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Il topo è paterno se gli spegni il sensore per i feromoni

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RICERCA – I topi mostrano comportamenti chiari e piuttosto stereotipati nei confronti dei piccoli: se sono maschi vergini, attaccano i cuccioli. Se sono femmine o maschi che hanno già fatto esperienze sessuali, allora diventano materni e paterni e si occupano della cura dei cuccioli.

Stando a uno studio appena pubblicato su Nature, il comportamento genitoriale (nei topi) si modifica attraverso l’esperienza sessuale e l’aggressività mostrata dai maschi vergini è indotta dall’attivazione dell’organo vomeronasale, che funziona come un sensore per i feromoni, inviati anche dai neonati. Perciò se, come hanno fatto i ricercatori delle università di Harvard e di Ginevra, si inibisce il lavoro di questi circuiti e la loro capacità di “sentire” i feromoni, allora l’aggressività si placa e i topi vergini mostrano atteggiamenti paterni nei confronti dei più piccoli.
I ricercatori hanno anche indagato sul ruolo della galanina – un neuropeptide che svolge il ruolo di neurotrasmettitore – e hanno scoperto che la diminuzione indotta dei neuroni che esprimono la galanina fa aumentare l’aggressività nei confronti dei cuccioli da parte dei topi vergini e fa diminuire le cure parentali da parte di maschi e femmine già accoppiati. Se, invece, i neuroni vengono sottoposti a stimolazione luminosa succede l’esatto opposto. Sarà così anche per l’uomo?

 

Crediti immagine: BRAYDAWG, Flickr

3 Commenti

  1. Sarà così anche per l’uomo? Desmond Morris, non ricordo in quale suo libro, scrive che al maschio (umano) senza figli, la vista di bambini piccoli dà restrizione delle pupille, come per escluderli. Se invece ha dei figli, le pupille si dilatano anche con bambini non suoi. Nella femmina umana, invece, le pupille si allargano sempre, che abbia o meno figli.

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