Mercurio si sta restringendo

Per anni gli scienziati hanno pensato che l’attività tettonica di Mercurio facesse parte di un lontanissimo passato ma i dati ricavati dalla sonda MESSENGER sembrano raccontare una storia diversa.

“La giovane età di queste piccole scarpate suggerisce che Mercurio possa rientrare nell’insieme dei pianeti tettonicamente attivi. Il nucleo di Mercurio continua a raffreddarsi e il pianeta, di conseguenza, si contrae, formando nuove irregolarità sulla sua superficie”. Crediti immagine: NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington/USGS/Arizona State University

RICERCA – Chissà se Gregory Powell e Mike Donovan, protagonisti del racconto “Circolo vizioso” di Isaac Asimov, si sarebbero accorti che il pianeta su cui erano stati inviati in missione, Mercurio, si sta rimpicciolendo. Si tratta di una scoperta pubblicata su Nature Geoscience, frutto di una attenta osservazione delle immagini ottenute dalla sonda spaziale MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging).

Le foto mostrano dei dettagli che non erano stati notati in precedenza: piccole irregolarità che ricordano i gradini delle scale. Sono geometrie sottili e geologicamente molto giovani, un fatto che porta gli scienziati ad affermare che il piccolo corpo roccioso sia il secondo pianeta tettonicamente arrivo del Sistema Solare, dopo la Terra.

“La giovane età di queste piccole scarpate suggerisce che Mercurio possa rientrare nell’insieme dei pianeti tettonicamente attivi. Il nucleo di Mercurio continua a raffreddarsi e il pianeta, di conseguenza, si contrae, formando nuove irregolarità sulla sua superficie” ha dicharato Tom Watters, coordinatore del gruppo di ricerca e scienziato al National Air and Space Museum di Washington, D.C.

Fu la sonda Mariner 10 che per prima osservò delle large faglie su Mercurio durante i suoi passaggi ravvicinati a metà degli Anni 70. Il raffreddamento del pianeta comporta la sua contrazione e, di conseguenza, la rottura della crosta mercuriana fino a formare immense scarpate, lunghe centinaia di chilometri e alte più di 1.500 metri.

La sonda MESSENGER ha concluso la sua missione il 30 aprile 2015 con uno schianto pilotato su Mercurio. Ancora oggi i dati che ha raccolto si rivelano utili e ricchi di nuovi dettagli: per anni gli scienziati hanno pensato che l’attività tettonica di Mercurio facesse parte di un lontanissimo passato.

Ora è il turno della missione BepiColombo dell’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con la JAXA, l’agenzia giapponese. Il lancio dovrebbe avvenire il 27 gennaio 2017. Due sonde, il Mercury Planetary Orbiter e il Mercury Magnetospheric Orbiter trasporteranno gli strumenti per studiare superficie, composizione interna e magnetosfera di Mercurio. L’ingresso in orbita è previsto per il 2022.

@gianlucaliva

Leggi anche: La caccia al nono pianeta continua

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Informazioni su Gianluca Liva ()
Giornalista scientifico freelance - TW: @livagianluca

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