Flickr

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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