martedì, Settembre 29, 2020
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Far lezione troppo presto compromette l’apprendimento

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SCOPERTE – Il mattino avrà anche l’oro in bocca, ma se si parla di apprendimento è tutta un’altra storia. Una ricerca pubblicata sul Journal of Educational Psychology ha scoperto che gli studenti di ceto medio e alto delle scuole elementari hanno performance peggiori quando iniziano le lezioni molto presto al mattino. Risultati mediocri, più assenze e calo dell’attenzione.

I ricercatori dell’Università del Kentucky si aspettavano un risultato simile, ma pensavano fosse maggiormente circoscritto al ceto basso, identificato in questo caso nei bambini che usufruiscono di prezzi agevolati alla mensa scolastica o vi hanno accesso gratuitamente. Dalla ricerca è emerso invece l’opposto, e secondo gli scienziati la motivazione va cercata nel fatto che i bambini più svantaggiati sono, a prescindere dagli orari di inizio delle lezioni, già soggetti a numerosi altri fattori di rischio.

La ricerca ha elaborato i dati raccolti in 718 scuole elementari pubbliche del Kentucky, valutando le performance scolastiche in base a un test standardizzato, che copriva i vari ambiti di studio dalla lettura alla matematica, dalle materie scientifiche all’educazione civica. Gli scienziati hanno inoltre tenuto in considerazione il tasso di presenza alle lezioni e il rapporto tra il numero di studenti e quello degli insegnanti nelle scuole. “La relazione tra gli orari più mattinieri e le performance mediocri può essere spiegata con le conseguenze fisiche, comportamentali e psicologiche della privazione del sonno”, spiegano gli scienziati. “Gli studenti possono, perciò, perdere la capacità di rimanere attenti e concentrati in classe”. Se i bambini non dormono abbastanza, inoltre, possono alzarsi la frequenza e la gravità delle patologia che li colpiscono.

Un’altra scoperta inaspettata, spiega il team di scienziati, sono stati i voti più alti ottenuti dagli studenti che ripetevano gli anni scolastici in scuole in cui le lezioni iniziavano più tardi. “Per quanto ne sappiamo, si tratta del primo studio che esamina il rendimento degli studenti in relazione all’orario di inizio delle lezioni. Per questo è complesso trarre conclusioni definitive dalla scoperta”, spiega Peggy Keller, leader del team di scienziati. “In ogni caso, basandosi sul fatto che gli altri indicatori delle performance scolastiche aumentavano iniziando le lezioni più tardi, una possibile spiegazione è che una volta che lo studente medio inizia a migliorare, quelli che hanno difficoltà nell’apprendimento fanno fatica a mantenere lo stesso ritmo”.

Crediti immagine: reynermedia, Flickr

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Eleonora Degano

Eleonora Degano

Editor, traduttrice e giornalista freelance
Biologa ambientale, dal 2013 lavoro nella comunicazione della scienza. Mi occupo soprattutto di animali e autismo. Oggi faccio parte della redazione di OggiScienza e traduco soprattutto per National Geographic e l'agenzia LEAP di Londra. Ho conseguito il master in Giornalismo scientifico alla SISSA, Trieste, e frequento il master in Disturbi dello spettro autistico dell'Università Niccolò Cusano. Nel 2017 è uscito per Mondadori il mio libro "Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie". #ActuallyAutistic
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