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La sapienza del naso

9136920353_a836c22d46_cRICERCA – Fidatevi del vostro naso! Ve lo suggeriscono caldamente i ricercatori del Howard Hughes Medical Institute guidati dalla dott. ssa Leslie Vosshall. Risulta infatti dall’articolo pubblicato su Science dal gruppo di scienziati che il nostro naso è in grado di distinguere almeno un trilione di differenti stimoli olfattivi.

La notizia giunge nuova e sorprendente. Finora infatti, il numero di stimoli considerati distinguibili dall’umano olfatto ammontava a 10.000, stima arrotondata per eccesso dei 9561 citati nello studio del 1927 a lungo accettato come veritiero.

Ma perché un così sensibile scompenso? A pensarci una precisa valutazione quantitativa degli stimoli recepibili al naso è molto più complessa di quella che interessa altri sensi. Un colore è dotato di una lunghezza d’onda e intensità quantificabili, un tono è dotato di frequenza e volume è possibile quindi determinare la risoluzione di queste modalità, e di conseguenza calcolare il numero di toni e colori discriminabili. Ma un odore? In questo caso non è così semplice perché dimensioni e confini di uno stimolo olfattivo non sono noti in quanto difficilmente quantificabili, come se non bastasse questi stimoli sono generalmente il risultato di complesse misture di componenti odorose diverse, tanto per capirsi il profuno di una rosa è la composizione di 275 componenti di cui solo una parte contribuisce all’odore percepito. Tanto per avere un’idea delle complesse macchine che siamo, il nostro range di distinzione delle lunghezze d’onda è compreso fra 390 e 700 nanometri, che tradotto in colori significa una palette da 2.3 a 7.5 milioni di colori. Mentre parlando di suoni le frequenze che ci interessano sono comprese fra i 20 e i 20 000 Hz, che significa circa 340 000 differenti toni, per quanto riguarda gli odori, Leslie Vosshall, non ha accettato la vecchia stima dei 10 000 mai validata, e ha voluto provare un’ulteriore valutazione.

128 componenti odorosi sono stati selezionati fra quelli maggiormente distribuiti negli stimoli olfattivi percepibili, per creare differenti miscele a 10, 20 e 30 componenti in cui la fondamentale differenza è data dalla percentuale di presenza di ogni componente. Queste miscele sono state studiate per non essere nulla di particolarmente riconoscibile, più che altro un’accozzaglia di odori, spesso sgradevole. A ogni volontario sono state presentate le misture in gruppi di tre fiale di cui due con odore simile e uno marcatamente diverso, che i volontari dovevano riconoscere. Ognuno di loro si è sottoposto a 264 valutazioni. Risultato, tenendo conto del numero di volte in cui i soggetti sono stati in grado di discriminare le differenze olfattive e le combinazioni totali possibili di miscele a 10, 20 e 30 componenti su una base di 128 disponibili, i ricercatori hanno stimato il numero di stimoli olfattivi distinguibili attorno al trilione. Sebbene questo limite inferiore, dicono gli scienziati, sia di molto superiore agli stimoli cromatici o tonali distinguibili, è probabilmente una stima molto inferiore alla realtà

Non a caso diceva Gandalf “quando sei in dubbio Meriadoc, segui sempre il tuo naso!”.

Crediti immagine: Daniel70mi, Flickr

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