Sardegna, un’estate tra scienza e natura

Non solo vita da spiaggia: la Sardegna offre ai visitatori molte occasioni di esplorare il suo patrimonio naturale, tra riserve, foreste e saline che ospitano molte specie rare.

Fenicotteri rosa all’interno dello stagno di Molentargius. Crediti immagine: Stefano Marrocu, Wikimedia Commons

COSTUME E SOCIETÀ – Spiagge meravigliose e mare cristallino, il più pulito d’Italia in base ai rilevamenti effettuati quest’anno da Goletta verde. Ma non solo. La Sardegna è un’isola dalle molte facce e dalle mille meraviglie, che non deluderà chi cerca itinerari naturalistici alternativi, cultura, storia, proposte scientifiche e incredibili resti archeologici. Ecco alcune idee per trascorrere un’estate diversa, tra scienza e natura, e scoprire l’altra faccia della Sardegna.

Natura e dintorni

Riserva naturale orientata di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu

Situata sulla costa nordoccidentale, a pochi chilometri da Bosa – tra i borghi più belli d’Italia – la riserva si estende per circa 160 ettari ed è il luogo perfetto per gli amanti del birdwatching. Nel territorio sono presenti, tra gli altri, il falco pellegrino, il nibbio reale, il martin pescatore e il gabbiano corso, ma anche specie avifaunistiche rare come l’aquila del Bonelli, l’aquila reale e soprattutto il grifone, di cui la riserva ospita – assieme al vicino parco di Porto Conte – l’unica colonia autoctona presente in Italia. Si tratta di poche decine di splendidi esemplari che nidificano lungo le falesie marine della costa. La fauna terrestre è invece costituita da cinghiali, gatti selvatici, volpi, donnole, martore e lepri, che è possibile incontrare durante una passeggiata tra i fitti boschi del monte Mannu.

Parco nazionale del golfo di Orosei e del Gennargentu

Nella parte orientale dell’isola si trova invece questo grande parco naturale, esteso per quasi 74 000 ettari tra il golfo di Orosei e l’imponente massiccio del Gennargentu. Il territorio è tra i meglio preservati d’Italia, sia lungo gli oltre 40 chilometri di costa, priva di insediamenti umani, sia nelle impervie e isolate zone montane. Il Gennargentu ospita una delle ultime foreste primarie, ovvero non contaminate dagli esseri umani, presenti in Europa. La foresta di Montes, questo il nome, è una delle più estese del continente ed è composta soprattutto da enormi lecci plurisecolari, alti tra i 20 e i 25 metri, oltre che da tassi, aceri e agrifogli. Nella foresta vivono gatti selvatici, ghiri, martore, cinghiali e soprattutto mufloni, che in questo ambiente hanno trovato il loro habitat ideale. Nel sottobosco sono presenti lo zafferano minore e la bellissima rosa selvatica del Gennargentu, due fra le tante specie vegetali endemiche del territorio. Isolamento e insularità hanno favorito lo sviluppo di numerosi endemismi anche tra gli animali; fra questi citiamo l’euprotto sardo e il geotritone del Supramonte, entrambi anfibi simili a salamandre, presenti in grotte e torrenti. Passeggiando lungo i sentieri del parco è possibile ammirare Monte Novo San Giovanni, un monumento naturale con guglie calcaree alte fino a 70 metri. Nella zona del golfo di Orosei è possibile avvistare il falco pellegrino, l’astore, lo sparviero e la poiana. Fino a non molti decenni fa le foche monache popolavano le numerose grotte marine del parco. Purtroppo questo splendido mammifero, a forte rischio d’estinzione, non è più stato avvistato da molto tempo.

Parco naturale regionale di Molentargius – Saline di Cagliari

Non è eccessivo definire questo parco come un posto unico al mondo, una delle aree umide più importanti d’Europa e del Mediterraneo. Situato all’interno di un’area fortemente antropizzata, tra Cagliari e Quartu S. Elena, il parco si estende su un territorio di circa 1600 ettari e include stagni d’acqua dolce, nati per raccogliere le precipitazioni, e d’acqua salata, un tempo parte del sistema produttivo delle Saline di Stato di Cagliari. La principale attrattiva degli stagni è rappresentata dalle numerosissime specie di uccelli presenti, sia stanziali sia migranti. Decine sono le specie nidificanti, tra cui il germano reale, il gheppio, la quaglia, il barbagianni e il martin pescatore. La presenza più significativa è rappresentata dai bellissimi fenicotteri rosa, che a partire dagli anni Novanta del secolo scorso hanno iniziato a nidificare nel Molentargius, attratti dalla presenza dell’Artemia salina, un piccolo crostaceo presente in abbondanza nelle acque degli stagni. Il periodo ideale per osservare questi splendidi animali è proprio durante la nidificazione, a inizio giugno, ma è possibile ammirarli tutti i mesi dell’anno, anche in agosto e persino dal centro abitato di Cagliari, per esempio dal belvedere di Monte Urpinu.

