Natura e tradizioni nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

Continua la nostra panoramica sugli eventi e i luoghi della scienza da visitare in Italia durante l'estate!

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese è nato per proteggere un territorio dall’alto valore paesaggistico e ambientale. Crediti immagine O-zone, Wikimedia Commons

EVENTI – È l’ultimo parco nazionale istituito in Italia, ha appena nove anni e si trova in Basilicata: è il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Ha una superficie di circa 69.000 ettari e si estende attraverso le maggiori creste montuose dalle montagne antistanti il capoluogo Potenza fino al massiccio del Sirino nel Lagonegrese, nella parte meridionale della regione. Assieme ai contigui parchi nazionali del Cilento e del Pollino costituisce una delle maggiori aree protette d’Europa e un importante presidio nella salvaguardia di numerose specie protette e del paesaggio dell’Italia meridionale.

La storia che ha portato alla sua costituzione è stata lunga e travagliata. L’istituzione del parco era stata prevista per legge già nel 1991 e nuovamente ribadita nel 1998, ma ha visto la luce solo nel 2007. Il parco ha sede nell’abitato di Marsico Nuovo, interessa 29 comuni e racchiude l’intera alta Val d’Agri e la parte alta dei bacini di Basento e Sinni. I confini molto articolati del parco comprendono tutte le maggiori cime della zona come i monti Pierfaone (1.744 m), Volturino (1.836 m), Montagna grande di Viggiano (1.727 m), Raparo (1.761 m) e il massiccio del Sirino (2005 m con il monte Papa). Il clima freddo e nevoso in inverno, diventa moderatamente caldo in estate con notti che regalano una piacevole frescura.

Il parco è nato per proteggere un territorio dall’alto valore paesaggistico e ambientale: antichi paesi che si affacciano su vallate lussureggianti o su precipizi a strapiombo, boschi secolari e una natura selvaggia che si accompagna a un’antica presenza dell’uomo. L’altezza varia tra i 300 metri delle Murge di Sant’Oronzo, i suggestivi pinnacoli di arenaria attraverso cui si fa strada il fiume Agri nei pressi di San Martino d’Agri, e i 2005 metri del Monte Papa. Questa importante differenza altimetrica garantisce la presenza di molti tipi di vegetazione e di habitat. Si parte dalla macchia mediterranea con prevalenza del leccio nelle zone più basse, al bosco di roverelle, alle fustaie di cerri fino ad arrivare a quelle di faggio nelle zone più alte. Nelle zone montuose sono presenti boschi non toccati dall’uomo da molti decenni in cui l’età media degli alberi si aggira intorno ai 150 anni.

Qui si può respirare l’aria delle antiche foreste europee che crescevano indisturbate prima dell’intervento umano con un fitto sottobosco di agrifogli e tassi. In alcune zone è possibile riscontrare l’associazione di cerri e faggi con l’abete bianco, come nell’Abetina di Laurenzana, un’area dal grande valore naturalistico dove è presente un esemplare di abete che supera i 300 anni e i 30 metri di altezza. La posizione del parco al centro del mediterraneo e i lasciti dell’ultima glaciazione fanno si che nei prati di alta quota si ritrovino diverse specie rare o tipiche di altri climi come lo schlerantus perennis, il geranium cinereum e la veronica austriaca oltre ad alcuni endemismi tra cui la vicia sirinica e l’astragalus sirinicus, diffusi sul massiccio del Sirino e lo hippocrepis glauca, esclusiva del Volturino. Altre specie tipiche della zona sono il basilisco lucano, l’ambretta di Lucania, l’acero di Lobelius. Molte le specie di orchidee rare tra cui tre endemiche: l’ofride del Pollino, il fior di ragno scuro di Basilicata e l’ofride della Lucania.

