LA VOCE DEL MASTERMULTIMEDIA

Emilia 3, l’auto solare parte per EXPO

La vettura solare, frutto di un gruppo di lavoro interamente italiano, sarà presentata a Expo 2015 come simbolo di tecnologia sostenibile

emiliatreLA VOCE DEL MASTER – La vettura solare Emilia 3, realizzata da Onda Solare in collaborazione con l’Università di Bologna, è pronta a scendere in pista: partirà dall’Emilia-Romagna per raggiungere Milano, dove sarà esposta a Expo 2015 come simbolo di tecnologia sostenibile. Qui verrà presentata al pubblico il 6 giugno in occasione di “The Sun Trip 2015”, un rally intercontinentale di andata e ritorno per Antalya, in Turchia, sede di EXPO 2016.

Emilia 3 ha già partecipato a importanti competizioni internazionali: nel 2013 ha attraversato il bush australiano, in occasione della World Solar Challenge, come unica rappresentate dell’Italia. E lo scorso dicembre ha affrontato la Abu Dhabi Solar Challenge, classificandosi decima. La prossima tappa sarà la Carrera Solar di Atacama, in Cile, a cui Emilia 3 prenderà parte in aprile 2016.

Tecnologia made in Italy

La monoposto da competizione, in precedenza esposta presso la biblioteca Sala Borsa di Bologna, pesa appena 180 chili, è realizzata in fibra di carbonio e ricoperta da pannelli solari, che le consentono di muoversi senza consumare combustibili fossili. Dispone del pedale del freno e di una manopola sul volante per accelerare: mossa dall’energia del Sole, può raggiungere i 110 km orari e percorrere migliaia di chilometri.

Il team che l’ha realizzata, Onda Solare, è interamente italiano e quest’anno festeggia dieci anni nella progettazione di auto solari. È formato da un gruppo eterogeneo di professionisti e da docenti, ricercatori e studenti dell’Università di Bologna.

Auto adattabili

Alcuni elementi della vettura sono stati importati o forniti da sponsor tecnici, come le 391 celle solari ad alta efficienza provenienti dagli Stati Uniti, ma il team ha sviluppato anche componenti originali. “Dalla nostra collaborazione sono nate numerose innovazioni, legate a materiali compositi, dinamica e cinematica: le prestazioni di Emilia 3 forse non sono pari a quelle di veicoli pensati solo per la gara, ma l’auto è più robusta ed è adatta anche a percorsi off road”, spiega Andrea Zucchelli, professore presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Alma Mater e responsabile della meccanica della vettura.

Le auto solari, inoltre, funzionano anche in caso di maltempo: i possibili problemi relativi all’essenza di luce, per esempio in caso di pioggia o di notte, sono stati risolti con l’uso di batterie ad alta intensità, che garantiscono autonomia all’auto.

Innovazioni futuribili

Un prodotto nuovo, ideato e costruito in Italia, è il motore della vettura, realizzato dal team in collaborazione con un’azienda esterna e l’aiuto di artigiani: “Abbiamo integrato il motore elettrico all’interno delle ruote posteriori, ottenendo una maggiore efficienza. Gli altri team di vetture solari, che acquistano i motori da aziende esterne, sono molto colpiti da ciò che abbiamo realizzato”, afferma Zucchelli.

Intanto gli ingegneri dell’Università di Bologna sono già al lavoro per la costruzione di una nuova auto, che prenderà parte alla World Solar Challenge in ottobre 2017. A detta di Zucchelli il veicolo sarà innovativo rispetto a quanto realizzato fino a oggi, perché, per la prima volta, “non sarà un monoposto concepito per la competizione, ma un veicolo con quattro posti e quattro ruote, pensato per una mobilità sostenibile a misura di cittadino”.

Guarda l’intervista ad Andrea Zucchelli:

Leggi anche: Energia solare: anche le finestre diventano fotovoltaiche

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Onda Solare

3 Commenti

  1. L’auto solare è un’auto elettrica dove le batterie si ricaricano mediante effetto “fotovoltaico” grazie all’energia solare dotata di radiazioni ” Visibili e Uv” dette (radiazioni elettromagnetiche) che danno ai fotoni la possibilità di iniettare nel circuito fotovoltaico lacune ed elettroni. Gli elettroni si dirigono al polo negativo accelerati dall’effetto “GIUNZIONE” p-n, mentre le lacune si dirigono al polo positivo. Chiaramente questo discorso vale per i pannelli al Silicio drogati p ed n. Per nuove tipologie di pannelli solari di nuova generazione basati per esempio sui coloranti sensibilizzati o su multistrati semiconduttori la spiegazione dell’effetto fotovoltaico è più complessa. Credo che come ha fatto l’Università di Bologna allo stesso modo dovrebbero fare il CNR altre Università e magari molti istituti tecnici superiori mediante progetti integrati. Il futuro l’Italia non se lo deve fare capitare addosso come una tegola ma lo deve costruire giorno per giorno. E’ questa la “BUONA SCUOLA” e la “BUONA UNIVERSITA'” dove non si ripetono a memoria appunti di docenti decotti pagati troppo bene per il troppo poco lavoro svolto. Non so quanti docenti di Chimica, Fisica , universitari e non, hanno capito le cose che ho scritto. Non perchè non capiscono ma perchè a scuola i docenti NON STUDIANO PIU’, e perciò non si formano, tanto sono pagati allo stesso modo di coloro che si impegnano, si ingegnano, entrano nei laboratori o fanno un insegnamento scientifico meno noioso e mnemonico. Pasteur diceva NON ENTRATE NEI LABORATORI E LA SCIENZA SARA’ VUOTA , COME MORTA.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: