GRAVIDANZA E DINTORNIULISSE

Gravidanza e dintorni: consigli di lettura

Una raccolta di letture sul mondo della gravidanza e della crescita di un figlio

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GRAVIDANZA E DINTORNI – Agosto, per qualche settimana Gravidanza e dintorni va in vacanza. Perché non sentiate tropo la sua mancanza, però, vi lascia con qualche consiglio di lettura per l’estate. Ci ritroviamo a fine mese!

Quello che alle mamme non dicono
Partiamo da un libro: Quello che alle mamme non dicono, di Chiara Palmerini. Che, da mamma e da giornalista scientifica, prende in esame alcuni dei temi caldi della gravidanza – dalla nausea al parto, dalla fertilità all’indice di Apgar – raccontandoli in modo diverso dal solito: accurato, documentato, ma anche curioso e accattivante. Anche perché sono davvero infinite le strade che si possono prendere parlando di gravidanza: chi l’avrebbe mai detto, per esempio, che i primi test di gravidanza hanno a molto a che fare con la moria di anfibi osservata in anni recenti in Europa e Nord America?

E per chi avesse ancora sete di letture…

Tre cose da insegnare ai tuoi figli, se ti interessa l’ambiente
Considerato che avere un figlio è un’attività poco “ecologica” (costerebbe l’emissione di 10,5 tonnellate di CO2: circa 5 volte tanto le emissioni standard nella vita di una donna, secondo uno studio dell’Università dell’Oregon), su Ensia Rebecca Boyles si chiede come si possa giustificare questa scelta, da un punto di vista ambientale. Per molti, l’importante è che ai nuovi cittadini venga impartita una corretta educazione ambientale, ma per Boyles non basta puntare sul mantra “Riduci, riutilizza, ricicla”. Gli elementi da considerare sarebbero sempre tre, ma diversi: il superamento della polarizzazione politica, quello della fobia per la scienza e il potenziamento del pensiero critico.

Anne Geddes e la meningite
Anne Geddes è una fotografa famosissima per il suo modo delicato e poetico di ritrarre neonati e bambini: su corolle di fiori, come piccoli animali marini, come chicchi di cereale in una spiga ancora tenera. Forse meno nota, però, è una serie di immagini dedicate a sopravvissuti di malattie da meningococco. La serie si intitola Protecting our tomorrows, e la fotografa ne parla qui. E per saperne di più, qui c’è un’intervista di Tara Haelle a Geddes.

Il grande valore di una foto ricordo
Ancora sulla fotografia, non come progetto sociale ma come bisogno intimo. Nel suo blog  su La Stampa, Gianluca Nicoletti racconta dell’associazione Now I lay me donw to sleep, che forma fotografi volontari perché offrano ai genitori che perdono un bimbo (anche in caso di morte in utero), un servizio fotografico per ricordarlo.

Per ricordare cosa succedeva in gravidanza, chiedi a Google
Google ricorda tutto. Per esempio, che cosa preoccupava una mamma durante la gravidanza o nei primi anni di vita del suo bambino. Per ritrovare quelle “care memorie”, magari un po’ sbiadite, basta guardare la cronologia delle proprie ricerche su Google, che è diventato una sorta di manuale universale di riferimento a cui le donne incinte o le neomamme si rivolgono per cercare aiuti, suggerimenti, consigli. È quello che racconta di aver fatto Jennifer Richler, nel blog Motherlode.

Leggi anche: LIBRI – I consigli di OggiScienza per l’estate

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Credit immagine: www.montelius.info, Flickr

Valentina Murelli
Giornalista scientifica, science writer, editor freelance

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