10 app per cominciare bene l’anno

Dai pianeti al cambiamento climatico, dai robot a utili strumenti di misura: ecco le app a tema scientifico che abbiamo provato per voi.

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CULTURA – Se dopo i festeggiamenti di questi giorni siete abbastanza in forze per prendere il vostro smatphone o tablet e vi volete svagare un po’, ecco qualche suggerimento. Un distillato del mare magnum di app disponibili: circa uno 0,00025% delle app pubblicate sui principali store (quattro milioni di app sull’App Sotre di Apple e Google Play a luglio 2015, secondo Statista). App utili, curiose, didattiche, sui temi della scienza e tecnologia, ma non solo. Non il meglio di… ma app scelte con attenzione e provate per voi.

  • TED (in inglese, gratis). Le scuole uccidono la creatività? Se lo chiedeva Ken Robinson nel 2006 e il video della sua conferenza è in testa alla playlist dei video più popolari delle TED conferences. Tantissimi gli argomenti affrontati nel celebre formato conferenza/spettacolo da 18 minuti o meno, all’incrocio tra tecnologia, intrattenimento e design (Technology Entertainment Design, TED appunto). E l’app, provata su iPad, torna molto utile proprio per orientarsi nella vasta offerta. I video possono essere filtrati per novità o popolarità ed è anche presente la ricerca per parole chiave o per lingua dei sottotitoli (più di cento lingue). Un altro vantaggio è la possibilità di cercare tra le playlist, cioè raccolte di video su argomenti affini che possono essere anche scaricate, così come i singoli video, o salvate tra i preferiti. Utile la funzione “sorprendimi” per cercare qualcosa di divertente, bello, coraggioso, ecc…, che duri il tempo che abbiamo a disposizione. Si trova su: App Store Apple, Amazon, Google Play, Microsoft Store.
  • Google Earth (in italiano, gratis). Il mappamondo contemporaneo sempre a portata di mano, a patto di avere un dispositivo sufficientemente performante e una connessione wifi per non vedere prosciugato il proprio credito dati. Si possono scegliere i livelli da vedere sulla mappa: foto (da Wikipedia e Panoramio), voci di Wikipedia, esercizi commerciali, nomi di strade e servizi pubblici. Più minimale la versione Android, anche se integrata molto bene con gli altri siti e servizi Google, come la galleria di mappe create dagli utenti, che a volte rivela interessanti sorprese. Più godibile la versione per iPad, per fluidità e maggiori dimensioni dello schermo. Inserendo il nome di una località si vede quell’effetto zoom inconfondibile che fa letteralmente tuffare nel globo terrestre fino ai minuziosi dettagli di una città vista dall’alto. La riproduzione 3D degli edifici è apprezzabile se si cambia l’inclinazione del punto di osservazione ed è comunque possibile calarsi, con la funzione street view, in un’esplorazione a 360 gradi del luogo reale, ricostruito grazie a fotografie. Si trova su: App Store Apple, Google Play.
  • Exoplanet (in inglese, gratis). L’app, realizzata da Hanno Rein, astronomo dell’Università di Toronto, è di fatto un database aggiornato quotidianamente dei pianeti che si trovano al di fuori del sistema solare, circa 1980 ad oggi. Il database è una lista che è possibile ordinare in base a vari criteri e che riporta i dati salienti dei pianeti, ma è anche fruibile in maniera più visuale e interattiva: ci si può inoltrare nella Via Lattea o al di fuori di essa (con un estensione a pagamento), e scoprire i pianeti anche leggendo le molte informazioni allegate. Con la funzione “realtà virtuale” si può volgere l’ipad (o lo smartphone) verso il cielo e vedere i pianeti extrasolari localizzati nella direzione scelta. Si possono anche creare dei diagrammi di correlazione con tutti i pianeti scegliendo due variabili a piacere (ad es. massa della Terra, periodo orbitale, densità, ecc…). L’app è molto ricca di informazioni, in parte piuttosto avanzate e destinate a chi ha delle conoscenze sulla materia, ma può senz’altro incuriosire e intrattenere chiunque. Tra le estensioni a pagamento la possibilità di controllare un particolare tipo di lampada al LED: in questo modo è possibile simulare la luce presente sui vari pianeti extrasolari. Si trova su: App Store Apple.
  • Earthprimer (in inglese, 9,99 euro). Un libro sul pianeta Terra, ma in forma di app, cioè con grande componente interattiva realizzata ad hoc. Il lettore può plasmare la Terra, al suo interno o sulla superficie, guidato via via alla comprensione dei fenomeni che accadono nella realtà, ma su scale temporali troppo grandi per essere apprezzati. Così si possono creare vulcani, sollevare montagne, modellare col vento dune di sabbia,… Le animazioni sono in gran parte costruite su una porzione di terra in 3D, che si può ruotare e ingrandire a piacere, e sono fluide e veloci. Pur essendo il “pezzo forte” della app, rischiano di diventare un po’ ripetitive. Sono ottimamente intercalate da fotografie di grande impatto che ritraggono gli effetti reali degli stessi fenomeni. L’esplorazione del pianeta è suddivisa in quattro capitoli (interno, superficie, acqua, biomi) più una sezione di modellazione libera nella quale si possono applicare tutte insieme le modifiche (vento, livello del mare, temperatura, ecc…). Forse un po’ limitante il fatto che l’ordine di lettura sia obbligato: la prima volta bisogna “sbloccare” le pagine una alla volta seguendo le istruzioni. Come libro di testo avanzato, per bambini di 9-11 anni, non delude le aspettative. Si trova su: App Store Apple.
