mercoledì, Dicembre 19, 2018
ATTUALITÀCOSTUME E SOCIETÀ

Un’estate in Molise

Continua il nostro "giro d'Italia" per un'estate all'insegna della scienza, tra natura, musei e aree archeologiche. Stavolta è il turno del Molise.

Una volta sazi di musei e parchi, ricordatevi che in Molise si può anche “andar per castelli”. Qui una piccola guida. Fotografia Pixabay

COSTUME E SOCIETÀ – Dopo Friuli, Lazio e Valle d’Aosta continuiamo a spostarci attraverso lo stivale arrivando fino…in Molise! Anche qui non mancano le opportunità per trascorrere qualche giorno di vacanza – o un weekend alla scoperta del proprio territorio per gli autoctoni – tra musei, riserve naturali e zone archeologiche. Ne abbiamo scelti alcuni per voi.

Museo Nazionale del Paleolitico (Isernia): Vi sono esposti tutti i ritrovamenti degli scavi del sito archeologico La Pineta, un insediamento di cacciatori paleolitici, che nel 1982 si è valso un lungo articolo nonché la copertina della rivista scientifica Nature. Il giacimento, spiegano gli esperti, è una delle più complete testimonianze della storia del popolamento umano dell’Europa. I dati emersi con gli scavi sistematici e con lo studio interdisciplinare, attivati a partire del 1978, hanno consentito di ricostruire nel tempo, anche negli aspetti particolareggiati, la vita e l’ambiente naturale in cui vissero i nostri antenati circa 700 000 anni fa. Tra gli affascinanti resti faunistici si annoverano l’enorme megacero (oggi estinto), rinoceronte ed elefante, oltre a cervi, daini, orso, tar, bisonte e ippopotamo. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19, e fa parte di un’ampia rete museale che comprende anche il Museo sannitico di Campobasso e il Museo archeologico di Venafro. qui per altre informazioni

Area archeologica di Saepinum (Campobasso): I resti di Saepinum sono stati scavati a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, lungo il cardo e il decumano, per arrivare a portare alla luce gran parte della città romana. Tra questi il foro, tutt’ora pavimentato, il teatro, numerose case coloniche, due mausolei, un pozzo coperto e le quattro porte di accesso sulle strade principali: porta Benevento, porta Terravecchia, porta Bojano e porta Tammaro. Un nuovo progetto di scavi, iniziato nel 2010, ha portato alla luce gran parte della cinta muraria. L’area archeologica è accessibile liberamente, con ingresso gratuito. qui per altre informazioni

Giardino della Flora Appenninica di Capracotta (Isernia): Con i suoi dieci ettari questo orto botanico naturale è tra i più alti d’Italia, a 1525 metri sul livello del mare, ed è oggi impegnato in vari progetti di ricerca scientifica sulla conservazione e tutela della biodiversità. Ospita le specie vegetali autoctone dell’Appennino centro-meridionale italiano, come il giglio martagone e il giglio rosso, l’abete bianco e il faggio, lo spillone della Majella, l’erba storna appennina e la stella alpina degli Appennini. Sono state censite 513 specie di piante vascolari appartenenti a 263 generi di 72 differenti famiglie. Il 10% della flora del giardino è costituito da specie endemiche del centro-Sud appenninico: non si trovano in nessun altro luogo al mondo. il sito web

Riserva MAB di Montedimezzo (Isernia): Quasi 300 ettari di riserva naturale inserita nel programma internazionale dell’UNESCO MAB (acronimo che sta per “Man and Biosphere”). Si trova nel cuore dell’Appennino molisano e tra i boschi con prevalenza di cerro e faggio, sui vari sentieri adatti ai più e meno esperti, è possibile incontrare tassi, volpi, rapaci e gatti selvatici. Il centro visite della riserva è anche un piccolo museo, che fa da “benvenuto” con sezioni d’albero e campioni dei legni tipici dell’area, pannelli ed esemplari tassidermizzati della fauna locale. il sito web

Centro visita dell’orso marsicano “MOrso” e Museo dell’Orso, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Pizzone (Isernia): Il centro visite ospita un percorso espositivo dedicato alla storia naturale dell’orso bruno, ai suoi rapporti con gli esseri umani e alla sua biologia ed etologia: cosa mangia? Come funziona lo svernamento? Come vengono allevati i cuccioli? Il parco è uno dei partner del progetto europeo LIFE Arctos, il cui obiettivo è la salvaguardia e conservazione dell’orso bruno in Italia dentro e fuori dalle aree protette. Il centro organizza escursioni e trekking giornalieri nel versante molisano del parco, oltre ad attività didattiche destinate alle scuole. info e contatti

Riserva regionale di Guardiaregia (Campobasso): Con i suoi oltre 3000 ettari, si tratta di una delle oasi più grandi gestite dal WWF in Italia. L’ambiente è montano e forestale con fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola (salto totale di 100 metri), le grotte di Pozzo della Neve (profondità 1048 metri) e Cul di Bove (profondità 913 metri) che, si legge sul sito della riserva, sono tra i più profondi abissi d’Europa. Tra notti dedicate ai chirotteri e al wolf howling, oltre ad escursioni alla scoperta di farfalle e in ascolto dei cervi, l’estate 2017 alla riserva è ricca di eventi. Li trovate qui.

@Eleonoraseeing

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Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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