La scienza ai tempi della Guerra Macabra

Zombi medievali, Da Vinci, epidemie: benvenuti nel Rinascimento Macabro, in un'Europa la cui geografia politica è ben diversa da quella che abbiamo studiato a scuola

Uno dei fattori chiave del Rinascimento Macabro? La scienza, che ha dato un gran contributo alla riconquista di città e territori infestati dai morti viventi. Immagine: Ultima Forsan, Manuale Base

STRANIMONDI – Stranimondi non è soltanto la vostra rubrica preferita dedicata alla scienza nelle storie, ma è anche un festival della narrativa fantastica, che il 15 e il 16 ottobre ha celebrato a Milano la sua seconda edizione. Un evento che quindi non potevo perdermi. Fantascienza, fantasy, horror, noir e altro ancora, fra i banchi del festival milanese la letteratura di genere è molto rappresentata, con tanto di ospiti internazionali come Alastair Reynolds, Tricia Sullivan e Ramsay Campbell. E anche la scienza fa la sua parte, vista la presenza del CICAP e l’intervento di Massimo Polidoro.

L’evento è anche l’occasione per tornare a parlarvi di Storia alternativa e giochi di ruolo italiani, dopo il viaggio su Terra Z con Urban Heroes. Al posto di supereroi, radiazioni e acceleratori di particelle però, abbiamo morti viventi, epidemie e archibugi. Questa volta esploreremo una versione pulp e grottesca del Rinascimento, e ad accompagnarci ci sarà Mauro Longo, scrittore e game designer. Nel 2013 Longo ha pubblicato il Decameron dei morti, una raccolta di racconti incentrati sulle vicende di uomini e donne che, nell’Europa del 14° secolo, si trovano ad affrontare una pestilenza in grado di rianimare i morti.

Zombi medievali, Boccaccio e un italiano trecentesco maccheronico da Armata Brancaleone. Un mix che, un anno dopo, si è evoluto in un’ambientazione di un gioco di ruolo, Ultima Forsan, basato sul sistema generico di Savage Worlds, realizzata sempre da Mauro Longo insieme a Giuseppe Rotondo. L’aspetto più interessante di Ultima Forsan è che non siamo più nel 14° secolo ma più di cento anni dopo, agli inizi del Cinquecento. Il Flagello dei Morti è ancora diffuso ma l’umanità ha iniziato a reagire, riconquistando alcune città e ricostruendo una società che l’epidemia aveva quasi spazzato via.

“Volevo fare un passo avanti rispetto ai soliti cliché delle storie di zombi”, mi spiega Longo. “Non volevo limitarmi al mondo che soccombe ai morti viventi ma raccontare la reazione, la rinascita, anche usando toni diversi”. Gli elementi horror quindi rimangono, ma si innestano in storie dal ritmo più avventuroso, quasi picaresco. “Mi piaceva l’idea del cappa e spada, con tanto di inseguimenti, duelli e intrighi alla D’Artagnan, ma con i morti”.

Benvenuti quindi nel Rinascimento Macabro, in un’Europa la cui geografia politica è ben diversa da quella che abbiamo studiato a scuola. Molte delle grandi città – Roma, Venezia, Costantinopoli, Parigi – sono diventate Città Dolenti, infestate dai morti e abbandonate dai vivi. Il papa si è trasferito ad Avignone, capitale del Sacro Romano Impero di Francia. In Spagna, le sole comunità che sono riuscite a resistere e a prosperare sono il Sultanato di Granada e i Feudi di Navarra e Aragona. Il Regno di Sardegna è una potenza emergente del Mediterraneo, in conflitto con la Lega Adriatica formata dalle Repubbliche Marinare di Ancona, Ragusa, Trani e Venezia Nuova, fondata a Creta dai veneziani in fuga dalla Laguna. La Sicilia è un Califfato, gran parte dell’Italia del sud fa parte del potente Regno di Benevento e Ungheria, mentre al nord prosperano il Ducato di Milano, la Firenze dei Macchiavelli e altre Signorie.

Uno dei fattori chiave del Rinascimento Macabro è la scienza, che ha dato un grande contributo alla riconquista delle città e dei territori infestati dai morti viventi. Stimolata dal pericolo, la medicina ha compiuto grandi passi in avanti, consentendo di migliorare le condizioni igieniche e scoprendo come si trasmette il Flagello, come cercare di salvare gli infetti e come assicurarsi che dopo la morte non tornino come feroci predatori. Ai tanti alchimisti, studiosi e dottori del Flagello si uniscono i geni come Leonardo Da Vinci, Pico della Mirandola e Antonio De’ Severi, che con le loro invenzioni – al limite dello steampunk – hanno potenziato l’efficacia militare di milizie, eserciti e compagnie di ventura impegnate nella Guerra Macabra. Il tutto senza bisogno di tirare in ballo la magia.

“La magia classica del fantasy, quella che funziona perché è magia, senza altre spiegazioni, non mi piace molto”, confessa Longo. “Anche quando scrivo racconti di sword and sorcery uso una magia che ha sempre delle basi terrene. E in Ultima Forsan il sovrannaturale ha sempre una qualche spiegazione parascientifica”. Una tendenza, questa, che sta prendendo piede nel fantasy moderno. “Spero che sia così, perché è un approccio che approvo molto. Nel manuale di uno dei miei primi giochi di ruolo, Uno sguardo nel buio, c’era scritto che anche il fantastico, per essere emozionante, dev’essere realistico. E a me questa cosa è rimasta come un imprinting”. Anche l’efficacia delle reliquie sacre contro il Flagello è spiegata in termini molto concreti. “Abbiamo deciso di introdurre la Manna, che trasuda dai corpi dei santi, come una sorta di anticorpo naturale contro l’umor nero che provoca la Peste Grigia”.

La laurea in archeologia e la passione per la storia di Mauro Longo si riflettono nel dettagliato lavoro di ricostruzione delle dinamiche sociali e politiche dell’epoca, che aggiunge un ulteriore livello di verosimiglianza all’ambientazione.

Il successo di Ultima Forsan, tradotto in Russia, Spagna e Inghilterra, ha portato a due librigame, alcune espansioni – l’ultima delle quali è Iberia Macabra, in uscita a Lucca Comics & Games, dove l’aspetto ucronico culmina nell’arrivo degli Aztechi sulle coste spagnole – e un romanzo, Guiscardi senza Gloria, scritto sempre dal produttivo Longo e pubblicato a fine settembre da Acheron Books.

Un successo dovuto al riuscito mix di tanti elementi: il diverso punto di vista sull’apocalisse zombi, che ricorda in parte uno dei migliori libri sull’argomento, World War Z di Max Brooks (ma evitate il film); lo stile avventuroso, pulp e picaresco; il profondo lavoro di studio e ricostruzione storica; e anche l’approccio parascientifico al sovrannaturale, che si rivela particolarmente adatto all’ambientazione, contribuendo a renderla credibile e fornendo una gran quantità di spunti ludici e narrativi.

Leggi anche: Se Clark Kent mette gli occhiali è irriconoscibile. O forse no.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

1 Commento su La scienza ai tempi della Guerra Macabra

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: