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EVENTI – Parte a Pisa “Balle di scienza” fino al 29 giugno

Schermata 03-2456735 alle 12.32.29EVENTI – Scriveva Giovanni Gentile, sulla scia del pensiero hegeliano, che l’errore non è altro che disvalore, momento negativo dello Spirito, e quindi irreale.
Il cammino della scienza però ci ha dimostrato che non solo gli errori non sono disvalori, ma che addirittura costituiscono spesso un ponte necessario per approdare a una descrizione più corretta dei fenomeni naturali. In linea con questa positiva “fenomenologia dell’errore” il 22 marzo prende il via a Pisa “Balle di scienza”, una mostra promossa dalla Fondazione Palazzo Blu fino al 29 giugno 2014, curata dall’università pisana, dall’INFN e dalla Scuola Normale Superiore per festeggiare i 450 anni di Galileo Galilei. Si parlerà in particolare di storie di errori prima e dopo Galileo, ripercorrendo la storia degli sbagli che hanno accompagnato l’uomo nel suo percorso verso le scoperte scientifiche. Errori che hanno permesso agli scienziati di affinare il metodo attraverso cui sondavano la realtà, a partire proprio dalle sensate esperienze e necessarie dimostrazioni e che ci hanno portato a dettagliare con maggior minuzia la nostra conoscenza scientifica. Perché come sottolineava Richard Feynman, la Scienza è fatta di errori che è utile fare, perché, a poco a poco, ci portano alla verità.
Sbagliarsi insomma, fa parte del gioco.

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

3 Commenti

  1. Certamente , non è obbligatorio sbagliare. Tuttavia vi sono errori che sono stati vere e proprie balle come ad esempio il premio Nobel ad Enrico Fermi per la “scoperta falsa di nuclidi transuranici” quando invece come veramente si capì, dopo poco tempo, si trattava nientemeno di “FISSIONE NUCLEARE”. L’intuizione giusta fu di Lisa Meitner. Ma alcune pseudo teorie come la generazione spontanea secondo la quale “i topi nascono dalle camicette sporche delle donne” erano così radicate che furono necessarie sperimentazioni audaci e tanto coraggio per avvalorare l’ipotesi di un fattore microbiologico o batterico presente nell’ambiente e soprattutto nell’aria umida che generava la vita. La qual cosa richiese creatività , attività di ricerca , di studio e le abilità sperimentali di Luis Pasteur. Invece l’ipotesi di un atomo planetario non era un vero errore in quanto Rutherford predisse sperimentalmente la presenza del nucleo, e su questo fatto concreto e certo la comunità scientifica TUTTA costruì un atomo sbagliato che non aveva ragione di esistere, ma faceva comodo avere, in attesa di una teoria ancora vera solo in parte che poi si rivelo’ essere la teoria di Bohr. Tuttavia il concetto di ATOMO PLANETARIO SBAGLIATO venne riportato in tutti i libri di testo fino agli anni settanta. Ed andando così a memoria nel tempo mi piace ricordare come la sbagliatissima teoria del FLOGISTO, per la quale a seconda della convenienza “alcuni materiali durante il processo di combustione perdevano flogisto e diminuivano di peso ed altri invece acquistano flogisto ed aumentavano di peso” fece fare salti impressionanti all’allora nascente industria metallurgica. Ancora più imponente fu la scoperta che il mondo ORGANICO della VITA non era diverso dal mondo INORGANICO delle pietre , della terra e dell’acqua. Si scopri che era possibile in laboratorio a partire da sostanze inorganiche ottenere SOSTANZE ORGANICHE senza usare fluidi o organi di esseri viventi. La scoperta sensazionale fu fatta nel 1828 da Friedrich Wöhler che trasformò l’isocianato, un composto inorganico in urea “una sostanza contenuta nell’urina”. “Cadde così l’ultimo rifugio degli spiriti” e da quel momento in poi la distinzione drastica tra chimica del vivente e chimica inorganica non ha più avuto modo di esistere. Ma andando ai nostri giorni fino al 2004 quando Geim e Novosolev scoprirono sperimentalmente il GRAFENE, fecero cadere un baluardo termodinamico sulla instabilità di una simile struttura a due dimensioni con lo spessore di 180pm. La struttura si dimostrò stabilissima e perfino 100 volte più tenace dell’acciaio. Quindi una impercezione teorica ha frenato la scienza per almeno trent’anni. Questo ci fa capire quanta forza, quanto coraggio e fermezza debba avere lo scienziato solo per “CREDERE” nello studio e nell’attività di indagine scientifica che pazientemente accumula giorno dopo giorno ed alla quale deve dare un senso, un significato.

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