ATTUALITÀ

Il vaccino che ha salvato 17 milioni di vite

Lo riporta l'ultimo aggiornamento sul morbillo dell'OMS. Ma non bisogna abbassare la guardia perché la completa eradicazione del virus è ancora lontana.

ATTUALITÀ – I dati considerano solo i quindici anni appena passati, dal 2000 al 2015, e si riferiscono ad uno dei vaccini mediaticamente parlando più maltrattato . Si tratta del vaccino contro il morbillo, incappato in una lunga diatriba a causa di una frode scientifica – dalla quale è uscito assolto –  che incute ancora parecchio timore ai genitori. La copertura vaccinale per il morbillo in Italia si è fermata nel 2014 all’86,6%, perdendo alcuni importanti punti percentuali in pochi anni. Ebbene, proprio a questo vaccino va il merito di aver salvato circa 17 milioni di vite dal 2000 a oggi, secondo le ultime stime dell’OMS. Il numero di decessi legati al morbillo è calato dai 546 800 casi dell’inizio del secolo ai 114 900 del 2014 grazie all’aumento della copertura vaccinale a livello mondiale. Questo ha dato un’importante marcia in più verso il raggiungimento di uno degli obiettivi di sviluppo dei Millennium Development Goal, o obiettivi del millennio. Si tratta di una lista di otto traguardi definiti dalle Nazioni Unite che i 193 Stati membri si sono impegnati a raggiungere entro il 2015. Il quarto punto di questa preziosa lista riguarda la mortalità infantile, che secondo le Nazioni Unite si sarebbe dovuta ridurre di due terzi entro il 2015. L’obiettivo non è stato ancora raggiunto del tutto, ma la mortalità infantile è comunque scesa del 47% in 25 anni. Buona parte di questo calo è da attribuire proprio alla vaccinazione contro il morbillo.

Questa la buona notizia. L’OMS, d’altra parte, tramite le parole del suo direttore del Dipartimento di Immunizzazione Jean-Marie Okwo-Bele, mette in guardia dalla situazione di stasi nella quale i numeri relativi alla copertura vaccinale sono entrati. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia”, afferma riferendosi alla percentuale di bambini vaccinati almeno con una dose di vaccino anti morbillo, passata dal 72% all’85% tra il 2000 e il 2010 ma rimasta completamente invariata negli ultimi quattro anni. Se questo trend fosse confermato anche nei prossimi anni, difficilmente si potrebbe raggiungere l’obiettivo, stabilito dall’OMS, di eradicare il morbillo entro il 2020. Sebbene in tutte le nazioni il vaccino anti-morbillo sia stato inserito nel piano di prevenzione proposto, solo in 122 (circa il 63%) la prima dose del vaccino è stata somministrata ad almeno il 90% dei bambini. Solo la metà dei bambini a livello mondiale, invece, ha ricevuto la seconda dose raccomandata. Va ricordato che, stando agli studi condotti, la completa eliminazione del virus da una regione si avrebbe solo raggiungendo il 95% di copertura per entrambe le dosi.

Proprio per rincorrere l’eradicazione del virus del morbillo, che ha causato solo nel 2014 114 900 vittime, ben 314 al giorno, continuano serrate le campagne di prevenzione messe in atto dai governi e dagli organi atti a vigilare sulla salute pubblica. Per esempio la Measles&Rubella Iniziative una partnership che vede coinvolti la Croce Rossa americana, le Nazioni Unite, l’UNICEF, l’OMS e il Centre for Disease Control and Prevention americano – ha come obiettivo l’eliminazione del morbillo e della sindrome da rosolia congenita. Grazie all’azione di questa iniziativa e di altre simili, solo nel 2014 221 milioni di bambini hanno potuto usufruire del vaccino anti-morbillo, ben 2 miliardi a partire dal 2000. Nonostante i numeri parlino di una malattia che rappresenta ancora una delle principali cause di morte infantile al mondo con oltre 100 000 casi all’anno, si stima che prima dell’uso diffuso del vaccino le morti causate dalla malattia ogni anno fossero circa 2,6 milioni. Ecco perché il vaccino anti-morbillo è considerato uno dei giocatori più forti mai messi in campo nella storia della medicina preventiva.

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.
Crediti immagine: EPA/Morwan Ali

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