CULTURA

Si fa presto a dire green #ijf14

WP_20140430_003CULTURA – È cominciata ieri 30 aprile lʼottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e la redazione di OggiScienza cʼera.

In mattinata si è tenuto il panel “Si fa presto a dire green” nel quale giornalisti, ragazzi e rappresentanti delle aziende hanno condiviso la loro esperienza sul progetto di sensibilizzazione ambientale “giornalisti Nellʼerba” che coinvolge bambini e giovani in attività di giornalismo. Ne abbiamo parlato con Paola Bolaffio, ideatrice e direttrice del progetto.

“Il progetto è nato nel 2006 quasi per caso quando con un gruppo di bambini abbiamo pulito una zona del Tuscolo ai Castelli Romani. Il motivo principale che ci ha spinto a lavorare con i ragazzi è che riteniamo che la cassetta degli attrezzi del giornalista sia utilissima per chiunque: dai bambini agli adulti, dai consumatori ai lettori. E questo perché le persone, quando assumono il ruolo di giornalista, si sentono investite di un ruolo per cui si è liberi di fare domande, anche stupide, ottenere risposte e anche a fare ulteriori domande per cercare di capire al meglio.”

Dopo otto anni il progetto ha formato una rete di quasi 6000 gNe (giornalisti Nellʼerba) e solo questʼanno ha coinvolto 500 ragazzi provenienti 6 scuole di Roma e provincia (dalle elementari fino allʼuniversità), 20 relatori e circa 20 docenti universitari. I ragazzi hanno infatti partecipato a quattro workshop, ognuno dei quali verteva su un particolare tema legato al “green” e prevedeva lʼincontro tra studenti, giornalisti, ricercatori, rappresentati di alcune aziende e rappresentanti delle istituzioni.

Quanto cʼè di “verde” in un prodotto? Davvero i prodotti che troviamo nei supermercati sono ecologici come si professano? Come si misura la sostenibilità, lʼimpatto che ha un prodotto sul nostro pianeta? Può una multinazionale essere green? Il ciclo di workshop, che si è tenuto all’Università di Roma Tor Vergata e che è stato premiato come “Fuoriclasse” e sostenuto dalla Regione Lazio, ha prodotto quattro inchieste multimediali che sono state presentate in anteprima proprio al Festival del Giornalismo e saranno disponibili online dal 7 maggio*. Se ne volete un assaggio potete dare unʼocchiata al canale YouTube di gNe.

Ilaria Romano, capo ufficio stampa di “giornalisti Nell’erba”, ha raccontato la sua esperienza con i bambini e i ragazzi: “i piccoli sono quelli che sorprendono di più: sono i più freschi, senza sovrastrutture, fanno domande che possono mettere in difficoltà” e prosegue “non abbiamo formato giornalisti: dopo questi quattro workshop i ragazzi sono diventati cittadini più attenti, lettori più attenti, consumatori più consapevoli”.

Sarà vero? Giudicatelo da voi! Al panel è intervenuto anche Eric Barbizzi che a 10 anni è il responsabile esteri del progetto gNe vista la sua abilità con la lingua inglese. Lʼintervista nel podcast.

Possiamo spiegare il senso dellʼintero progetto “giornalisti Nellʼerba” con una singola parola, anzi, con un hashtag: #greenicità. Volete sapere cosa significa e perché è stata coniata? Non avete che da ascoltare il podcast!

Ascolta Paola Bolaffio:

Ascolta Eric Barbizzi:

* Dal 7 maggio, come promesso, sono stati messi online i materiali relativi alle inchieste dei “giornalisti Nell’erba”, ecco i link ai materiali online:

Inchieste

Interviste

Singoli articoli

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

4 Commenti

  1. L’intervento di Eric mi sembra che abbia toccato un tema centrale nel contesto generale della cultura di massa del TERZO MILLENNIO. La “distrazione” dei media dalle questioni ambientali tipo: residui plastici che perdurano mille anni, la salubrità dell’acqua nelle bottiglie di PET , l’amianto, il ddt, diossine, inquinanti organici e non, metalli pesanti ecc. ecc. che potrebbero essere discusse anche animatamente in un Bar, lasciano il posto alle accese discussioni sportive, per il semplice fatto che le persone ne “sanno” di più di calcio che di scienza. Questa scarsa competenza scientifica si avverte facilmente; gli studenti per esempio non sono abituati a leggere neanche le etichette di ciò che bevono e mangiano. A scuola si parla pochissimo di tali questioni, esse non appartengono ad un fare e studiare abituale. Si parla e si discute di ciò durante eventi “eccezionali” che possono capitare neanche una volta nell’intero anno scolastico. Questa eccezionalità della conoscenza scientifica anche di quella cosiddetta green, relega la cultura annessa in un secondo piano rispetto agli eventi sportivi che si susseguono quasi giornalmente con ampia diffusione nei giornali e nella televisione. Credo che sarebbe necessaria ” una sana spettacolarizzazione” della scienza che possa togliere un po di scena al calcio visto e parlato. Purtroppo in Italia tranne P. Angela, e M. Tozzi non mi vengono altri nomi di divulgatori scientifici che hanno contribuito a sdoganare la scienza green e non, dal buio del’incultura. Ancora molto di deve e si può fare in Italia per apprezzare assieme alla “BELLEZZA DELL’ARTE”, anche la “BELLEZZA DELLA SCIENZA.

  2. Molto interessante ed importante questa iniziativa quindi un sincero plauso agli ideatori.

    In merito vorrei però fare una raccomandazione per evitare che con l’aggettivo “green” semplicemente si lasciasse intendere che tutto quello che viene presentato con quella “etichetta” sia bello e giusto, perchè purtroppo non è sempre vero.

    Un esempio quanto troppo spesso viene detto speculativamente sull’energia, confondendo sempre più le idee di chi non è già un esperto del settore.

    Lieto eventualmente di rendermi disponibile per parlarne, perchè l’argomento energia è una di quelli tra i più importanti per un Paese moderno ed avanzato e che vuole continuare a progredire, conservando il benessere che abbiamo conosciuto e creando le condizioni perchè questo possa proseguire anche per i nostri piccoli discendenti.

    Troppo spesso l’informazione e la divulgazione su questo tema è fuorviante, demagogica e centrata soprattutto su aspetti emotivi e sulle paure. Nulla di più errato, costoso e controproducente.

  3. Perchè non dice semplicemente che Blog e giornalisti Green , politica , ricerca, utility pubbliche energia Eni Enel ecc sono semplicemente in associazione a delinquere , in cambio dei $$ di falsi investimenti fatti con i soldi presi dalle tasche degli ignari Italiani e dalla bolletta elettrica ?

    Ma ora devo finire il mio piatto di fagioli , prodotti sulle rive del Sarno sotto attento controllo pubblico

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