Zika virus: l’OMS chiede prevenzione prima di tutto

L'intervista a due esperti per sapere se l'Italia è pronta ad attuare le misure di sicurezza contro un'eventuale epidemia

“Nell’attuale epidemia di Zika il virus è trasmesso da una specie di zanzara non presente nelle nostre zone, ma sappiamo che la zanzara tigre è in grado di veicolarlo. Per questo nel periodo estivo bisognerà intensificare gli sforzi perché è quello il momento in cui potrebbero avere origine focolai autoctoni.” Crediti immagine: Andreas, Flickr

ATTUALITÀ – La vera sfida per la lotta contro l’epidemia dello Zika virus è il controllo delle zanzare. È quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel suo ultimo comunicato, dove riassume tutti gli strumenti che possono essere messi in azione per contrastare la diffusione dell’epidemia.

Aedes egypti, la zanzara responsabile della trasmissione del virus, è un insetto opportunistico e in quanto tale difficile da controllare, perché si adatta facilmente alle condizioni ambientali anche mutevoli. Lo dimostra la sua capacità di riprodursi in qualsiasi pozza d’acqua stagnante che si raccoglie dopo un temporale o creata artificialmente dall’uomo.

I controlli che oggi l’OMS reclama con insistenza sono misure già adottate a partire dagli anni ‘40. Grazie a tali interventi l’emergenza sanitaria legata alle zanzare è scomparsa a partire dagli anni ‘60 in tutti i Paesi ad esclusione dell’Africa. Il risultato raggiunto, però, ha indebolito l’attenzione. Persi le competenze e gli interessi per la prevenzione, le conseguenze si sono ben presto manifestate con la Dengue che oggi ha un’incidenza di 30 volte superiore rispetto a 50 anni fa.

Ecco allora che l’OMS chiede di reintegrare i sistemi atti a prevenire la diffusione delle zanzare, coinvolgendo l’intera comunità dei cittadini per rendere l’operazione più efficace e meno costosa.
Viste queste premesse, l’Italia è pronta a cogliere l’invito dell’OMS? Per rispondere alla domanda ci siamo rivolti alla dott.ssa Raffaella Angelini, Direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl della Romagna e al dott. Claudio Venturelli, specializzato in Entomologia Urbana e Sanitaria presso il Servizio di Igiene Pubblica della stessa Ausl.

Dott. Venturelli sono già attivi in Italia controlli per scongiurare la comparsa di zanzare capaci di trasmettere virus come lo Zika?

V: In Italia è attivo un progetto promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), che permette la collaborazione tra sei regioni: Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche e Sicilia. Questi territori lavorano in sinergia per monitorare, tra le altre cose, l’introduzione di nuovi vettori. Verificano cioè che non compaiano in Italia altre specie capaci di trasmettere virus come già fa Aedes albopictus, meglio conosciuta come zanzara tigre.

Tale lavoro di coordinazione impone il rispetto di tempistiche, un monitoraggio costante e la condivisione di dati per tenere la situazione sotto controllo. La sorveglianza, che avviene attraverso le ovitrappole, è importante per analizzare la densità delle larve in diverse aree, un dato che poi aiuta a intervenire con migliore precisione e tempestività quando vengono rilevati casi positivi ai virus. Nelle altre regioni invece non ci sono sistemi di sorveglianza tramite ovitrappole altrettanto organizzati, perché è un metodo costoso che richiede una certa professionalità.
Il metodo funziona e questo è un dato di fatto, ma non bisogna mai abbassare la guardia.

Esistono anche collaborazioni a livello europeo?

V: È attiva una collaborazione con la Grecia. Con il progetto europeo Life Conops, è stato allestito un sistema di controllo per intercettare eventuali introduzioni di nuovi vettori.  Stiamo sperimentando una trappola per adulti, controllata in remoto da un computer, che servirà a registrare i parametri ambientali e a catturare zanzare adulte e possibili nuove specie che si adattano a quelle condizioni. 12 sono le trappole che verranno posizionate in prossimità di porti, aeroporti, luoghi di scambio delle merci e ditte per la lavorazione dei pneumatici: otto in Grecia e quattro in Italia.

Aedes egypti al momento non sopravvive alle nostre condizioni invernali, ma se diventasse in grado di farlo potrebbe essere intercettata al momento dell’introduzione in questi territori. In Europa è presente sulle coste del Mar Nero (Georgia) e a Madeira. Nel corso degli ultimi 25 anni c’è stato un aumento della sua distribuzione a livello mondiale

Secondo quanto suggerito dall’OMS, in Italia sono già stati attuati programmi per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nella lotta alle zanzare portatrici di vettori?

V: Nel periodo invernale l’Italia è impegnata soprattutto in campagne informative per i viaggiatori. Nelle aziende sanitarie, sul sito del Ministero della Salute o sul portale dell’ASL Lombardia Viaggia in Salute vengono diramate informazioni per la prevenzione. Altre notizie sulle zanzare e le malattie da vettore in generale vengono date attraverso diversi siti web: Epicentro, il sito del Ministero; Zanzara Tigre Online, curato dalla Regione Emilia-Romagna; la pagina Facebook di IPLA per il Piemonte; PODIS, il portale della disinfestazione della USL Umbra. Poi ci sono esperienze di sensibilizzazione e di didattica nelle scuole, dove gli studenti partecipano attivamente nelle attività di monitoraggio.

Ma al di là della prevenzione in condizioni normali dott.ssa Angelini, cosa accade se a una persona viene diagnosticata una malattia virale trasmessa attraverso le zanzare?

A: Nel periodo invernale, quando le zanzare in Italia non sono presenti, il sistema di sorveglianza rimane attivo per monitorare e curare persone provenienti dai paesi stranieri in cui contraggono le patologie trasmesse da vettore. Il Servizio Sanitario, in questi casi, svolge gli accertamenti sierologici per confermare l’infezione, per fare diagnosi differenziale e a scopi epidemiologici. È quanto è successo, per esempio, per i casi europei di Zika, che sono stati tutti di importazione. Durante il periodo estivo, invece, sono attive misure di sanità pubblica. Si tratta di veri e propri piani di intervento volti a prevenire quelle malattie in cui il virus viene trasmesso dopo il passaggio attraverso un vettore, ad esempio la zanzara.

In cosa consistono questi interventi?

A: In un raggio di 100 m dalla casa di una persona che ha contratto la malattia vengono svolti interventi di disinfestazione. I trattamenti insetticidi e larvicidi, oltre che negli spazi privati,  vengono realizzati anche nei luoghi pubblici in prossimità della casa, per tre giorni consecutivi.

Viste le misure sanitarie che abbiamo a disposizione dovremmo preoccuparci dell’epidemia di Zika virus cui stiamo assistendo in questo periodo?

A: Nell’attuale epidemia di Zika virus che interessa America del Sud e America Centrale il virus è trasmesso da un vettore che è una specie di zanzara non presente nelle nostre zone, ma sappiamo che la zanzara tigre è in grado di veicolarlo. Per questo nel periodo estivo bisognerà intensificare gli sforzi perché è quello il momento in cui potrebbero avere origine focolai autoctoni. Bisogna dunque informare e allertare la popolazione affinché assuma comportamenti appropriati per evitare la proliferazione incontrollata delle zanzare, cosa che potrebbe vanificare gli interventi istituzionali atti a limitarne la diffusione.

@AnnoviGiulia

Leggi anche: Zika virus e rapporti sessuali

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