Bicycled


AMBIENTE – E se le macchine si trasformassero in biciclette? scomparirebbe il traffico in città, non più il rombo dei motori e i clacson impazziti, aria pulita, gente che pedala e si saluta, ai vecchi distributori di benzina, fontane d’acqua e punti d’incontro. Un sogno, certo ma qualcuno ci sta provando veramente. Si tratta del progetto Bicycled lanciato dall’agenzia di creativi Lola Madrid. L’idea è di riciclare vecchie macchine ormai da sfasciacarrozze, per trasformarle in vere e proprie biciclette. “Crediamo sia sempre meglio fare che parlare e così prima di parlare della bici perfetta, abbiamo deciso di crearla” dichiarano i creativi sul sito del progetto.

E allora, come si vede nel breve video, partendo dalla carrozzeria si crea il telaio, dalla cinghia di trasmissione si ottiene la catena, dalle frecce della macchina le luci per la bici, dai vecchi sedili una comoda sella e altro ancora. “Bicycled non è solo un’idea ma è un modo di vita”, così gli autori definiscono quella che per loro  vuol essere una provocazione, verso un sistema di mobilità che spesso è incapace di interpretare e progettare gli spazi urbani, che mette ciclisti contro automobilisti e che prima o poi sarà da riconvertire in modo ecologico, magari riscoprendo e premiando i mezzi più semplici, che per la loro intelligenza non passeranno mai di moda, come i piedi e la bicicletta.

5 Commenti su Bicycled

  1. Non c’è mezzo di trasporto più inutile, stupido e pericoloso della bicicletta! Un mezzo di trasporto serve 1)
    Andare a velocità utile per necessità varie ma conservando energie il più possibile per le ulteriori necessarie attività da svolgere. 2) Portare con sé altre persone, fra cui bambini, anziani, disabili, e inoltre eventuali feriti o malati nei centri di soccorso. 3) Portare oggetti necessari ma voluminosi e pesanti, anche per lunghi tratti. 4) Proteggersi da intemperie o sole forte, durante gli spostamenti 5) Rimaner protetti durante tali spostamenti da eventuali aggressioni fisiche o molestie altrui intenzionali e volontarie 6) Possibilmente permettere il libero spostamento in ogni momento anche a persone disabili o malate e quindi non sufficientemente capaci di pedalare o saltellare e rimaner assiepati sui mezzi del trasporto pubblico (notoriamente malfunzionante) 7) Permettere di spostarsi senza esser visibile o star a contatto con estranei, per motivi di pryvaci e tranquillità personale. 8) Fuggire veloci in caso di necessità da disastri o pericoli di varia natura. La bicicletta non assolve a nessuno di questi compiti…e lascia il corpo completamente esposto a impatti di qualunque tipo; è solo un bel mezzo di svago o d’uso per persone “fiche” che tanto vale che vadano a piedi o di corsa. Ovviamente è un bel mezzo sportivo, così come lo è per il mare il surf… Se si sceglie come strumento sportivo o puro svago va bene. Ma sarebbe più utile se l’ingegno si sforzasse per mettere a punto mezzi a basso consumo e pericolo e che assolvano davvero all’esigenza di spostamento soprattutto per anziani e disabili temporanei o permanenti…e per aumentare la libertà di movimento di tutti i cittadini (o anche non-cittadini): alla faccia dei codici stradali sfornati in quest’ultimi anni!

  2. Amsterdam è tutta pianeggiante…e godono d’ampi spazi (in Giappone che è pieno di montagne e stanno assiepati in 100 milioni vanno in automobile, e la cosa deve far bene a corpo e mente, visto che da tempo i suoi cittadini sono i più longevi, e acculturati, del mondo) o forse gli olandesi hanno tempo da perdere o forse sono aitanti nordici “fichi”, d’origine ariana, e quindi forse per loro va bene così. Però nei Paesi Bassi hanno pure tante automobili. In Cina le biciclette l’hanno buttate da tempo e pure per questo stanno per conquistare la supremazia economica nel pianeta. Anche in certe zone costiere americane vanno molto i “surf”: che lì manco si consuma energia muscolare, visto che l’onde marine fanno il grosso del lavoro. Vogliamo usare tutti i surf al posto di navi, traghetti…e barche?

  3. Rettifico e completo precedente replica alla paladina dell’ecologia Federica. In giappone fino a 10 anni fa erano circa 125 milioni, per il numero attuale non sono aggiornato. E le biciclette fanno male alla colonna vertebrale in quanto in genere si pilotano curvi e col sedere sulla minima e dura superficie del sellino e inoltre inquinano (secondo criteri ecologici non miei) poiché lo sforzo per pedalare, soprattutto in salita, produce dispendio d’anidride carbonica, e di umidità dovuta al sudore, conseguentemente pure aumentando la necessità di lavaggi del corpo con consumo d’acqua anche riscaldata! Non perdonerò mai all’ecologismo di star corrompendo anche le menti giovani e ben apprezzabili (come quella di Federica) che gestiscono questo sito, e a cui comunque resto affezionato…e spero (molto religiosamente) che il prima possibile vi ravvediate: pregherò per questo, per voi, il vecchio dio della scienza e della tecnologia 🙂

  4. Il vecchio dio della scienza ti ha anche raccontato quanta nafta possono comprare oggi gli italiani che lavorano onestamente? Prova a domandarglielo, credo che servirebbe.

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