CULTURA

Robocop alle porte

Realtà e falsi miti sul mondo di neuroscienze e bioingegneria

61l4OuRucjL._SL1024_LIBRI – Quanto manca agli scienziati per essere capaci di costruire alcuni dei più famosi protagonisti dei film di fantascienza, come Robocop o l’uomo bionico? Alessandro Vato, bioingegnere responsabile del laboratorio di Neural Computer Interaction presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Rovereto, ha provato a rispondere a questa e altre domande nel suo libro Arrivano i Cyborg.

Perdere l’orientamento tra le scoperte nell’ambito delle neuroscienze degli ultimi anni è facile: i nuovi filoni di ricerca e lo sviluppo tecnologico hanno portato a risultati prima insperati.

Volendo soprattutto stuzzicare l’appetito dei curiosi, l’autore del libro ha scelto di approfondire un argomento specifico: le Brain Machine Interface, le interfacce cervello-macchina. Alla base di queste interfacce un’idea molto semplice: intercettare e registrare le informazioni che si scambiano i neuroni. L’interpretazione dei segnali trasmessi dal cervello non è solo un obiettivo per gli scienziati, ma anche una speranza per alcuni malati: quante persone possono già avvalersi di impianti cocleari per combattere la sordità? Quali sono gli orizzonti per para- e tetraplegici?

Il libro offre una rapida carrellata delle tecnologie che i ricercatori hanno a disposizione per ascoltare singoli neuroni o intere zone del cervello (attenzione: se scegliamo di raccogliere dati da più neuroni siamo costretti a rinunciare alla qualità del segnale). Dopo aver presentato gli strumenti, Alessandro Vato parte dagli anni Sessanta e ripercorre le principali tappe che, partendo dall’individuazione di alcuni particolari processi neuronali, ci hanno permesso di arrivare ai primi prototipi funzionati di braccia bioniche. Queste braccia vengono guidate dai malati solo immaginando uno specifico movimento grazie all’interpretazione dei segnali trasmessi.

Con il suo antipasto l’autore spera di invogliare i lettori a scoprire di più sulle Brain Machine Interface, magari anche spulciando in qualche rivista scientifica.

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