SALUTE

Un’alternativa agli antidepressivi per i pazienti anziani

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SALUTE – Il problema riguarda in Italia più di due milioni e mezzo di persone, circa il 4,4% della popolazione: è questa la stima dell’incidenza della depressione nel nostro paese secondo il rapporto ISTAT “Tutela della salute e accesso alle cure”. Una percentuale che tende a salire quando si considerano le persone più anziane: la depressione colpirebbe infatti quasi una persona su dieci dopo i 65 anni di età.

La diffusione di questo disturbo si accompagna a una crescita nell’uso di farmaci antidepressivi in Italia, con una variazione annua del 5% dal 2006 al 2011. Un aiuto a tenere i sintomi sotto controllo, ma che spesso non risolve del tutto il problema. Soprattutto nelle persone anziane, l’azione di questi farmaci è infatti più lenta, e la completa scomparsa dei sintomi con un trattamento farmacologico sembra riguardare soltanto un terzo dei pazienti. Anche dopo un miglioramento, molti pazienti restano quindi vulnerabili a una ricaduta.

A questo si aggiunge una bassa aderenza alle cure: soltanto una persona su tre segue infatti correttamente le indicazioni del medico e assume i farmaci con continuità.

Per affrontare quella che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità potrebbe diventare entro il 2020 la seconda causa mondiale di disabilità, una ricerca statunitense propone un trattamento alternativo alle tradizionali cure farmacologiche. Un programma di allenamento virtuale, chiamato riabilitazione cognitiva, sembra altrettanto efficace dei farmaci nel trattare la depressione negli anziani.

Non si tratta di un trattamento nuovo: la riabilitazione cognitiva è un programma di attività, spesso basate sull’interazione con il computer, pensate per stimolare alcune specifiche capacità cognitive, come l’attenzione, la memoria, l’orientamento spaziale. La sua applicazione negli ultimi anni ha mostrato successi nel trattamento di alcuni disturbi mentali, come schizofrenia, demenze e anoressia.

Secondo lo studio guidato da ricercatori dell’Institute of Geriatric Psychiatry, a New York, le attività di riabilitazione cognitiva sarebbero utili anche nel rimuovere i sintomi depressivi nei pazienti anziani, agendo più rapidamente di un farmaco antidepressivo. La ricerca ha coinvolto un piccolo gruppo di pazienti tra i 60 e gli 89 anni a cui era stata diagnosticata una depressione maggiore, ma che non avevano risposto agli antidepressivi prescritti. Soltanto quattro settimane di trattamento di riabilitazione cognitiva sembrano essere state sufficienti a migliorare la gravità della depressione in questi pazienti, mentre il gruppo di controllo trattato con il farmaco ha dovuto aspettare tre mesi per mostrare miglioramenti.

Le attività proposte, secondo i risultati pubblicati, hanno mostrato un beneficio anche alle funzioni cognitive dei pazienti sottoposti all’allenamento.

I risultati della ricerca, pubblicata su Nature Communications, sono promettenti ma non definitivi: il trattamento è stato infatti testato su un numero di pazienti ridotto, e non è chiaro se il miglioramento osservato sia dovuto allo specifico allenamento del programma o semplicemente alla stimolazione di essere coinvolti in qualche attività.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: nathanmac87, Flickr

4 Commenti

  1. La CAUSA della depressione” specifica” dei Vecchi è una sola:, la progressiva perdita di autonomia. Tutte le altre sono comuni a tutte le età. Riuscire a surrogare con altri mezzi l’autonomia che si perde è un ottimo rimedio contro la depressione in vecchiaia. NON SERVONO I FARMACI. Se un vecchio non riesce ad aprire una bottiglia di acqua minerale, non sarà certamente il farmaco ad aprirgliela.
    Qualsiasi mezzo che aiuta ill vecchio a riacquistare “AUTONOMIA” come può anche essere la Servoassistenza di un’altra persona, è ilmiglior antidepressivo che il “VECCHIO” potrà avere.

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