Floating in a most peculiar way: 10 cover di Space Oddity di David Bowie

Il brano dell'artista inglese recentemente scomparso è un simbolo potente per molti astronauti come Chris Hadfield. Eccone 10 versioni diverse per celebrare spazio e musica in un colpo solo.

STRANIMONDI – Lo scorso 10 gennaio è scomparso David Bowie, poco dopo aver pubblicato l’ultimo disco Blackstar. Il cantautore inglese è stato senza ombra di dubbio una delle icone artistiche degli ultimi cinquant’anni, con canzoni che hanno spesso travalicato il contesto pop/rock per guadagnarsi uno spazio unico nella cultura di massa mondiale. Una di queste è sicuramente Space Oddity, un brano pubblicato originariamente nel 1969, prima dell’arrivo sulla Luna di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, ma che dopo l’allunaggio è diventato un vero e proprio inno allo spazio e all’astronautica. La cover più iconica, in questo senso, è probabilmente quella dell’astronauta Chris Hadfield che durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale registra una propria versione del brano, in cui le preoccupazioni di Major Tom prendono corpo come mai prima:

L’occasione per tornare sull’episodio è la pubblicazione, lo scorso 14 aprile, del video della cover di Space Oddity dei Flaming Lips. La band psychrock esegue da tempo il brano durante i propri concerti, ma dopo la morte di Bowie ha deciso di realizzare un vero e proprio video. Da qui siamo partiti per la nostra selezione delle dieci migliori versioni del brano.

 

1) Lady Gaga  (Grammy Awards 2016)

Senza ombra di dubbio una delle migliori cover, pensata e realizzata ancora sull’ondata emotiva della notizia della scomparsa di Bowie. Lady Gaga, con l’aiuto di visual artist e trucco, rende omaggio al trasformismo di Bowie e alla sua arte. L’estratto di poco meno di un minuto è parte dell’intero tributo a Bowie, un vero e proprio medley delle sue canzoni più famose:

 

2) Natalie Merchant (Live 1999)

La versione della frontwoman dei 10000 Maniacs è la più classica e rispettosa della forma-canzone dell’originale. Ma la classe è talmente tanta che ne esce una versione estremamente emozionante:

 

3) Flaming Lips (14 aprile 2016)

Il video è bizzarro, a dir poco, come nella tradizione di Wayne Coyne e compagni. Ma la loro frequentazione di immaginari fantascientifici (come per esempio per il disco Yoshimi Battles the Pink Robots del 2002) e weird, come dicono gli americani, non lascia dubbio che solo loro potevano mescolare suore, chiese e viaggio spaziali:

 

4) Smashing Pumpkins (Live a ROCK 105.3 Radio – 19 Giugno 2012)

All’inizio del video, il leader della band Billy Corgan dichiara tutto il suo amore per il brano: “dopo che ho cominciato a suonarlo ha capito ancora meglio che da fan che grande pezzo sia”. Dimostrano la personale, distorta e molto rock versione che la band regala al pubblico della radio americana:

 

5) Peter Murphy (2009)

Il cantante di una delle band di culto della new wave gotica degli anni Ottanta, i Bauhaus, incide una versione cupa e dilatata del brano. Forse può sembrare a tratta un po’ algida, ma i pattern di sintetizzatore e le voci della parte finale sembrano dare corpo ai fantasmi di Major Tom come mai prima:

 

6) Tangerine Dream (2010)

Prima o poi doveva succedere: una delle band più cosmiche (nel senso di kosmische musik) del krautrock non poteva evitare il confronto. Eppure abbiamo dovuto aspettare il 2010, con una versione personale, ma tutto sommato non così stravolta rispetto all’originale:

 

7) London Symphony Orchestra

L’orchestra londinese è famosa per arrangiamenti strumentali di canzoni pop. Qui, in una versione dal vivo, l’arrangiamento di Antonin Charvat, compositore ceco noto per le sue colonne sonore:


8) Korn & Marilyn Manson 

Una delle band di rock pesante più influenti degli anni Novanta e un personaggio discusso, controverso ma geniale come Marilyn Manson insieme per una cover di Space Oddity? Perché no?

 

9) Adrian Sherwood – Space Oddity Dubmix (2012)

Probabilmente la versione più originale e stravolta rispetto all’originale. Il producer e remixer inglese Adrian Sherwood, uno che ha lavorato con i Depeche Mode, Sinead O’Connor e Nine Inch Nails, porta il brano di Bowie in una dimensione raggae-dub:

 

10) Halloween (da Metal Jukebox, 1999)

All’interno dell’album di sole cover del 1999, la band tedesca di power metal inserisce anche la propria interpretazione di Space Oddity, seppur non particolarmente originale:

 

Bonus track #1: Italia

Qui si rischia un po’ il cattivo gusto. Lo stesso David Bowie, nel 1970, canta in italiano la sua Space Oddity. La musica rimane meravigliosa, ma il testo di Ragazzo Solo, Ragazza Sola grida vendetta: spariti i riferimenti allo spazio e al viaggio spaziale, siamo di fronte a un testo romantico buono per San Remo:

 

Nemmeno i Giganti, con la loro versione più filologicamente corretta, Corri uomo corri (1970), fanno molto meglio:

 

Bonus track #2: Real oddity

Un mashup, due canzoni che non sembrano avere nulla in comune, e invece vengono missate insieme. In questo caso, da una parte c’è Space Oddity, dall’altra Ace of Spades, canzone-manifesto dei Motorhead. Aces of Spece Oddity, in modo assurdo, per certi tratti funziona anche benino:

 

Ghost Track: Chandler di Friends

Se siete arrivati fino a questo punto, la traccia fantasma di questo disco è in realtà una breve scena tratta dalla celebre sitcom degli anni Novanta. Joey sta mostrando su VHS (lo abbiamo scritto: sono gli anni Novanta…) una sua prova attoriale in una produzione di scarso livello. Solo che si tratta di una cassetta usata, da cui spunta un momento piuttosto privato di Chandler…

@ogdabaum

Leggi anche: Le origini della Stazione Spaziale Internazionale

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Informazioni su Marco Boscolo (84 Articles)
Science writer, datajournalist, music lover e divoratore di libri e fumetti - @ogdabaum - marcoboscolo.org - datajournalism.it

2 Commenti su Floating in a most peculiar way: 10 cover di Space Oddity di David Bowie

  1. Mi permetto di segnalare quella che per me rimane LA cover di questo brano. La canta Happy Rhodes, splendida cantante sconosciutissima ai piu’.

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