domenica, Giugno 16, 2019
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Quando i genitori puntano troppo in alto, i figli falliscono

Avere alte aspettative per i propri figli fa bene al loro rendimento scolastico, ma se si esagera, fissando obiettivi fuori misura, allora il fallimento è molto probabile.

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RICERCA – Si sa da tampo che il coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei figli è associato positivamente con i loro successi accademici. Eppure non è sempre così. Uno studio recentemente pubblicato dall’American Psychological Association e apparso sul Journal of Personality and Social Psychology rivela come questo coinvolgimento possa portare conseguenze positive quanto negative.

Lo studio ha preso in esame i dati di 3530 studenti delle scuole secondarie tra il 2002 e il 2007 in Germania, considerando aspirazioni e aspettative dei genitori e i voti dei ragazzi su base annuale.
Dall’analisi dei dati ottenuti i ricercatori hanno scoperto che le aspirazioni dei genitori potevano effettivamente stimolare risultati positivi solo quando rimanevano realistiche.

Avere aspettative e speranze sui successi accademici dei propri figli è un bene e può aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. Al contrario, fissare obiettivi troppo al di là delle possibilità realistiche può diventare un vero e proprio veleno per i giovani, fino a portarli al fallimento scolastico. Nei casi in cui i genitori puntavano troppo in alto, gli scienziati hanno osservato che il rendimento dei ragazzi scendeva proporzionalmente.

Per dare solidità ai loro dati i ricercatori hanno effettuato un ulteriore studio sui dati di altri 12 000 studenti negli Stati Uniti. E la conferma che anche in questo caso “il troppo stroppia” è puntualmente arrivata.

Leggi anche: Nutrizione pediatrica: fondamentale il coinvolgimento dei genitori

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Sara Stulle
Libera professionista dal 2000, sono scrittrice, copywriter, esperta di scrittura per i social media, content manager e giornalista. Seriamente. Progettista grafica, meno seriamente, e progettista di allestimenti per esposizioni, solo se un po' sopra le righe. Scrivo sempre. Scrivo di tutto. Amo la scrittura di mente aperta. Pratico il refuso come stile di vita (ma solo nel tempo libero). Oggi, insieme a mio marito, gestisco Sblab, il nostro strambo studio di comunicazione, progettazione architettonica e visual design. Vivo felicemente con Beppe, otto gatti, due cani, quattro tartarughe, due conigli e la gallina Moira.

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