CRONACA

Il Nobel per la Pace a Kailash Satyarthi e Malala Yousafzai

Schermata 10-2456941 alle 11.30.49NOBEL – Tra i favoriti c’era Papa Francesco, e sarebbe stato il primo papa a ricevere il Nobel per la Pace nella storia. Poi c’era Edward Snowden, ora in asilo politico in Russia dopo il caso NSA-PRISM, un premio che avrebbe comunicato la fondamentale importanza di trasparenza sulle attività svolte dai governi. I vincitori, annunciati alle 11 a Oslo da Thorbjørn Jagland, sono stati invece Kailash Satyarthi, l’attivista indiano che si batte per tutelare i diritti dei bambini dagli anni Novanta e Malala Yousafzai, l’attivista pachistana che il 9 ottobre 2012 fu colpita dal colpo di pistola di un talebano tornando a casa da scuola, ed è diventata negli anni il simbolo dell’emancipazione femminile nei paesi musulmani per garantire alle donne e ai bambini il diritto all’educazione più volte violato. Il premio Nobel è stato conferito “per il loro impegno contro la sopraffazione nei confronti dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini a un’istruzione”.

L’organizzazione di Satyarthi, Bachpan Bachao Andolan, lotta da anni per porre fine alla sfruttamento dei minori e garantire a tutti i bambini il loro diritto all’istruzione. Il nuovo (mezzo) premio Nobel per la Pace è stato di recente anche vincitore del premio Defenders of Democracy Award (2009), per il continuo impegno nel contrastare analfabetismo, povertà e promuovere i fondamentali diritti sociali. Malala Yousafzai  “has become a leading spokesperson for girls’ rights to education” (è diventata una portavoce importante per il diritto femminile all’istruzione), è stato detto nel discorso di premiazione, svolgendo un’importante ruolo sociale specialmente quando, sotto pseudonimo, scrisse come blogger per la BBC permettendoci di conoscere la dura realtà quotidiana di paesi dei quali conoscevamo solamente quella bellica.

Le candidature pervenute quest’anno erano 278, una lista che non sarà consultabile liberamente prima di 50 anni, ma le ipotesi sui nomi non sono mancate: il Peace Research Institute Oslo (PRIO), organizzazione che non ha legami con quella ufficiale dei Nobel, ha infatti diffuso un’altra lista di quelli che sarebbero stati i candidati certi, basandosi sulle dichiarazioni di alcuni dei proponenti in tutto il mondo. Come potete leggere qui, tra i nomi già molto noti i favoriti del toto-Nobel erano il periodico russo Novaya Gazeta e il ginecologo Denis Mukwege, che da dieci anni in Congo cura le donne che hanno subito violenze sessuali; tra i possibili vincitori c’erano anche i gruppi di attivisti giapponesi contrari alla revisione dell’Articolo 9 della Costituzione, che stabilisce la “rinuncia alla guerra come diritto sovrano della nazione”. E infine un molto discusso Vladimir Putin.

Nella storia del premio solamente una volta fu assegnato a un italiano, nel 1907, a Ernesto Teodoro Moneta per la fondazione di svariate organizzazioni e iniziative per la pace. Lo scorso anno il Nobel per la Pace è invece stato conferito all’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC), “per i suoi estesi sforzi per eliminare le armi chimiche” in tutto il mondo. Il prossimo e ultimo premio Nobel che verrà consegnato è quello per l’economia, che sarà annunciato lunedì 13 ottobre. Secondo i toto-Nobel, i favoriti per quest’anno sono Philippe M. Aghion e Peter W. Howitt, per gli studi condotti sul concetto di distruzione creativa come modello di crescita e la coppia Baumol e Kirzner, per le loro ricerche sulla realtà imprenditoriale.

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Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

2 Commenti

  1. […] Lo scorso anno a portare a casa il prestigioso riconoscimento furono Kailash Satyarthi, l’attivista indiano che si batte per tutelare i diritti dei bambini dagli anni Novanta e Malala Yousafzai, l’attivista pachistana che il 9 ottobre 2012 fu colpita dal colpo di pistola di un talebano tornando a casa da scuola, ed è diventata negli anni il simbolo dell’emancipazione femminile nei paesi musulmani. […]

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