ULISSEWHAAAT?

Del pandasutra e della longevità dei pappagalli

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – Che la riproduzione dei panda giganti in cattività sia una delle sfide più grandi nell’ambito della conservazione, non è una novità. Eppure è probabile che, salvo appassionati degli ursidi bicolore, non siano in molti a sapere cosa davvero comporti cercare di farli accoppiare. A illuminarci arriva il racconto di chi, proprio ora, se ne sta occupando allo zoo di Edimburgo, dove la coppia di panda Tian Tian e Yang Guang è caricata di molte aspettative in attesa della finestra di 36 ore durante la quale dovrebbe avvenire l’accoppiamento. Lo scorso anno Tian Tian era rimasta incinta, ma dopo l’impianto dell’ovulo, avvenuto con successo, purtroppo la gravidanza si è interrotta per motivi sconosciuti. A volte, spiegano gli esperti, questo succede a causa dello stress. Le femmine di panda, come molte altre specie animali tra le quali linci, ermellini e tassi, hanno un unico ciclo mestruale all’anno. Questo, insieme al fatto che si tratta di animali piuttosto solitari e in natura ne restano meno di 1.600, rende le cose un po’ più complicate.

Geografia dei successi del pandasutra e monitoraggio di Tian Tian

Se la Cina ha raggiunto ottimi risultati nella riproduzione dei panda, e non da meno sono stati gli Stati Uniti, subito dopo troviamo gli zoo di Madrid e Vienna, che lo scorso anno sono riusciti a ospitare alcuni piccoli. Nel Regno Unito si fa invece sentire la mancanza di successi, e nonostante le coppie di panda ospitate negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso allo zoo di Londra, un cucciolo ancora non si è visto. Ogni animale vale oltre 700.000 euro, e viene “prestato” dalla Cina per un periodo di affidamento di dieci anni, terminato il quale va restituito. Lo zoo di Edimburgo, dicevamo, sta ora investendo numerose risorse nel tentativo di avere il suo primo cucciolo, e ad assistere il personale ci sono uno specialista in riproduzione di panda cinese e un esperto di fecondazione artificiale dal Leibniz Institute of Zoo and Wildlife Research di Berlino.

Come si svolge la routine di controllo di Tian Tian? Come spiegano gli esperti dello zoo, che lavorano spalla a spalla con gli endocrinologi del QMRI (Queen’s Medical Research Institute), l’attività principale riguarda il monitoraggio quotidiano del livello di estrogeni, che in prossimità dell’ovulazione aumentano sensibilmente. Gli esperti effettuano i controlli tramite analisi delle urine: Tian Tian è stata abituata a urinare sempre nello stesso posto, una piccola tana con pavimento di calcestruzzo pensata per rendere più facile la raccolta dei campioni.

Siccome la procedura non era già abbastanza delicata, in preda ai picchi ormonali Tian Tian ha ben pensato di modificare la sua routine, e se un tempo era solita far pipì nella tana prestabilita come prima attività mattutina, ora urina in maniera casuale sulla terra o sull’erba. I ricercatori hanno perciò cominciato a monitorarla con delle telecamere a circuito chiuso (a questo link invece la Pandacam dedicata al pubblico), e quando possibile si precipitano a raccogliere l’urina con alcune siringhe. Quando possibile perché, nonostante tutto l’immaginario di “carini e coccolosi” che circonda questa specie, gli esperti di Edimburgo assicurano che i due panda potrebbero tranquillamente staccare il braccio a un ospite indesiderato che provasse a infilarlo nella gabbia.

Il gran finale e l’attesa

Per preparare il fatidico incontro, i due panda sono stati spesso spostati l’uno nella gabbia dell’altra in modo da abituarli al reciproco odore (simulando ciò che accade in natura). Al momento giusto, previo controllo degli ormoni dello stress di Tian Tian, avverrà l’accoppiamento. In seguito, accertata la gravidanza, l’epopea sarà tutto fuorché conclusa. Se la primavera ricca di bambù fresco è infatti il periodo più propizio per gli accoppiamenti, la calda estate, con bambù asciutto e legnoso, può infatti portare le femmine di panda a entrare in pseudo-gravidanza. In questo periodo l’uovo fertilizzato si limita ad “attendere” nell’utero, e fino all’autunno è impossibile capire se sia un corso una vera gravidanza o meno. Ed è così che a Edimburgo si monitora pipì di panda, e noi qui aspettiamo sperando di vedere presto grossi titoli che annunciano cuccioli di panda scozzesi.

La compagnia allunga la vita

Siccome di coppie animali si parla, questa settimana vale la pena menzionare anche uno studio viennese sui pappagalli cenerini pubblicato su PLoS ONE, che apre tutta una nuova parentesi sui telomeri, le regioni terminali dei cromosomi associate all’invecchiamento cellulare. Alcuni studi condotti su animali si erano già confrontati con il legame tra lo stress e l’accorciamento precoce dei telomeri (nel caso dei topi, per esempio, avviene se vivono in ambiente sovraffollato), ma che in alcune specie potesse contribuirvi anche la solitudine, questo non si sapeva. Seppur in Austria sia vietato tenere un pappagallo cenerino in cattività in isolamento, infatti, questo accade sovente e ha concrete conseguenze sulla durata della vita. Il team di Denise Aydinonat ha esaminato i campioni di DNA di svariati esemplari di età variabile (da uno a 45 anni), e scoperto che animali coetanei avevano telomeri molto differenti – e una conseguente ridotta aspettativa di vita se erano più corti – quando vivevano da soli o in compagnia. Un po’ come succede agli esseri umani, se trascorrono lunghi periodi in condizioni di deprivazione o sottoposti a stress di tipo sociale. Troppa solitudine e troppo stress accorciano la vita (e non solo ai pappagalli). 

Fonti: The Conversation, Edinburgh Zoo

Crediti immagine: Stéfan, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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