CRONACA

Un cimitero per le comete

495296main_epoxi-1-full_fullCRONACA – Un cimitero di comete, che per eoni hanno ruotato intorno al Sole senza dare alcun segno di attività. Eppure alcune non sono affatto sassi senza vita, bensì comete dormienti che potrebbero riattivarsi, con un piccolo aumento dell’energia solare che arriva fino a loro. Proprio da qui nasce il loro nome, le comete Lazzaro.

È la scoperta di un team di astronomi guidati da Ignacio Ferrin dell’Università colombiana di Anitoquia (Medellin), e pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. I ricercatori hanno indagato una particolare area del sistema solare, la principale cintura di asteroidi che si trova tra le orbite di Marte e Giove, e contiene più di un milione di corpi celesti con dimensioni che variano da 1 m a  800 km. La spiegazione tradizionale alla base della presenza di asteroidi nello spazio, è che siano le mattonelle potenziali di un pianeta che non si è mai formato, poiché il potente campo gravitazionale di Giove deviava i movimenti dei vari corpi celesti.

Anche nel caso delle comete di Lazzaro, la gravità di Giove ha influenzato le orbite sino a modificarle, variandone la traiettoria e riducendo la distanza minima tra loro e il Sole (perielio). Proprio così, spiega il team di Ferrin, si è formato il cimitero di comete. Le comete sono tra i più piccoli oggetti del sistema solare, con un nucleo che raramente supera i 50 km di diametro, e sono formate da rocce e ghiaccio. La maggior parte di quelle osservate finora ha orbita ellittica, il che le porta ad avvicinarsi al Sole piuttosto raramente. Quando questo avviene, parte del ghiaccio diventa gas, e una volta spazzato via da radiazione e vento solare forma la caratteristica coda. Nel caso delle comete cosiddette “a lungo periodo”, completare l’intera orbita intorno al Sole richiede spesso molte migliaia di anni.

Basandosi sulle loro osservazioni, i ricercatori ritengono probabile che milioni di anni fa la cintura fosse popolata da migliaia di comete attive, e che quello che vediamo oggi sia ciò che rimane di un glorioso passato. Una volta invecchiate, le comete di questa popolazione hanno infatti cessato la loro attività, rimanendo dormienti in attesa di un barlume di luce solare che le riportasse in vita. Nulla impedisce, conclude Ferrin, che qualsiasi tra le molte migliaia di comete vicine e ancora inattive faccia lo stesso.

Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech/UMD, Wikimedia Commons

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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