IL PARCO DELLE BUFALE

La fusione fredda targata ISCMNS-Unesco, parte III

IL PARCO DELLE BUFALE – In una lettera aperta l’Attivissimo Alessio Guglielmi chiedeva al dott. Francesco Celani dell’ISCMNS (1) una qualche evidenza della peer-review durata un anno alla quale era stato sottoposto un recente articolo di Celani et al. Per motivi umanitari (2), la custode incolla la risposta arrivata in copia pure a lei.

Riassunto delle parti I e II, attenzione: caduta gerundi!

A una prima richiesta, il dott. Ovidi – comproprietario della Kresenn Ltd  creata per commercializzare i risultati pubblicati dal premio Kresenn dott. Celani et al. tra cui il dott. Ovidi – spiegò il pagamento dell’articolo a un corruttore dell’open access con l’adesione degli autori a quanto raccomandato dall’Unesco onde diffondere scienza e conoscenza anche tra i poveri, spiegazione che il dott. Guglielmi attribuì a una scarsa dimestichezza dell’uomo d’affari con la pratica scientifica per cui osò disturbare il dott. Celani e mal gliene incolse:

Prof. Guglielmi

purtroppo sono estremamente impegnato nella mia attività sperimentale. * Sono costretto, quindi, a rispondere in maniera pressoché telegrafica, alle sua lunghissima lettera, come di seguito:

A) Se ritiene che la Rivista in cui è comparso il Nostro (vecchio) lavoro non sia di qualità adeguata, la invito a scrivere una lettera ufficiale all’Editore. * Ribadisco la mia scelta “ETICA” riguardo la validità della politica dell’OPEN ACCESS. Se non la ritiene corretta, la invito a fare le sue rimostranze all’UNESCO. (3)

B) Ho avuto la “ventura”, circa 8 anni fà, di imbattermi in una “endeless” discussione con il Professore Camillo Franchini, già alto Dirigente del CAMEN (Centro Applicazioni Militari Energia Nucleare) di S. Piero a Grado (vicino Pisa). Motivo del contendere è stato, tra l’altro, un esperimento riguardante la “Compressione Elettrochimica dell’Idrogeno (e/o) Deuterio) in un catodo cavo di Palladio”.

Tale esperimento è stato effettuato, per la prima volta su vasta scala, dal Prof. Yoshiaki Arata (Università di Osaka, Giappone), nel lontano 1958. Obiettivo era la produzione di Deuterio, per esperimenti di Fusione Calda, nonostante i gravosi limiti (di tipo Scientifico, Tecnologico, Commerciale) imposti dagli USA alla Popolazione del Giappone.

L’esperimento di Fusione Calda ebbe pieno successo e fu il primo di tale tipo al mondo: il Governo USA (e non solo) fu estremamente sorpreso, se non “irritato”, per tale risultato. Nel Dicembre del 2005 Il Prof. Yoshiaki Arata, per i suoi meriti Scientifici e Tecnologi volti a  migliorare la qualità della vita della Popolazione in Giappone (e non solo), ha ottenuto il prestigiosissimo “Empereor Prize”. Tale premio, in Giappone, è di fatto considerato, per alcuni aspetti, addirittura più “importante” rispetto al premio Nobel.

* Nonostante abbia dimostrato SPERIMENTALMENTE che tale fenomeno era possibile, e realizzato addirittura nel Nostro Laboratorio di Frascati, il Prof. Franchini si è SEMPRE RIFIUTATO di osservare la realtà dei fatti poiché in contrasto con le sue “conoscenze teoriche”. Per porre termine alla sterile discussione il Direttore dei Laboratori, Prof. Mario Calvetti (tra l’altro “braccio destro” del Nobel in Fisica Carlo Rubbia), si è offerto di ospitarlo e pagargli le spese di trasporto ed alloggio. Risultato: tutto inutile!

* Le allego copia della relazione Scientifica riguardo la “Compressione elettrochimica” su citata. Tale relazione è stata anche presentata al Congresso Annuale della Società Italiana di Fisica. Inutile ricordare che ha provocato sconcerto ed “ilarità” sul comportamento ANTIGALILEIANO di tale Professore (e, purtroppo, parte dei suoi “seguaci”…).

C) Quindi, per farla breve, in TOTO: “HO GIA’ DATO”. Non intendo ripetere l’errore di perdere tempo in sterili discussioni.

Dott. Francesco CELANI

Vice-President  “International Society of Condensed Matter Nuclear Science” (4)

***

(1) Società fondata nel 2004 dal dott. Celani et al., “conta circa 200 soci attivi” nella ricerca sulla fusione fredda.

(2) I lettori che non si chiamano Leopoldo saltino pure.

(3) La “politica dell’open access” dell’Unesco consiste nel promuovere la Dichiarazione di Berlino, sottoscritta dall‘INFN nel 2008. Le istituzioni firmatarie si impegnano a

  •  sviluppare mezzi e modi per valutare i contributi open access e le riviste on-line al fine di mantenere gli standard di garanzia di qualità e della buona pratica scientifica.

(4) Il dott. Guglielmi è rimasto “sconcertato”. Estratti:

… non ho nemmeno accennato al merito scientifico del vostro lavoro, per cui non c’è il rischio di finire in una sterile polemica: mi sono limitato a chiedere spiegazioni su come sia giustificabile che ben 11 affiliati di un ente prestigioso, l’INFN, abbiano pubblicato su una rivista che è finita sulla lista di Beall. È una questione di metodo, non di merito. … È quindi sconcertante che proprio Lei, esponente di punta della Sua disciplina, con responsabilità internazionali, rifiuti un confronto pubblico e trasparente sul cardine del metodo scientifico:

la revisione dei pari.

Foto: dall’intervento del dott. Celani all’incontro convocato dall’on.le Scilipoti a Montecitorio. 

4 Commenti

  1. @Celani

    Lei scrive:

    Nonostante abbia dimostrato SPERIMENTALMENTE che tale fenomeno era possibile, e realizzato addirittura nel Nostro Laboratorio di Frascati,…

    Accetto la Sua sfida: credo che diversi esperti di elettrochimica italiani siano disposti ad assistere a una Sua dimostrazione. La cella che Lei deve usare deve corrispondere a quella del brevetto di Arata:

    Definisca Lei il calendario delle prove. Gli aggiustamenti verranno fatti in relazioni agli impegni dei partecipanti.
    Saluti

  2. Cara Custode spero di non tediarla con i miei interventi ai suoi post, ma sono legati alla valenza che do al suo lavoro giornalistico. Rimango ancora basito di quanti sostenitori ci siano del progetto FF. Mi pare che la mancanza di evidenze chiare dal tempo di Fleishmann e Pons non abbia frenato le speranze sia di taluni scienziati(?), sia dei non addetti ai lavori, ma che, riguardo questi ultimi, le abbia amplificate fino a portarle in una prospettiva quasi millenaristica (e condita di complottismo) di cui Celani, Rossi et al. sono i profeti. È un fenomeno antropologico? Forse sta succedendo la medesima cosa riguardo alle cellule staminali, anche se in questo caso la speranza è più fattiva e la percentuale di ricercatori che vi lavora sopra immagino sia molto maggiore rispetto a quella dei profeti della FF tra i fisici. Dico bene? Saluti.

  3. @Camillo F.
    bene, mi metto in trepida attesa di un altro report.

    @Robo
    grazie! Sulle staminali lavorano decine di migliaia di ricercatori, ci sono già terapie approvate e se guarda “stem cells” su http://clinicaltrials.gov/ si fa un’ idea dei progressi.
    Sulla costantana per produrre energia da FF, non conosco nessun altro.

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