Parco dei Sette Fratelli – Monte Genis

Il territorio del parco, situato nella zona sudorientale dell’isola, si estende per quasi 60 000 ettari ed è costituito da un grande massiccio caratterizzato da sette cime formate da rocce granitiche di origine paleozoica. Al suo interno è presente una grande foresta demaniale, perfettamente conservata e molto ricca di specie animali e vegetali. Il leccio la fa da padrone, sostituito dal sughero a quote più basse e da ontani, salici e oleandri lungo i torrenti. Percorrendo i numerosi sentieri, perfetti per chi ama fare trekking e andare in mountain bike, è possibile incontrare cinghiali, martore e soprattutto il bellissimo cervo sardo, una sottospecie endemica del cervo europeo che ha fatto di questo luogo il suo areale d’elezione.

Musei

Nuragica

Ospitata all’interno del museo archeologico nazionale di Olbia, Nuragica è una mostra-evento innovativa, aperta fino al 19 novembre. La storia della millenaria civiltà dei Nuraghi è raccontata attraverso grandi pannelli pittorici, preziosi reperti e ricostruzioni in scala 1:1 delle principali architetture dell’epoca, ma anche di abiti e armature. Il pezzo forte è costituito da visori per la realtà virtuale che consentono ai visitatori di fare un viaggio indietro nel tempo e immergersi nella vita quotidiana di 3500 anni fa.

Museo della statuaria preistorica in Sardegna

Nelle campagne che circondano Laconi, piccolo paese della Sardegna centrale, sono stati rinvenuti oltre cento menhir, affascinanti e misteriosi megaliti risalenti a oltre 5000 anni fa, ben prima che nascesse la civiltà nuragica. Questi giganti di pietra, scolpiti in modo da rappresentare forme antropomorfe stilizzate e ricchi di simboli spesso di difficile decifrazione, sono ospitati nelle undici sale dell’ottocentesco palazzo Aymerich. Oltre ai megaliti di Laconi, nel museo sono conservati anche altri esempi di grande statuaria preistorica e reperti funerari ritrovati in diverse zone della Sardegna centromeridionale.

Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna

Il parco si estende per oltre 3500 km² ed è dislocato in otto aree che interessano i territori di 81 comuni della Sardegna, da nord a sud. Ospita al suo interno innumerevoli testimonianze della cultura mineraria dell’isola: pozzi di estrazione, villaggi operai, migliaia di chilometri di gallerie, strutture industriali e musei di archeologia industriale. Fra questi spicca il Museo del Carbone, nei pressi dell’ex grande miniera del Serbariu, nel Sulcis. Al suo interno è possibile rivivere la storia dell’attività mineraria nella zona attraverso documenti e filmati d’epoca, attrezzi da lavoro e lampade da miniera. Nella sala argani è conservato il grande macchinario che consentiva di trasportare i minatori e il carbone lungo i pozzi.

Museo delle cere anatomiche Clemente Susini

A Cagliari, all’interno della Sala pentagonale della Cittadella dei musei, si può ammirare un’impressionante collezione di cere anatomiche. Realizzate fra il 1803 e il 1805 dall’artista fiorentino Clemente Susini, sulla base delle dissezioni di cadaveri praticate dall’anatomista cagliaritano Francesco Boi, le cere – disposte su 23 tavole lignee – rappresentano in modo dettagliato e realistico organi e apparati del corpo umano.

Parco Sardegna in Miniatura 

Situato nel comune di Tuili, nei pressi del villaggio nuragico Su Nuraxi di Barumini, il parco è un vero e proprio polo integrato di divulgazione scientifica, con numerose attrazioni pensate per grandi e piccoli. Al suo interno, oltre alla rappresentazione in scala dell’isola coi suoi monumenti principali, sono presenti un padiglione nuragico in cui è possibile rivivere usi e costumi dell’antica civiltà in un vero e proprio villaggio ricostruito nelle sue dimensioni reali, un percorso botanico con le piante tipiche della macchia mediterranea e la biosfera della Sardegna, una cupola trasparente di 15 metri di diametro in cui è ricostruito l’habitat tipico di una foresta pluviale; da non perdere anche il planetario, dotato di una cupola di 11 metri di diametro e a cui è associato un museo dell’astronomia, con exhibit interattivi e percorsi didattici realizzati in collaborazione con gli astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari.

Leggi anche: Un’estate scientifica in Campania e in Puglia

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Informazioni su Simone Petralia ()
Science Writer con una Weltanschauung che oscilla tra Wanderlust, Wonderment e WTF (mi piacciono le parole strane che iniziano con la doppia vu). Per OggiScienza curo Ipazia, rubrica in cui racconto storie di scienziate del passato e del presente. Twitter: @Sim_Dawdler

2 Commenti su Sardegna, un’estate tra scienza e natura

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