CRONACA

Amarcord

Il simposio di Varenna, organizzato sabato scorso dalla Società Italiana di Fisica per i 60 anni della Scuola estiva di fisica “Enrico Fermi”, i 90 anni del Consiglio Nazionale delle Ricerche e i 150 anni del Politecnico di Milano, è stato in parte rievocazione storica, in parte panoramica sullo stato dell’arte di varie discipline, in parte rassegna delle aspettative  in tempo di crisi economica.

Forse perché i fisici presenti erano in prevalenza sperimentalisti (fotonica, opto-elettronica, materiali “disordinati”, rilevatori di neutrini), sembra difficile che il matematico Uzy Smilansky, dell’Istituto Weizmann, li abbia convertiti al metodo dei grafi quantistici per analizzare reti complesse: durante il coffee-break i commenti non erano entusiasti.

Ha suscitato più curiosità la Grande Unificazione del matematico Michael Ghil, un metodo per calcolare la sensitività del clima. In sintesi, i modelli di circolazione globale sono carenti – il refrain da 60 anni! – e aggiungerci altri sotto-modelli come si usa ora non li migliora. Ghil e i suoi colleghi – dell’università della California-Los Angeles e della Normale Supérieure di Parigi – propongono una soluzione matematica semplice ed elegante. Combinano in un algoritmo le interazioni tra meteo e clima usando gli attrattori di Lorenz, quelli di Hasselmann e le fluttuazioni random di Sinai-Ruelle-Bowman che hanno “ottime proprietà fisiche”. L’algoritmo prevede il tempo che farà – la variabilità naturale – tra un anno e mezzo, compreso l’andamento dell’oscillazione meridionale El Niño/La Niña (ENSO).

Per dimostrarlo (com. stampa) Ghil et al. hanno scelto le temperature marine dal 1950 al 1970 escluso. Può darsi che l’algoritmo sia utile, ma le sue retro-previsioni meteo per gennaio e febbraio 1971 sono state poco convincenti: in quei vent’anni la variabilità era stata poca e in quei due è rimasta come prima, perché l’ENSO non si è fatto sentire.

Sarebbe stato interessante capire quale sensitività otteneva il “modello giocattolo” di Ghil, se era inferiore o superiore a +2,5-3°C per un raddoppio della CO2 atmosferica come risulta dalla maggior parte degli scenari, ma c’era tempo per due domande soltanto. Carlo Rubbia voleva sapere come mai da 15 anni la temperatura ha smesso di aumentare (non proprio) al contrario della CO2 atmosferica. Come un altro signore del pubblico, ritiene inaffidabile il calcolo della temperatura media globale, visto che in un secolo e mezzo gli strumenti di misura e la loro collocazione erano cambiati.

Alla seconda domanda, Ghil ha risposto che era un “non problema” perché chi raccoglie dati  sul terreno sa fare il proprio mestiere. Non  ha segnalato che la media globale si calcola sulla variazione (anomalie), non sulla temperatura in sé. Ha obiettato sottovoce che 15 anni sono pochi per una statistica “significativa” e, forse per non polemizzare, ha taciuto sull’assurdità di farla partire dal picco più alto degli ultimi 150 anni.

La rievocazione della fisica delle particelle negli anni in cui Fermi partecipava alla scuola estiva e il ritratto di Fermi quale insegnante erano stati affidati al suo dottorando all’università di Chicago, Jack Steinberger del CERN, 92 anni e in gran forma checché ne dica. Anche chi conosceva quel periodo era emozionato. Come fa ogni volta che ne ha l’occasione, Steinberger ha ricordato l’ingiustizia del premio Nobel non assegnato a “Madame Wu“, sebbene lei avesse smentito con un esperimento la teoria della conservazione della parità e dimostrato invece per la prima volta che questa veniva violata. Come previsto da Yang e Lee, altri due dottorandi di Fermi.

Del che fare a distanza di 60 anni e “dopo il bosone di Higgs” si è occupato Fernando Ferroni, presidente dell’INFN. Ha elencato ignoranze e dissensi sugli strumenti concettuali e concreti per superarle: rilevazione delle onde gravitazionali, il neutrino come comanda Dirac o Majorana, esistenza degli assioni, composizione della materia oscura ecc. ecc.  Felice e contento sebbene ritenesse l’elenco incompleto, Ferroni ha concluso che la situazione è ottima e almeno su questo punto il consenso è stato unanime.

4 Commenti

  1. : “grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”., Mao Tse Ferron. , non so di Iter e dei soldi che si mangia per niente non ha parlato nessuno ? Di dare soldi a Parisi per risolvere il problema delle farine mescolate, chee quello si è importante altro che le particelle ? Insomma se l’idea è di fare un acceleratore da 31 chilometri….. roba dell’altro secolo . Un bel report grazie

  2. Cara Custode (se posso chiamarla così al di fuori del “contesto” in cui tale nome è nato), perdoni la mia montante ed irriducibile ignoranza, ma sono campi astrusi per me. Se è lecito 2 domande:1) il “metodo” del dr. Ghil è un modello alternativo, in competizione con gli attuali, o piuttosto, come mi pare di aver capito uno strumento da integrare negli attuali per meglio verificare i meccanismi di feed-back? 2) “la media globale si calcola sulla variazione (anomalie), non sulla temperatura in sé”. Quindi si fa una media delle anomalie? Dei delta rispetto alla media attesa? E cosa cambia rispetto alla misurazione diretta delle T? Saluti e grazie (anche per avermi fatto scoprire Climalteranti e Fusionefredda).

  3. Ma straLOL! Quando si dice il caso, ho pubblicato un post con lo stesso titolo (ma diverso argomento) nel mio blog giusto 20 minuti fa…

  4. @Leopoldo
    Sono arrivata in ritardo, ma non credo che Nicolais abbia parlato di ITER. E non lamentarti ché l’Italia ne riceve molti più soldi di quanti ce ne mette (e i francesi s’inc… come diceva Jannacci!)

    Sull’ILC qualcuno ha citato le intenzioni del Giappone senza grandi aspettative, mi è sembrato.

    @robo
    custode va benissimo! Ha capito giusto, stimare l’aumento della temperatura con il raddoppio della CO2 è solo uno degli scopi dei modelli classici. Per ora Ghil intende sostituirne una parte. Se il metodo è efficace, lo useranno anche altri e lo miglioreranno. Ne sto parlando con esperti perché nelle riviste che leggo io non ho visto molto entusiasmo.

    “Anomalie”: ha ricapito giusto, la media annua è quella delle differenze rispetto a quelle all’anno prima. Cambia qualcosa nel contesto della domanda: lo spostamento o la sostituzione dei termometri è ininfluente. Per dire, alle 10 quello del mio vicino indicava 37°, quello della farmacia sotto gli alberi 35, entrambi 1 grado più di ieri.
    E facilita la vita a chi deve calcolare la tendenza climatica su svariati decenni.

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