SALUTE

Non solo le api

ApiSALUTE – L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) di Parma consiglia di ridurre, per gli essere umani, i limiti di esposizione stabiliti per due pesticidi neonicotoidi che sui neuroni dei ratti hanno lo stesso effetto della nicotina.

Alle donne incinte si raccomanda di non fumare e i neonicotinoidi, di cui abbiamo parlato spesso a proposito delle api, si chiamano così proprio perché imitano la nicotina. Il resto della storia non farà quindi cascare dalla sedia, comunque eccola. Nel febbraio 2012, Junko Kimura-Kuroda e colleghi dell’Istituto metropolitano di Tokyo per la Medicina, pubblicavano su PLoS One gli esiti di esperimenti in vitro su neuroni del cervelletto di topi neonati. Sia l’acetamiprid (nome commerciale Epik) che l’imidacloprid (nome comm. Confidor). eccitavano i neuroni come la nicotina, anche se con piccole differenze. Per di più, l’eccitazione anomala era contrastata dagli stessi antagonisti dei recettori nicotinici dell’acetilcolina.

Su richiesta della Commissione Europea, l’EFSA affidava al comitato per i fitofarmaci e i loro residui una valutazione dell’articolo di Kimura-Kuroda et al. e della letteratura sui due pesticidi e chiedeva un parere sulla loro potenziale neurotossicità per lo sviluppo cerebrale umano. Dal rapporto, si apprende che era stato svolto un esperimento in Europa e un altro in USA per verificarne la tossicità in ratte e ratti vivi, ma con protocolli non comparabili. Comunque i piccoli pesavano di meno alla nascita, avevano alcune strutture cerebrali meno sviluppate e un minor tasso di sopravvivenza (dettagli da pagina 33 in poi).

Il 17 dicembre scorso, l’EFSA ha pubblicato le raccomandazioni del comitato: abbassare il livelllo di esposizione da 0,07 a 0,025 milligrammi per chilo di peso corporeo al giorno per l’acetamiprid e da 0,08 a 0,06 milligrammi per l’imidacloprid, in attesa delle necessarie ricerche sia in vitro che in vivo. Niente panico per ora, i neonicotinoidi – in Italia tra l’altro, l’uso dell’imidacloprid è sospeso da anni – sono usati principalmente come concianti per le sementi. Nella nostra agricoltura meccanizzata di solito non le maneggiano le donne incinte e men che meno i neonati.

Ma continueremo a seguire gli sviluppi, anche perché altre sostanze neurotossiche sono usate sui campi e nelle serre.

Crediti immagine: per gentile concessione di Luca Mazzocchi (grazie ancora, Luca, e auguri da Oggi Scienza) 

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