WHAAAT?

Colazione per scimpanzé

Per garantirsi un pasto succulento viaggiano di notte, corrono rischi e pianificano gli spostamenti in anticipo, con grande precisione

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – Spostarsi di notte mentre i predatori sono attivi più che mai e se necessario dormire a metà strada, in itinere. Il tutto in un viaggio che viene pianificato in anticipo, con estrema precisione e un obiettivo ben chiaro in testa: la colazione.

È quanto sono disposti a fare gli scimpanzé (la specie Pan troglodytes verus) per assicurarsi un pasto abbondante, magari a base di quella frutta succulenta ma rara, che va subito a ruba oppure rimane sugli alberi per brevi periodi. Ad esempio i fichi. Lo ha scoperto un team di ricercatori del dipartimento di antropologia dell’Università della California Davis, in collaborazione con Leo Polansky del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia. “In quanto umani ci è familiare la competizione con gli uccelli per determinati tipi di frutta, o con gli scoiattoli per nocciole e noci pecan”, spiega Polansky, “mentre quest’altra gara si svolge tra sfidanti di moltissime specie diverse, in svariati luoghi del pianeta”.

I ricercatori hanno condotto le loro osservazioni al Tai National Park in Costa d’Avorio, nella foresta tropicale, dove hanno monitorato il comportamento di cinque femmine adulte di scimpanzé. Registrando i loro spostamenti, l’orario al quale si svegliavano per partire alla volta dei luoghi di approvvigionamento, i frutti preferiti e i siti scelti per dormire, hanno compilato una “tabella di marcia” dei primati su 275 giorni, attraverso tre periodi di scarsa disponibilità di frutta sugli alberi. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

È così che hanno scoperto che, per garantirsi una colazione come si deve, gli scimpanzé valutano a lungo i pro e i contro, pianificando la destinazione della loro spedizione in anticipo, studiando l’orario di partenza e considerando la “rarità” del loro obiettivo. Questo conferma la grande flessibilità comportamentale di questi primati, nonché le elevate capacità cognitive che li contraddistinguono, fondamentali per ottenere risorse alimentari critiche in un ambiente complesso, in cui esiste un’elevata competizione interspecifica e vanno considerati i cali stagionali di disponibilità di cibo.

@Eleonoraseeing

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Afrika Force, Flickr

 

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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