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Tanti maschi, tanti figli

438px-Salamandra_salamandra_001RICERCA – Sebbene sia stata per lungo tempo considerata un’eccezione, la poliandria, il sistema sessuale per cui una femmina si accoppia con più maschi, sembra invece essere piuttosto diffusa tra i vertebrati, relegando la monogamia (sessuale, non sociale) al ruolo di comprimaria. Se per i maschi poliginici, quelli che si accoppiano con tante femmine, è facile comprendere il vantaggio di tale comportamento in termini di successo riproduttivo (semplicemente, fanno più figli), ancora da chiarire sono invece i benefici per le femmine, che hanno a disposizione un numero limitato di uova.

Un interessante studio, pubblicato su Molecular Ecology, ha indagato a fondo l’argomento, utilizzando una popolazione selvatica di salamandra pezzata (Salamandra salamandra), specie in cui le femmine sono note accoppiarsi con diversi maschi e incamerare il loro sperma per diversi mesi, fino al momento della deposizione delle uova, che avviene in presenza di condizioni ambientali favorevoli. Ma non solo: i maschi non fecondano internamente le femmine, ma depositano dei contenitori di spermatozoi, le spermatofore, e sono le partner a scegliere se utilizzarle oppure no.

Il gruppo di biologi tedeschi che ha condotto la ricerca ha dapprima prelevato 24 femmine di salamandra in procinto di deporre le uova e le ha portate in laboratorio, in cui sono nati i piccoli (circa 600 individui) a cui è stato prelevato un minuscolo campione di tessuto. In seguito, dopo aver ricondotto in libertà le madri e i figli, ha realizzato test di paternità (basandosi su 18 microsatelliti) in modo tale da risalire al numero di maschi che avevano contribuito a fecondare ciascuna nidiata.

Dai risultati emerge che più di un terzo delle femmine erano poliandriche (fino a quattro maschi ciascuna). Sebbene ci siano evidenze che lo sperma dei maschi venga mischiato all’interno delle femmine, esiste un notevole sbilanciamento nella chances di ottenere la paternità, con il maschio che si è accoppiato per primo che riesce a fecondare mediamente il 70% delle uova. In ogni caso, le femmine poliginiche, a prescindere dalla loro condizione al momento dell’ovoposizione, mettono al mondo un numero maggiore di figli rispetto a quelle monogame, ottenendo dunque un beneficio netto dal loro comportamento: è possibile, concludono i ricercatori, che l’accoppiamento con più maschi garantisca un maggior successo di fertilizzazione delle uova e che sia dunque vantaggioso.

Crediti immagine: Iacopo Buttini, Wikimedia Commons

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

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