COSTUME E SOCIETÀ

La Forza è potente in questo Robot

Ovvero, come la popolarissima saga di Star Wars ha fornito una molteplicità di spunti per la creazione di automi e tecnologie avanzate

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COSTUME E SOCIETÀ – In questi giorni l’attesissimo (e pubblicizzatissimo) episodio VII della saga di Star Wars sta spopolando in tutti i cinema del mondo: si tratta di un vero e proprio evento globale che, sia in termini di merchandising che di suggestione cinematografica promette di farsi ricordare per un bel pezzo.

In effetti la saga di Star Wars ha sempre avuto un notevolissimo seguito da parte di affezionati fans di tutte le età nel mondo intero, probabilmente perchè, soprattutto negli episodi della prima (e più datata) trilogia, essa si caratterizza per il suo ben calibrato equilibrio tra elementi fiabeschi, fantastici, mistici e tecnologici.

Restando a quest’ultimo aspetto, di sicuro gli autori della epopea, con il loro folto seguito di consulenti scientifici, hanno saputo indovinare o prevedere, con soprendente anticipo di varie decine di anni, alcune scoperte e invenzioni nell’ambito della robotica o dell’intelligenza artificiale che sono oggi già diffuse. O che si svilupperanno e diffonderanno nel prossimo futuro. Passiamo in rassegna alcune tra le più eclatanti “previsioni fanta-tecnologiche” che hanno già trovato un riscontro tangibile.

Il robot antropomorfo C-3PO, molto noto e amato dai fan, è un droide progettato per interagire con gli umani; le sue avanzate unità di controllo gli permettono di comprendere, e parlare quasi instancabilmente, più di sei milioni di linguaggi. I sofisticati algoritmi che esegue anticipano di quasi quarant’anni le funzionalità di Google translator, che, stando alle dichiarazioni dei suoi creatori, nel prossimo futuro consentirà di abbattere le barriere linguistiche e diverrà un sistema di traduzione simultanea universale.

Il piccolo R2-D2, compagno inseparabile di C-3PO, e altrettanto celebre, è un robot versatilissimo e specializzato in un gran numero di compiti: trasmettere messaggi criptati, hackerare le interfacce di computer militari per accedere a dati riservati e, infine, utilizzare i suoi piccoli bracci strumentati per effettuare velocemente delicate riparazioni di navicelle spaziali. Le sue capacità ne fanno un antesignano cinematografico di alcuni modelli di robot contemporanei, in grado eseguire manutenzioni automatiche di sistemi e impianti.

– Sia Darth Vader, servo dell’imperatore e del Lato Oscuro della Forza, sia suo figlio Luke Skywalker, allievo di Yoda e Obi Wan Kenobi e guerriero Jedi in pectore, subiscono interventi di sostituzione di arti amputati o gravemente compromessi. I nuovi arti cibernetici impiantati consentono loro di recuperare pienamente le funzionalità originarie. Proprio come braccia e gambe cibernetiche sviluppate di recente, ormai disponibili anche a costi contenuti.

– In vari episodi della saga, sia l’Armata imperiale che le antagoniste truppe ribelli utilizzano sistemi autonomi o guidati da pilota, per finalità di trasporto, ricognizione o assalto. Ad esempio gli AT-AT (All Terrain Armored Transport), giganteschi veicoli quadrupedi, simili a elefanti, che vengono impiegati dall’Impero per sfondare le linee nemiche. In modo similare, Boston Dynamics realizza oggi robot militari di dimensione più ridotta, ma di analoga ispirazione, da utilizzare per il trasporto rapido di approvvigionamenti o attrezzature.

– Il Dejarik è un gioco simile agli scacchi realizzato tramite un proiettore olografico, a cui il Wookie Chewbacca e R2 D2 si sfidano nell’episodio IV della saga. La stessa tecnologia è stata impiegata (stavolta non solo per finzione) da Microsoft per lo sviluppo della piattaforma HoloLens, che può essere utilizzata anche per avveniristici e sofisticati videogiochi.

Chissà che questa nuova puntata della popolarissima saga, che così tanto ha influenzato in passato il costume e i trend tecnologici, non contenga a sua volta molteplici fonti di ispirazione per la robotica e l’automazione del futuro. Sperando che la saggezza guidi sempre il processo di innovazione. E, comunque, che la Forza sia sempre con tutti noi.

Leggi anche: Aspettando Star Wars VII: come risvegliare i suoni originali

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Gianpiero Negri
Laureato in Ingegneria Elettronica, un master CNR in meccatronica e robotica e uno in sicurezza funzionale di macchine industriali. Si occupa di ricerca, sviluppo e innovazione di funzioni meccatroniche di sicurezza presso una grande multinazionale del settore automotive. Membro di comitati scientifici (SPS Italia) e di commissioni tecniche ISO, è esperto scientifico del MIUR e della European Commission e revisore di riviste scientifiche internazionali (IEEE Computer society). Sta seguendo attualmente un corso dottorato in matematica e fisica applicata. Appassionato di scienza, tecnologia, in particolare meccatronica, robotica, intelligenza artificiale e matematica applicata, letteratura, cinema e divulgazione scientifica, scrive per Oggiscienza dal 2015.

2 Commenti

  1. […] Tuttavia, non c’è mai stata una evidenza diretta di una interazione simile a quella delle particelle materiali tra fasci diversi di fotoni, che è pertanto rimasta per lo più confinata alla letteratura e alla cinematografia fantascientifica: l’esempio più famoso è costituito dalla cosiddetta spada laser, un’arma utilizzata dai cavalieri Jedi e dai loro avversari, i Sith, nella saga di Guerre Stellari (per inciso, OggiScienza ha già affrontato le anticipazioni tecnologiche della famosa antologia hollywoodiana in questo articolo). […]

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