mercoledì, Dicembre 19, 2018
IL PARCO DELLE BUFALE

Trial clinico

800px-Pasteur_PipetsIL PARCO DELLE BUFALE – Sull’International Journal of Poultry Science, è uscita una ricerca sui “Cambiamenti istologici nel fegato e nei muscoli pettorali di polli macellati con e senza pronunciare il nome di Allah”. Il Parco intende svolgerne una parallela e, con l’aiuto dei lettori, più rigorosa.

Lo studio svolto all’Università di Batna, in Algeria, e pubblicato a pagamento da un editore predone ha destato perplessità. In particolare è stata lamentata l’assenza di valutazione in doppio cieco dei risultati. Ancora più grave sembra al Parco l’assenza di pennuti ai quali durante il trapasso veniva recitato un Ave Maria.

Da aprile, il Parco recluterà poll volontari fra i lettori di sesso femminile, maschile ed intermedi per un esperimento clinico sulla memoria dell’acqua santa che ne misurerà gli effetti terapeutici, depurativi ed energizzanti a dosi crescenti da 10 a 10.000 gocce al dì per un periodo di 100 giorni. Ai gruppi di controllo verranno somministrate rispettivamente acqua liscia, gasata e di una multinazionale dell’omeopatia. Somministrazione e valutazione, entrambe in quadruplo cieco, verranno affidate a personale allergico all’H2O di nome Leopoldo e non, onde evitare i conflitti di interesse.

Prima di dimostrare la maggior efficacia dell’acqua santa, occorre rispondere alle tre domande fatte dal dott. Beall in merito allo studio originale:

1. I risultati sono riproducibili? Se non lo sono, quali sono le implicazioni per i ricercatori che trovano risultati contraddittori?

2. Coniugare religione e ricerca scientifica è una buona idea?

3. Ricerche simili vanno pubblicate su riviste scientifiche?

Sotto le domande 2 e 3, il Parco ha scritto “Sì” e “Sempre, anche contro il parere del Vaticano“. Cosa deve scrivere sotto la prima domanda?

Crediti immagine: pipette Pasteur, Beliason/GNU, Wikimedia Commons

5 Commenti

  1. Gentile Pastora delle bufale, la vedo su una china pericolosa e le sconsiglio visite ai luoghi Santi. Per il resto dono da sempre il mio corpo alla scienza, ma mo’ mica me lo chiedono, posso cmq assicurarle di rdì del mese. fare regolarmente la doccia, il primo venerdì del mese

  2. Io NON mi chiamo Leopoldo, mi offro per la sperimentazione. Temo di non essere molto allergico all’H2O però. Inoltre sono cattolico praticante e ho studiato teologia (cattolica) così posso provare molte preghiere diverse (a casa ho tutti i libri liturgici per lo studio, sia nel rito romano nuovo che in quello antico).
    Voglio vedere, dopo, che analisi statistiche riusciamo a fare con tutta ‘sta scienza. E so pure macellare un pollo (l’ho fatto un paio di volte, ma senza pregare ovviamente).

  3. OlatusRooc,
    Oh il primo volontario! Si consideri pre-arruolato e ringraziato.
    Se trova una risposta alla domanda 1 nella sua biblioteca, ce lo faccia sapere. Nel modulo per il consenso informato, manca solo quella.

  4. Evviva! Aiuto anch’io la ricerca italiana! 🙂
    Vediamo… la risposta alla domanda 1 è complessa:

    1.1 – Non si possono distinguere le tre acque tra di loro dal sapore ( liscia, gassata ed omeopatica) però si può capire se l’acqua è normale o santa perchè ordinariamente l’acquasanta è salata (vedi Rituale Romano). Quindi il volontario del gruppo di controllo riconoscerà l’acqua normale, omeopatica e gassata perchè se le berrà senza problemi. Se quel volontario venisse a contatto con un volontario che assume acquasanta parlando potrebbo scoprire il trucco (gli dirà ” hei! non sei stanco del sale nell’ acqua? – Cosa! Cosa vuoi dire? Non capisco…” risponde ).

    1.2 – Problema… è quasi impossibile ripetere l’esperimento.
    Spiego: l’assunzione dell’acqua santa è un sacramentale (non un sacramento), descritto dal CIC 1144 (i sacramentali sono azioni o cose di cui la Chiesa si serve,… ,per ottenere certi effetti specialmenti spirituali). Però non sono sacramenti. I sacramentali operano quasi ex opera opera operantis, ovvero grazie sia all’opera della Chiesa che all’opera di chi li riceve. ( Ludovico Ott, Compendio di teologia dogmatica, pag 574; San Tommaso D’Aquino, Summa teologica,III, 87, 3)
    Quindi bisognerebbe verificare la volontà di chi assume l’acqua (forse una risonanza magnetica funzionale neuronale? Chiediamo a dei neurologi), e di fatto sarebbe impossibile, credo, verificare una cosa del genere).

    1.3 – Quindi probabilmente i risultati non sono riproducibili (il che risponde anche alla domanda
    3). Le implicazioni per i ricercatori in difficoltà sono: imbarazzo professionale in caso di pubblicazione, necessità di giustificare i costi della ricerca in caso di non pubblicazione (” è per il Progresso e la Scienza” può andare bene; Chi può essere contrario?), permette nuove amicizie e rapporti professionali grazie alla necessità di ulteriori verifiche (per esempio a Montecatini o qualche altra località termale o marittima).

    Ma quanto ho scritto? Comincio a prendere la cosa troppo sul serio! :):):)

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