COSTUME E SOCIETÀULISSE

Sì, arrossiamo anche online

Pare che fare acquisti imbarazzanti online non ci renda affatto più rilassati rispetto a farli in pubblico

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COSTUME E SOCIETÀ – Magari non ci vede nessuno perché siamo a casa nostra, da soli e con le serrande abbassate, ma a quanto pare se acquistiamo qualche cosa di imbarazzante online, come prodotti per l’incontinenza o per la disfunzione erettile, arrossiamo come se fossimo in un negozio insieme ad altre persone. A suggerirlo uno studio pubblicato sul Journal of Consumer Psychology, basato su una serie di sondaggi online.

In un primo sondaggio i ricercatori hanno chiesto a 177 persone di descrivere le situazioni che provocavano loro imbarazzo, pubblicamente o in privato. “Quello che è emerso – spiega uno degli autori – è che a imbarazzare è il momento dell’acquisto online, non quello dell’arrivo del pacco al proprio domicilio, e secondo noi questo deriva dal fatto che nel primo frangente, sia che siamo soli che con altre persone, spesso per alcuni prodotti proviamo una qualche forma di giudizio negativo nei nostri confronti.”

Un secondo round di interviste ha coinvolto 124 persone a cui è stato presentato un contesto di acquisto ritenuto imbarazzante: comprare dei medicinali per l’incontinenza, e il risultato è stato il medesimo: l’intensità dell’imbarazzo non era inferiore se l’acquisto avveniva in privato e online. Anzi, molto spesso era molto più forte.

“Secondo noi ciò deriva dal fatto che in un contesto pubblico l’imbarazzo si evita non appena si riesce a rifuggire il contatto con altre persone, mentre in una situazione privata questo metodo non funziona” proseguono gli autori.

I ricercatori hanno eseguito anche un terzo sondaggio, monitorando gli acquisti di Viagra in 304 uomini con più di 35 anni, che riflette il target di mercato del prodotto. Qui non ha sorpreso notare che l’imbarazzo risultava molto maggiore se il Viagra veniva acquistato per contrastare la disfunzione erettile, rispetto a quando veniva comprato solamente per aumentare il piacere, ed era più alta quando l’acquisto avveniva alla presenza di altre persone.

“Quando facciamo acquisti in pubblico non importa perché stiamo comprando quell’oggetto, perché quello che percepisci è che le persone ti giudicheranno solo per averlo comprato, non per il motivo” continuano gli autori. “In privato invece le cose sono più sfumate, tu sai che stai acquistano il Viagra perché ne hai bisogno e non solo per piacere, ed è lì che scatta l’imbarazzo.”

Le implicazioni di questi fenomeni non sono secondarie anche sul versante sanitario “L’idea che la vendita online di alcuni prodotti sia migliore perché renderebbe le persone più rilassate e quindi più predisposte all’acquisto – concludono gli autori – va rivista, dal momento che l’imbarazzo può inibire i consumatori dall’acquistare certi medicinali importanti o dal praticare sesso sicuro.”

@CristinaDaRold

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: hobvias sudoneighm, Flickr

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

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