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Vita aliena? Servono gli oceani

7348953402_d3bbf503a9_bSCOPERTE – Un team di ricercatori della University of East Anglia ha portato la ricerca di vita aliena su altri pianeti a un passo successivo, spiegando in un recente paper che il fattore determinante affinché questa si sviluppi sono gli oceani. Per studiare le condizioni sui pianeti simili alla Terra, come spiegano gli scienziati, finora ci siamo concentrati principalmente sull’atmosfera, simulandola con modelli al computer. In secondo piano sono così passati gli oceani, il cui ruolo è invece fondamentale specialmente per l’effetto che sortiscono sul clima e dunque sull’abitabilità del pianeta stesso.

Come si legge sul paper, pubblicato sulla rivista Astrobiology, i ricercatori hanno simulato i movimenti delle acque oceaniche su un pianeta che potrebbe (ipoteticamente) ospitare la vita, per scoprire in che modo differenti velocità di rotazione dei pianeti influenzassero il trasporto del calore in presenza degli oceani. Come spiega David Stevens, “il numero di pianeti che scopriamo fuori dal nostro sistema solare è in continuo e rapido aumento. Questo studio aiuterà a chiarire se questi pianeti potrebbero effettivamente ospitare vita aliena”. Sappiamo che molti sono del tutto inabitabili, specialmente in quanto si trovano troppo vicini o troppo lontani dai loro rispettivi soli.

Il fattore determinante che ne consegue, oltre a questo, è la temperatura alla quale per il pianeta sarebbe possibile avere acqua liquida, e proprio da questo emerge l’importanza dell’impatto sortito dagli oceani sul cima. “Gli oceani hanno un’immensa capacità di controllare il clima. Sortiscono effetti benefici perché fanno sì che la temperatura in superficie risponda molto lentamente alle modifiche stagionali nel calore solare. In più aiuta a garantire una certezza, quella che i cambi di temperatura attraverso le varie zone di un pianeta si mantengano a livelli tollerabili”, commenta Stevens. Marte ad esempio si trova nella zona abitabile del Sole, ma non ha oceani e la temperatura rimane perciò proibitiva.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: NASA Goddard Space Flight Center, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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