  • Skeptical science (in inglese, gratis). L’app nasce dall’omonimo blog, curato da John Cook, e ne condivide l’intento di spiegare cosa dice la scienza, rigorosamente peer review, sul cambiamento climatico, rispetto alle argomentazioni degli scettici. Nella versione per Android le argomentazioni sono suddivise in quattro grandi categorie: non si sta verificando [il cambiamento climatico]; non è colpa nostra; non è male; è troppo difficile contrastarlo. Per ciascuna argomentazione è indicata la versione della scienza, sono inclusi grafici e riferimenti bibliografici. Le più comuni argomentazioni usate dagli scettici del cambiamento climatico entrano nella “top ten”: al primo posto “il clima sta cambiando da sempre”. L’app Skeptical science è in pratica una versione fruibile offline del blog. Si trova su: App Store Apple, Google Play, Opera Mobile Store.
  • How many saturdays? (in inglese, gratis). Quanti sabati avete vissuto nella vostra vita? Questa è una delle delle domande alla quale l’app sviluppata da un team dell’Exploratorium di San Francisco può rispondere. Inserendo la vostra data di nascita avete a disposizione statistiche curiose, come il numero di anni che avreste su saturno o il numero di sogni fatti o di secondi complessivi trascorsi nella vostra vita. Selezionando il numero si accede a una scheda che fornisce spiegazioni sulla stima che c’è dietro, informazioni aggiuntive o clip audio o video. Potete anche vedere quanti sogni avete ancora da fare o quanti secondi vivrete, poiché l’app ipotizza, con le dovute cautele, che la vostra aspettativa di vita sia nella media (americana). Un’app non molto longeva, ma perfettamente riuscita nella sua semplicità e molto godibile, non priva di spunti di riflessione. Si trova su: App Store Apple.
  • Robots (in inglese, gratis). Più di 150 schede con descrizioni, foto e video, su altrettanti robot creati in tutto il mondo. Ricercabili per nome, data, nazionalità, dimensione e tipologia di impiego. Una guida imprescindibile per gli appassionati di robotica. Non manca un quiz, una sezione di news e articoli pubblicati sulla rivista di tecnologia IEEE Spectrum, che è la sviluppatrice della app, una sezione più propriamente educational comprensiva di timeline sulle tappe fondamentali della robotica e un glossario. Si trova su: App Store Apple.
  • Colorimeter (in inglese, 1 euro). App che si propone come strumento per agevolare il lavoro in laboratorio, svolgendo un unica precisa funzione: la misura quantitativa di un colore. Il punto da misurare può essere scelto direttamente sullo schermo smartphone o anche su un’immagine salvata su di esso. La misura è restituita con diversi parametri: RGB, CIE LAB (un modello colorimetrico standard sviluppato sulla percezione umana del colore e indipendente dalla periferica utilizzata), codice esadecimale, ecc… Viene anche mostrato lo spettro visibile in tempo reale. I colori possono essere salvati ed è possibile accendere il flash. Una app che ovviamente non sostituisce uno strumento professionale, ma può essere utile. Si trova su: Google Play.
  • Smart tools (in italiano, 2,99 euro). La cassetta degli attrezzi si fa leggera e smart: in un’unica app ci sono 16 strumenti di misura e conversione. Sono divise in sei gruppi in base al tipo di misura: righello (lunghezza, angolo, pendenza…); unità (conversioni tra unità di tutti i tipi); distanza (altezza, larghezza, area); bussola (comprende un metal detector); suono; luce. Alcuni strumenti sono ormai in dotazione a molti smartphone, ad esempio la torcia o la lente di ingrandimento, ma è comunque comodo averli raccolti insieme ad altri, più insoliti, come il fonometro per misurare i decibel dell’ambiente che ci circonda. Prezioso lo strumento di conversione tra unità di misura diverse, non solo lunghezze e pesi, ma anche consumi di carburante, dosi in cucina. Talvolta sono necessarie procedure di calibrazione non proprio semplici o non è immediato l’uso, ma vengono in aiuto le istruzioni allegate o i collegamenti a risorse video sul web. Si trova su: Google Play.
  • BOINC (in inglese, gratis). Infine un’app che non vi servirà a nulla se non a offrire la potenza di calcolo del vostro smartphone (quando è in carica ed è connesso a una rete wifi) a un progetto scientifico. L’app sviluppata dall’Università della California (BOINC sta per Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) è uno degli strumenti per contribuire al calcolo distribuito, otre a software per Windows, Mac OS X e Linux. Il sistema era stato sviluppato per SETI@home, che verte sull’analisi di segnali radio per trovare tracce di intelligenza extraterrestre. Nell’app è possibile, dopo la registrazione, contribuire a progetti in diversi ambiti: medicina, biologia, fisica, matematica, ecc… Si trova su: Google Play.

Leggi anche: Sempre meno i soldi spesi per la scuola italiana

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Lisa Lazzarato (6 Articles)
mi occupo di comunicazione della scienza e sto sperimentando il giornalismo. mi appassiona la realizzazione di video e animazioni e il mondo della comunicazione visuale.

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