L’ape europea, compagna di merende da 9000 anni

Una ricerca lunga e meticolosa fa risalire la raccolta sistematica dei prodotti dell'alveare, tra il Mediterraneo e il Baltico, ad almeno 7000 anni a.C.

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SCOPERTE – Quasi cinquanta ricercatori di svariate discipline e decine di Paesi europei, mediorientali e nord-africani hanno studiato i lipidi rimasti attaccati a 6400 cocci di ceramica, trovati negli scavi di siti preistorici dall’Anatolia alla Scandinavia passando dalla Gran Bretagna e l’Irlanda. Il risultato di anni di lavoro è uscito su Nature, che gli ha anche dedicato la copertina. Le analisi molecolari (1), scrivono gli autori, mostrano che

i contadini hanno sfruttato i prodotti delle api, continuamente e probabilmente estensivamente almeno dal settimo millennio a.C.,  per una varietà di funzioni tecnologiche e culturali. La stretta associazione tra l’Apis mellifera e le comunità contadine del Neolitico risalgono agli albori dell’agricoltura, e può indicare l’inizio di un processo di addomesticamento.

apeannaLa distribuzione geografica e cronologica dello sfruttamento dei prodotti delle api, dal tardo Paleogene in poi, ricalca la diffusione dell’agricoltura, ma a prima vista non sembra così “estensiva”. Possibile che in Spagna, dove una pittura rupestre di almeno 8000 anni fa mostra un uomo che “coglie” un favo attorniato da api innervosite, e in Italia, patria dell’A. mellifera ligustica, fossero così pochi a procurarsi cera e miele? “Erano sicuramente più di quelli che siamo riusciti a mappare”, risponde uno dei ricercatori, l’archeologo Federico Bernardini del MLab al Centro Internazionale per la Fisica Teorica di Trieste, ma il clima mediterraneo non ne ha lasciato tracce sufficienti per riuscire a identificare la cera, malgrado la precisione dei metodi e degli strumenti attuali.

Quelle esistenti bastano a concludere che i contadini di allora non fossero “cacciatori” occasionali, quando capitavano su un alveare selvatico. Appena finita l’ultima era glaciale, si sono messi a raccogliere i favi durante la bella stagione. E forse provavano già ad “addomesticare” le api, le invitavano a stabilirsi vicino ai propri insediamenti, disponendo tronchi cavi, orientati verso sud, al riparo dal vento, accanto a fonti d’acqua fresca, come Virgilio raccomandava a Mecenate nel libro IV delle Georgiche.

(1) Un bel libro in tema, e anche su rapporti più pacifici di ora tra Medioriente, Nord Africa ed Europa: Il pranzo della festa, Garzanti editore. L’autore, Martin Jones dell’Università di Oxford, è il padre di molte tecniche usate per questa ricerca.

Leggi anche: L’impatto umano sul paesaggio nell’età del bronzo

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Crediti immagine 1: Bill Tyne, Flickr

Crediti immagine 2: Anna, l’ape operaia fotografata ma non sfruttata da Luca Mazzocchi/MondoApi.

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