Una delle maggiori ricchezze del parco è tuttavia il patrimonio faunistico. Di giorno alzando lo sguardo in qualsiasi momento sarà altissima probabilità di poter ammirare dei rapaci in volo. Nel parco ne sono presenti numerose specie sia diurne che notturne. La fa da padrone lo splendido nibbio reale, facilmente riconoscibile dalla coda biforcuta, che con i suoi 160 cm di apertura alare è uno dei rapaci più grandi d’Italia. La Basilicata ne ospita quasi il 70% delle coppie nidificanti in Italia ed è molto comune osservarlo volteggiare, spesso anche in gruppi di più individui. Il nibbio bruno, la poiana, il gheppio, il falco di palude, il falco pellegrino e il lanario sono alcuni dei rapaci presenti. Un posto molto interessante per l’osservazione è la Serra di Montemurro, dai cui pascoli oltre a godere di uno splendido panorama sarà possibile avvistare con un po’ di fortuna diverse specie di rapaci diurni. Per quanto riguarda i rapaci notturni spicca la presenza nei boschi più vecchi del Gufo Reale. Gli ospiti d’eccezione del parco sono tuttavia il capovaccaio e la cicogna nera. Il primo è un avvoltoio ad alto rischio di estinzione. Delle sette coppie rimaste in Italia due nidificano abitualmente nel parco. Anche della seconda sono rimasti ormai pochi esemplari al mondo e delle dieci coppie presenti in Italia ben sette nidificano in Basilicata. Tra gli altri uccelli presenti si annoverano il picchio rosso mezzano, il gracchio corallino e il picchio nero, e negli specchi d’acqua l’airone bianco maggiore e l’airone rosso.

L’altra presenza importante che impreziosisce il patrimonio faunistico è quella della lontra: la colonia presente nell’Agri e nei suoi affluenti è una delle più grandi e importanti d’Italia ed è una delle ragioni dell’esistenza del parco. Si segnalano inoltre le presenza di diversi nuclei di lupi e della ormai rarissima lepre italica. Sono inoltre presenti sia testuggini di terra che di acqua, e tra gli anfibi, la salamandra dagli occhiali, un endemismo appenninico, e l’ululone appenninico, una specie di rana molto minacciata negli ultimi anni.

Nel parco spicca la presenza del Lago di Pietra del Pertusillo, un invaso artificiale di 155 milioni di mc creato da uno sbarramento ultimato nel 1962, che fornisce acqua alla vicina Puglia. Il lago ha stravolto la fisionomia della valle, ma la ha notevolmente arricchita dal punto di vista ambientale. Gli altri specchi d’acqua sono tutti di piccole dimensioni. In particolare da citare ci sono il Lago Sirino e il Lago Laudemio, il lago glaciale più meridionale d’Europa formato da un antico ghiacciaio che scendeva dalla cima del monte Papa.

Nelle vicinanze del lago del Pertusillo sorge l’antica colonia romana di Grumentum, alla cui porte si svolse una battaglia tra Annibale e il console Claudio Nerone nella seconda guerra Punica. Gli scavi sono liberamente visitabili e vi si organizzano occasionalmente eventi e concerti. Nella zona vi sono inoltre le produzioni IGP del Canestrato di Moliterno e dei Fagioli di Sarconi, e del vino DOC Terre dell’Alta Val D’Agri.

Una particolarità poco conosciuta è l’esistenza nei pressi di Tramutola di una sorgente da cui esce acqua mista a petrolio a causa di piccoli giacimenti superficiali la cui esistenza è nota fin dall’antichità. Attualmente la zona è anche nota per ospitare il giacimento di idrocarburi su terraferma più grande d’Europa il cui sfruttamento è una delle maggiori criticità per il valore ambientale e gastronomico della zona.

Per gli amanti dell’astronomia si segnala il Planetario Osservatorio di Anzi che organizza settimanalmente eventi di divulgazione e serate osservative.

http://www.parcoappenninolucano.it/apl/portal

Leggi anche: Un’estate scientifica in Sicilia

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Informazioni su Vincenzo Senzatela (36 Articles)
Ho studiato astrofisica e cosmologia a Bologna. Dopo la Laurea ho deciso di impegnarmi nella divulgazione scientifica e sto svolgendo il master in Comunicazione della scienza alla SISSA.

2 Commenti su Natura e tradizioni nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

  1. Si potrebbe aggiungere che sul Sirino si può visitare il lago di origine glaciale più a sud d’Europa

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