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I delfini si chiamano per nome

Bottlenose_Dolphin_KSC04pd0178RICERCA – Sulle capacità cognitive del delfino comune (Tursiops truncatus) è stato scritto tanto, ma alla già ricca letteratura si aggiungono periodicamente pagine sempre più interessanti che riguardano diversi aspetti della loro biologia comportamentale. Per esempio è noto da anni che ciascun individuo di questa specie sia caratterizzato da un tipico richiamo di riconoscimento individuale, un fischio distintivo che identifica colui che lo emette, chiamato signature whistle. Oltre che essere ampiamente utilizzato in contesti ‘familiari’, pochi mesi fa è stato dimostrato che questo fischio viene emesso come una sorta di presentazione individuale nei confronti di individui estranei.

Dalle pagine della rivista Proceedings of the Royal Society of London B: Biological Sciences emerge oggi un aspetto ancora più interessante: gli individui che vivono nei medesimi gruppi sociali sono in grado di copiare i signature whistle degli altri membri ed utilizzarli nei processi comunicativi. Insomma, i delfini sono in grado di chiamarsi per nome, in modo del tutto analogo a quello che avviene nel linguaggio umano. L’unica differenza è che in questo processo i cetacei ricorrono all’utilizzo del fischio anziché della parola.

In particolare, lo studio mostra come la ripetizione del fischio altrui avvenga esclusivamente entro un secondo dalla percezione sonora dello stesso e anche in assenza di riferimenti visuali. Tale comportamento viene messo in atto esclusivamente tra individui che instaurano forti legami duraturi: i delfini si dimostrano infatti molto selettivi nel riprodurre i suoni solo del partner sociale più stretto. Non è un caso che la maggior parte delle imitazioni dei suoni avvenga in coppie madre-figlio, anche se sono statte osservate, più raramente, in coppie di maschi.

Lo studio, portato avanti tra il 1984 e il 2009 su oltre 250 esemplari sia in cattività che allo stato selvatico, dimostra che questa ripetizione non ha alcuno scopo aggressivo o ingannatorio, ma che si tratta ‘semplicemente’ di un potente mezzo per ristabilire un contatto tra individui tra cui intercorre un solido legame sociale.

Crediti immagine: NASAs, Wikimedia Commons

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

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