La nana bruna più veloce scoperta nella galassia

Le nane brune sono considerate delle “stelle mancate”, troppo piccole per diventare come il nostro Sole. Il radiotelescopio Arecibo ha permesso di osservare J1122+25, la più veloce e ultra fredda mai scoperta

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Le nane brune possono essere considerate “l’anello mancante” tra stelle e pianeti.Crediti immagine: R. Hurt/NASA

SCOPERTE – Una nana bruna in grado di compiere una rotazione completa in 17, 34 o 51 minuti. Il suo nome è J1122+25, abbreviazione del nome scientifico WISEPC J112254.73+255021.5, si trova a 55 anni luce dalla Terra ed è stata scoperta nel 2011 dal Wide-field Infrared Survey Explorer (Wise). Gli scienziati Alex Wolszczan e Matthew Route hanno osservato le emissioni radio della “stella mancata” con l’antenna di diametro di 305 metri del radiotelescopio Arecibo, a Puerto Rico, scoprendo che è la più veloce nella nostra galassia.

I ricercatori della Penn State University hanno pubblicato i risultati dello studio sulla rivista The Astrophysical Journal e si sono concentrati sullo studio del campo magnetico di questo oggetto celeste, simile a quello dei giovani pianeti giganti. “Le nostre nuove osservazioni della stella nana ultra fredda dimostrano l’eccezionale sensibilità del telescopio Arecibo, che ha permesso di misurare i campi magnetici di stelle con una massa molto piccola, come le nane brune e i potenziali pianeti”, ha spiegato  Wolszczan in un comunicato. “Dato che i campi magnetici planetari proteggono la vita dagli effetti dannosi dell’attività stellare, è chiaro che le future osservazioni con telescopi come Arecibo sono cruciali per comprendere l’abitabilità dei pianeti intorno alle altre stelle”.

La nana bruna ha mostrato un periodo di rotazione di 17, 34 o 51 minuti ed è stato necessario raccogliere molti dati per determinarne la velocità. Anche nel “peggiore” dei casi, il periodo di rotazione pari a 51 minuti fa della nana bruna la più veloce mai osservata. Studiare oggetti di questo tipo è interessante non solo per comprendere questo aspetto, ma anche l’evoluzione rotazionale e le dinamiche interne al corpo celeste che generano i campi magnetici. Risultati che pongono nuove basi per lo studio delle nane brune e dei giovani pianeti.

Stelle come J1122+25 sono molto importanti e sono spesso definite “stelle mancate” per via della loro incapacità di fondere l’idrogeno in elio e dare via ai processi di fusione atomica che avvengono normalmente nelle stelle. Questa incapacità dipende dalla massa, che è insufficiente ad avviare il motore nucleare nel cuore della stella: la mancanza di processi di fusione fa in modo che venga a mancare l’energia necessaria a farle risplendere. Proprio per questo motivo le nane brune sono stelle ultra fredde e meno luminose rispetto alle altre, da cui differiscono anche per la composizione chimica priva di elementi più pesanti, a partire dall’elio.

Nonostante la bassa luminosità, queste stelle sono in grado di ruotare molto velocemente e proprio la rotazione è in grado di generare forti campi magnetici, con la conseguente emissione di onde radio, proprio come quelle osservate grazie al radiotelescopio Arecibo.

Se le nane brune non sono considerate dunque vere e proprie stelle, le loro similitudini con grandi pianeti gassosi, come Giove, hanno portato gli astronomi a considerarle “l’anello mancante” tra stelle e pianeti. Il record di rotazione e le emissioni radio osservati per J1122+25 rappresentano così un nuovo punto di partenza per lo studio di questi oggetti e apre la strada allo studio dettagliato anche di altri più difficili da osservare, come i giovani pianeti giganti, di cui in futuro gli scienziati saranno in grado di definire meglio le proprietà.

@oscillazioni

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Informazioni su Veronica Nicosia (75 Articles)
Aspirante astronauta, astrofisica per vocazione, giornalista di professione. Laureata in Fisica e Astrofisica all'Università La Sapienza, vincitrice del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti nel 2012 con una inchiesta sull'Hiv. Lavoro come giornalista per Blitzquotidiano e collaboro con Oggiscienza. Mi occupo di scienza, salute, tecnologia e ambiente.

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