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Effetti della cannabis sul cervello: la variabile è il tabacco

Valutare gli effetti della cannabis sulla salute è complicato specialmente quando parliamo di quella respiratoria, perché gran parte degli utilizzatori fa anche uso di tabacco. Ma la questione si estende anche al nostro cervello

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SALUTE – Nelle ricerche che studiano gli effetti della marijuana sulla nostra salute, l’elemento “tabacco” è sempre difficile da gestire. Finora è accaduto spesso che si cercasse di escludere dalle indagini gli utilizzatori di marijuana che erano anche fumatori: tra le difficoltà più importanti nel valutare gli effetti c’è, per esempio, proprio la possibilità che difficoltà respiratorie siano presenti già prima (per via delle sigarette, ma non necessariamente legate all’utilizzo di cannabis).

Da un rapporto di qualche mese fa pubblicato su Addiction, che -chiarendo con precisione i limiti di tuta la letteratura scientifica riguardante la cannabis- ha fatto il punto sugli ultimi 20 anni di ricerca, è emerso questo: poiché molti consumatori di cannabis fumano anche sigarette, tra le sfide più grandi c’è quella di stabilire i rischi respiratori. Uno studio condotto su 1037 ragazzi neozelandesi, seguiti fino ai 26 anni, ha riportato una ridotta funzionalità respiratoria in quelli che avevano sviluppato una dipendenza. Un follow-up seguente non ha replicato la scoperta. Un altro studio statunitense ha coinvolto più di 5000 partecipanti, seguiti per 20 anni, scoprendo che se fumare cannabis in modo contenuto (da tre a cinque joint al mese) aumentava la funzionalità respiratoria, per l’azione bronco-dilatatoria del THC, il fumo quotidiano invece la diminuiva.

Negli ultimi studi l’approccio sta cambiando, e gli scienziati monitorano gli effetti della cannabis sul cervello considerando la compresenza di utilizzo di cannabis e tabacco come un ulteriore spunto. I ricercatori del Center of Brain Health dell’Università del Texas, a Dallas, hanno scoperto che esistono notevoli differenze tra il cervello di chi fuma sigarette e fa uso di marijuana e quello di chi invece si limita alla marijuana.

Nello studio pubblicato su Behavioural Brain Research i ricercatori riportano un nuovo tipo di associazione tra ridotto volume dell’ippocampo -un’area del cervello associata all’apprendimento e alla memoria, nota per gli effetti in seguito a utilizzo cronico di marijuana- e l’utilizzo di marijuana, quando le persone fumano anche sigarette. Cosa succede nella quotidianità a una persona qualsiasi che ha un ippocampo più piccolo (e anche a chi fa uso di sola cannabis o di solo tabacco)? Normalmente minori sono le dimensioni dell’ippocampo, più scarse risultano le funzioni mnemoniche. A stupire i ricercatori è stato il fatto che per chi faceva uso di marijuana e tabacco insieme il risultato è stato l’opposto. A un ippocampo più piccolo corrispondeva una performance migliore in termini di memoria, cosa che non accadeva nel caso di uso di sola nicotina o sola cannabis.

Per il gruppo di partecipanti marijuana+tabacco, un’ulteriore scoperta ha sorpreso ancor di più gli scienziati: il numero di sigarette fumate al giorno si è rivelato correlato alla “gravità” del calo di volume dell’ippocampo, ma allo stesso tempo a una performance cognitiva migliore. “Più o meno il 70% delle persone che fa uso di marijuana fuma anche tabacco”, commenta Francesca Filbey, prima autrice della ricerca. “Le nostre scoperte chiariscono perché gli effetti della marijuana sul cervello non possono essere considerati validi per la maggioranza della popolazione che ne fa uso: gran parte degli studi non tiene in considerazione l’uso di tabacco. Il nostro è tra i primi a discernere tra gli effetti unici di ognuna delle due sostanza e a confrontarli con l’utilizzo combinato”.

A fronte dei dati, sembra un approccio più sensato quello che prende in considerazione gli effetti combinati. Basta pensare, fa notare Filbey, che per preparare i cosiddetti blunt si può usare le foglie pressate di tabacco. E che negli spinelli la marijuana viene mescolata anche con il tabacco. “Serviranno ulteriori studi per chiarire gli effetti combinati”, precisa la ricercatrice, considerando anche che la sua indagine è stata portata avanti su un numero di partecipanti piuttosto esiguo, 90 persone, divise in quattro gruppi in base all’utilizzo di cannabis, cannabis+tabacco, solo tabacco, nessuno dei due. “È importante chiarirli per poter finalmente comprendere quali sono le conseguenze per la nostra memoria e a livello comportamentale”, specialmente mentre ci si avvicina all’utilizzo terapeutico della cannabis.

@Eleonoraseeing

Leggi anche: Il consumo abituale di cannabis provoca falsi ricordi

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Manuel, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

7 Commenti

  1. Ma quanto accanimento-ricercatore su questa pianta… Immagino che se si facesse lo stesso con qualsiasi alimento uscirebbero gli stessi dubbi e gli stessi problemi. Si deve trovar per forza qualcosa da dire o ridire. Sembra un sintomo psicopatico. Io ho avuto per amici e/o conoscenti consumatori (fin da ragazzi) e posso assicurare che quasi tutti, almeno finché li frequentavo stavano meglio di me. Ovviamente mi riferisco a quelli che non abusavano d’altre sostanze. Ma conobbi varie persone anziane che ai loro tempi manco sapevano che cos’era ‘sta pianta ma vissero malissimo a causa dell’abuso del semplice (e sacralizzato dalla religione cristiana) vino domestico. Voglio però ricordare il grande matematico-astronomo e poeta Omar Khayyàm che nelle sue “Rubaiyyat” manifesta passione e celebra proprio tal bevanda, benché vivesse in terra islamica, disdegnando invece la cannabis. Probabilmente al suo cervello il vino abbondante non faceva troppo danno. Credo che ogni sostanza valga per la natura di ciascun uomo una storia diversa, esclusi eccessi scriteriati e materie chiaramente e palesemente velenose per tutti. Fra le pochissime sostanze quasi sempre innocue e quelle quasi sempre dannose giudico vi sia una lunga mediana, o un largo intervallo, che non si può catalogare con certezza e i cui effetti dipendano dai diversi organismi e da tantissime altre variabili difficili da rilevare.

  2. interessante @federico il video di questo articolo di prodotti biologici, spiega esattamente com’è andata, certo che l’affare l’abbiamo fatto!!! poveri noi!!!

  3. Il tabacco unito all’erba è qualcosa che va completamente a interferire con la vera potenza della marijuana. Usando un vaporizzatore le differenze sono ben visibili!
    Grazie per l’articolo, molto interessante

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